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Guai a voi, incestuosi, pedofili e conviventi…

sabato 31 marzo 2007

“Quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l’unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell’opinione generale, o dell’opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia – ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente – allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene”.

In assenza di uno strumento migliore e condiviso rispetto all’opinione dei più, la riflessione sull’efficacia dello strumento democratico è piuttosto sterile, ma di sicuro non perde di legittimità. Magari è appena sospetto che venga dal presidente della CEI – guarda caso, l’unica conferenza episcopale al mondo che non elegge il proprio vertice al suo interno ma lo lascia nominare al Papa – e proprio a pochi giorni dalla ‘Nota Pastorale’ con la quale è stata emessa una sorta di scomunica implicita ai parlamentari che dovessero votare a favore dei DiCo.

Del tutto fuorviante, infine, è usare strumentalmente quella considerazione lasciando intendere che riconoscere alcuni diritti ai conviventi stia sullo stesso piano inclinato che conduce ad avallare incesto e pedofilia, in quanto “atti tra consenzienti” e quindi anch’essi pienamente rispondenti al criterio delle libertà individuali.

Spiace dirlo, ma non sono queste le parole che mi aspettavo da un pastore mite e dialogante, come pure mons. Bagnasco era stato presentato solo poche settimane fa.

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Categorie:Chiesa, politica
  1. Francesco
    domenica 1 aprile 2007 alle 7:48

    …è vergognosa questa offensiva che le gerarchie ecclesiastiche stanno costruendo. E, a mio parere, è anche preoccupante. Le Chiese, le parrocchie, i preti dal pulpito, le Associazioni cattoliche, sono le uniche vere organizzazioni di massa e di consenso rimaste in piedi. Ed in ognuna di queste passa (e fanno passare) il messaggio della CEI. Dall’altra parte non c’è nulla capace di organizzare “massa critica” in risposta a questa “clericalizzazione delle Istituzioni”. Scusate se uso questi toni. Ma penso sul serio che sia un pericolo.

  2. venerdì 27 aprile 2007 alle 11:58

    Sono d’accordo con Francesco, anche io sono preoccupata, specialmente dall’influenza che la Chiesa ha sulla popolazione italiana. Credo che la questione più grave, non sia la posizione della Chiesa, che potrebbe anche essere considerata leggittima dai più “tolleranti”. Ciò che non ammetto, è che quelle parole, quasi di minaccia, che sono state espresse nei confronti dei “fedeli”, siano state ugualmente espresse nei confronti di chi la legge sui Dico dovrà votarla in Parlamento. Ditemi voi se non è fare politica questo… influenzare le decisioni dei nostri politici eletti democraticamente, i quali, prima di essere cattolici, sono rappresentanti del popolo.
    Di conseguenza, basta parlare della questione Dico come di un tema “etico”!!!
    Si tratta semplicemente di garantire ad una parte di popolazione, che ancora non ne ha, gli stessi diritti di tutti gli altri italiani!

  3. venerdì 27 aprile 2007 alle 14:11

    Ciao Lara, benvenuta!

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