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Aspettando l’8 marzo

martedì 6 marzo 2007

Dolce & Gabbana pubblicità stupro

Diciamo la verità: quei due non sono mai stati campioni di buon gusto. Ma neanche da Dolce & Gabbana si può comprendere una pubblicità come quella che, censurata in alcuni Paesi europei , anche in Italia è oggetto di polemiche, appelli, denunce. L’immagine evoca palesemente uno stupro di gruppo, e appare tanto più ingiustificata quanto maggiori sono i tentativi degli stilisti di difenderla. Non vale il paragone con la violenza presente nelle opere d’arte che li ha indotti alla risibile provocazione: “Chiudiamo il Louvre”.

Qui non si tratta di arte né di legittima promozione del brand, e nemmeno si discute di libertà d’espressione. La pubblicità, commenta la senatrice Anna Maria Carloni, è costruita per arrivare a tutti indiscriminatamente, anche a chi è in grado di ricavarne unicamente modelli comportamentali di sopraffazione. Ce ne ricorderemo, la prossima volta che compriamo una maglietta?

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Categorie:costume
  1. mercoledì 7 marzo 2007 alle 12:19

    lo sai che allo stupro di gruppo ho pensato solo dopo averlo letto da te che forse riporti ciò che anche qualcun altro ha pensato?
    Pensa un po’: io avevo pensato a una immagine onirica, in cui la donna e’ si’ al centro, ma in maniera attiva, ossia come la “padrona” della scena, della situazione, circondata da tanti uomini, belli, desiderabili, ma condannati alla contemplazione, all’inutile possesso di corpi marmorei fino a che lei, la donna al centro della immagine, non ne comandi la trasformazione da inutile ed inutilizzata potenza a forza maschile potente e dominante.
    Definitivamente il peccato e´nella mente di chi guarda.
    Hai presente il test che si fa con le immagini Roschach?
    PS – Queste polemiche mi ricordano quelle che accompagnarono le immagini di Toscani per Benetton. Se devo dire la verita’, confessando la mia mentalita’ troppo tradizionalista per non essere considerata retrograda, io continuo a sognare una pubblicita’ in cui, se devo fare pubblicita’ a un silicone sigillante, appaia un omaccione in tuta da lavoro che mostra come la vasca dei pesciolini rossi ora non perda piu’, invece che un figone vestita sado-maso che mi fa pensare a una selvaggia trombata in cui mi posso permettere di avere perfino un profilattico bucato, tanto é sigillato con il Saratoga.
    Saludos

  2. mercoledì 7 marzo 2007 alle 16:58

    E’ indubbio che la foto sia riuscita dal punto di vista tecnico-artistico, e che allude, senza imitare, una violenza, se non altro per l’immobilità dei soggetti e la presenza di particolari rivelatori solo secondari (i polsi bloccati, la tensione del corpo di lei, etc.). Il ‘gioco’ del pubblicitario sta tutto lì, ma mi chiedo: se ti accorgessi che tuo figlio, a 13 anni (e quindi in parte sguarnito di mediazioni culturali, riferimenti onirici e reminiscenze al Ratto delle Sabine di Pietro da Cortona), fissasse quella pubblicità per 3 minuti senza dire una parola, che idea ti faresti?

    PS: una cosa è certa: pur non essendo un esperto, mi sento di sconsigliarti certi usi del silicone… 😉

  3. mercoledì 7 marzo 2007 alle 19:12

    Negli undici anni e un mese e un giorno che dividono il giovane Luca dal compiere 13 anni, a mio figlio gli sarà toccato vedere pubblicità di innocentissimi wurstel con due patate due strategicamente sottoposte pur se preparati ed offerti in un ambito familiare da Mulino Bianco, oppure qualche rivenditore di oro usato con una simpatica Robin Hood dalle belle pere ben in vista, o bottiglie di spumante stappate con annesso e conseguente esplosione di indubbio richiamo orgasmico pur se fra le gambie gambe di un occhialuto impiegato del catasto o magari Eva Henger vestita meno che in qualche suo film ma innocentizzata dall’essere al fianco del Gabibbo … magari il pupo sorriderà vedendo il Gabibbo, ma se si soffermerà sulla bella ungherese probabilmente i suoi pensieri saranno leggermente differenti da quelli del padre.
    Ribadisco: la malizia sta nella mente di chi guarda.
    Se fissasse quell’immagine per tre minuti senza dire nulla? credo che gli domanderei: cosa c’è? la speranza di un genitore è sapere che ci saranno sempre reciproche domande e risposte fra loro. Se no, se si delega tutto ai media è chiaro che può passare qualsiasi messaggio.
    A me, che pure non ho 13 anni da 20, comunque, il pensiero che è passato è quello che ti scrivevo prima.
    PS – grazie per il consiglio. continuerò ad usare il silicone solo per tamponare fessurazioni al bordo della vasca da bagno o per incollare finalmente la targhetta sulla porta di casa, chè la signora mi ha regalato oramai a natale ed ancora giace inoperosa sul tavolo ….
    Saludos

  4. Frisbee
    giovedì 8 marzo 2007 alle 20:15

    Uhmmm…. certo che come dice Franko “la malizia sta nella mente di chi guarda”…. però Franko, da come ti esprimi tu guardi (e pensi) un po’ tutto con malizia. Come erotomane non c’è male…. strano però che tu non ti sia accorto della malizia oggettivamente insita nella pubblicità dei due che “gabbano con dolcezza”…. (in questo caso per la verità più violenza che dolcezza…).

  5. giovedì 8 marzo 2007 alle 20:49

    ma no! che dici? erotomane? per favore ….
    ma possibile che non avere visto violenza in quell’immagine sia così strano?
    Perchè non provate a chiedere anche ad alcune donne cosa vedonoin quell’immagine? Io l’ho fatto.
    comunque, se queste immagini sono il pericolo, mi sembra che io sarò erotomane, ma voi siete ciechi ma di brutto e soprattutto non vi sia chiaro qual’è il ruolo di un genitore che, attento ai propri figli, sappia commentare insieme ciò che la realltà loro offre. senza censurare, o se no…. metteremo sempre i nostri ragazzi di vedere per il buco della serratura di nascosto.
    Ed è il peggior servizio che possiamo loro fare.
    Saludos

  6. venerdì 9 marzo 2007 alle 10:07

    Franko, sulla necessità del dialogo tra genitore e figlio condivido in pieno quello che hai scritto. Semmai ci sarebbe da discutere sul fatto che tutti i figli abbiano genitori che interpretano il proprio ruolo come fai tu.
    E comunque mi sembra che questo discorso stia intorno alla discussione sull’immagine, ma anche che questa discussione non possa essere racchiusa solo in questo discorso.

  7. Frisbee
    venerdì 9 marzo 2007 alle 20:28

    Ah! Com’era bella la pubblicità ai tempi di Carosello! Era l’età dell’oro (come definisce Hobsbawm gli anni sessanta ne “Il secolo breve” ) e dell’innocenza.
    No, decisamente, i nostri figli non sono fortunati: il mondo è incerto e la pubblicità ingannevole. Certo, indietro non si torna, ma esiste anche la Carta di Treviso che impone ai media di non esporre i minori a messaggi violenti e di esplicito richiamo sessuale. Ma se ne tiene conto? Direi proprio di no.

  8. nicoco
    martedì 13 marzo 2007 alle 9:23

    Vi segnalo il commento di Luciana Littizzetto in “Che tempo che fa” dell’11 marzo scorso: http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1075849,00.html

  9. nicoco
    martedì 13 marzo 2007 alle 9:23

    PS. Il pezzo comincia a 5′ 50”.

  10. domi
    venerdì 30 marzo 2007 alle 18:29

    ma nooo 😀 i ragazzi in foto sono tutti omosessuali quindi non interessati alla ragazza, il tipo che la tiene epr i polsi le invidia il vestito e gli accessori D&G.
    è credibile così?? NO…nn c’è rimedio alla volgarità..hai ragione.

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