Walterloo
Dopo i pessimi risultati delle regionali sarde, Veltroni si è dimesso dalla presidenza del Partito Democratico. Mentre il PD si interroga su chi debba essere immolato al posto di WV almeno fino alla (certissima) batosta elettorale delle Europee di giugno, la politica in Italia va avanti:
1. Per combattere la (presunta) emergenza stupri, il prefetto di Roma ha varato un regolamento che ripristina i ghetti, questa volta a carico dei nomadi. Nel Paese si diffondono intanto le spedizioni punitive verso gli stranieri.
2. Il comune di Milano ha assunto a tempo indeterminato e senza concorso 46 educatrici di scuola materna, indicate nominalmente della Curia vescovile, che saranno incaricate dell’insegnamento della religione. Le altre carenze di organico non saranno coperte.
3. L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per essersi fatto corrompere allo scopo di testimoniare il falso in due processi per scagionare Silvio Berlusconi. Grazie al lodo Alfano, il presidente del Consiglio, beneficiario della falsa testimonianza di Mills, non era sotto processo. Da Palazzo Chigi non si hanno al momento notizie di dimissioni.
4. Sono stati approvati alcuni emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni che vietano, anche in assenza di segreto istruttorio, la pubblicazione di qualunque notizia relativa ad indagini in corso, inclusa l’iscrizione nel registro degli indagati. Anche dopo il rinvio a giudizio, sarà vietato pubblicare il nome dei magistrati impegnati in un processo. Il disegno di legge prevede inoltre il divieto di intercettazioni oltre i 60 giorni per qualunque reato, inclusi quelli di sequestro di persona, mafia, terrorismo, strage o insurrezione armata contro lo Stato.
5. L’on. Gabriella Carlucci ha presentato un disegno di legge che abolisce la possibilità di immettere su internet contenuti in forma anonima, e persino di diffondere quelli immessi all’estero.
Alla prossima (forse).
“Siamo alle comiche finali”. Con queste parole, esattamente
In effetti l’occasione era propizia: scritte in minuscolo, P e D sono simmetriche e si prestano pertanto a mille soluzioni grafiche pulite e originali. E invece, nel logo prescelto esse compaiono in un ovvio maiuscolo, scritte in un carattere arrotondato piuttosto infantile e privo di personalità. Di quelli che non sfigurerebbero sulle scatole di giochi per bambini da 0 a 3 anni. Non vorrei però che da 0 a 3 anni sia anche il tempo nel quale questo simboletto verrà archiviato in favore di qualcosa di più memorizzabile e riproducibile, in grado di suscitare l’emozione dei simpatizzanti e – perché no – l’avversione dei supporter di parte avversa.
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