Non lascia indifferenti l’articolo di Michele Smargiassi apparso su su Repubblica qualche giorno fa a proposito dell’ormai dilagante analfabetismo tra i laureati italiani. L’uso che il giornalista fa del termine analfabetismo forse è improprio, ma come definire le persone che, seppur dotate di titolo di studio universitario, stentano a comprendere un testo di media difficoltà o non sono in grado di esprimersi per iscritto in modo chiaro e senza errori grammaticali? E pensare che molti di essi svolgono professioni dove la padronanza della parola scritta è essenziale in sé (insegnanti e giuristi in primis) o comunque per garantire il necessario aggiornamento delle competenze (medici, ingegneri, esperti in tecnologie).
Purtroppo la notizia non mi stupisce – della preoccupante debolezza linguistica di molti studenti universitari mi capita di fare periodicamente esperienza – né sottovaluto le conseguenze a lungo termine di un tale impoverimento culturale sullo sviluppo economico e sociale.
Non solo a me, lascia perplesso, però, la motivazione addotta da Franco Fabbroni, preside della facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, che attribuisce le carenze linguistiche dei laureati all’uso di PowerPoint nelle aule universitarie. Di sicuro molti di coloro che usano PowerPoint lo fanno male, ma il problema – ancora una volta – sta nella pochezza dell’oratore, non nello strumento usato. La tesi di Fabbroni sembra invece animata da una specie di intempestivo luddismo. E a me i luddisti moderni sembrano persone incapaci di leggere la complessità del reale, proprio come quelli che faticano a far funzionare un frullatore perché aprono il manuale d’uso per guardare le figure senza leggere le istruzioni.

Nicola, posso essere sincero? Sai che a volte mi sembra di rientrare tra quegli analfabeti? Non ho mai pensato di scrivere bene e ci sono stati periodi in cui avevo difficoltà con la punteggiatura (forse ho ammirato così tanto James Joyce al punto tale da volerlo emulare..) ma poi mi arrivano sinceri apprezzamenti (in privato) e mi convinco del contrario…Non so di chi sia la colpa di tutto ciò…però è vero che tra sms e inglesizzazioni, la lingua italiana si improverisce sempre di più non nei contenuti, ma nell’uso improprio che ne viene fatto.
1 – Ho sempre affrontato con un profondo senso di frustrazione lo scrivere in Word “qual è”, sapendo che puntualmente sarebbe apparsa la sottolineatura di errore.
2 – AH! il luddismo …
una cosa è certa!
c’è gente laureata che nn sa parlare l’italiano!
professori compresi….. e a prescindere di chi possa essere la colpa…..
lo trovo vergognoso!!!
Franko ti riferisci all’accusa che mi facesti sul blog di francesco? (luddismo)
semmai ad una spropositata reazione
Una volta a me, un’altra a te.
OT sono al paesello, probabilmente oggi o domani passo dal politecnico. Come faccio a palesarmi? Se hai ancora il mio numero mi mandi un messaggio così ci vediamo?
Gli articoli del nostro Michele, non lasciano mai indefferenti! E’ proprio vero che un buon giornalista…impara il mestiere consultando i giornali dal giornalaio..in questo caso da Casciano. Vero Michele, e così?
Saluti affettuosi ed auguri di buone feste
ic.