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Lo sconcerto del Primo Maggio

mercoledì 2 maggio 2007

Se avevano bisogno di qualcuno solo per annunciare i cantanti potevano prendere Nicoletta Orsomando. E invece no: CGIL, CISL e UIL hanno chiamato a condurre il concerto del Primo Maggio Andrea Rivera, il comico con la chitarra reso popolare per le interviste al citofono di Parla con me. Il quale, per aver fatto battute del tipo “Siamo un Paese di eroi, ma molti eroi cadono dai tralicci, mentre noi ci ricordiamo solo di Quattrocchi“, oppure “Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo: sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta” si è beccato una reprimenda all’unisono da parte di Angeletti, Epifani e Bonanni. Capisco che vi sia stato qualche tono sopra le righe – peraltro in linea col personaggio – ma il segretario generale della CISL addirittura ha dichiarato: “Il concerto del Primo Maggio non è il luogo adatto per fare politica. […] Se Rivera si è fatto qualche bicchiere in più, fa bene a fare una doccia fredda“.

A parte la grevità dell’ultima frase, a questo punto è lecito chiedersi che differenza ci sia tra un’affermazione come quella di Bonanni e le scritte che i ‘padroni’ affiggevano nelle fabbriche anni ’50: qui si lavora e non si fa politica. A cosa serve il concerto del Primo Maggio, se non è lecito lasciare passare – sia pure mediante la satira – messaggi politici, almeno quelli inerenti le condizioni dei lavoratori? Di più: a cosa servono i sindacati confederali, visto che i sindacati “di categoria” nascono con lo scopo di rispondere, meglio delle confederazioni, agli interessi di parte degli iscritti senza nessuna istanza di mediazione politica?

Non mi stupirei se l’anno prossimo i sindacati si dissociassero dal concerto in sé. La “dissociazione a delinquere” va sempre più di moda.

Edit. L’Osservatore Romano, quotidiano ufficiale della Santa Sede, ha definito “vile e terroristica” l’iniziativa di Andrea Rivera. Alla Farnesina non sono, al momento, pervenute richieste di estradizione del comico romano. Si attendono sviluppi.

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Categorie:costume, Italia, politica
  1. mercoledì 2 maggio 2007 alle 14:47

    …prima lo Stadio, poi la Scuola, poi l’Università. Ora il Primo Maggio. Ormai la Politica viene tenuta fuori da ogni cosa. Considerando che è fuori dal Parlamento già da tanto tempo…

  2. mercoledì 2 maggio 2007 alle 15:29

    Napolitano l’ha detto, dobbiamo indignarci!

  3. mercoledì 2 maggio 2007 alle 18:00

    il più brutto concerto del primo maggio che io ricordi

  4. mercoledì 2 maggio 2007 alle 18:44

    la Politica viene tenuta fuori da ogni cosa. Resta da chiederci: dentro la politica, cosa è rimasto?

  5. Frisbee
    mercoledì 2 maggio 2007 alle 19:20

    Beh, Rivera secondo me ha pisciato fuori dal vaso quando ha detto una frase che tu non hai (volutamente?) riportato e che poi era la più forte e anche la più stupida. E cioè che a Welby non sono stati concessi i funerali religiosi mentre a Pinochet, Franco e a un componente della banda della Magliana sì. E questo perchè accanto a Cristo non c’erano due malati di sclerosi multipla, ma due ladroni….

    Quello che contesto a Rivera non è l’essersi espresso sull’ingiustificata negazione dei funerali religiosi a Welby (anch’io nel mio piccolo ho condannato sul mio blog questa mancanza di pietà e misericordia della Chiesa) nè il fatto di rimarcare che a Pinochet, ecc., invece quei funerali religiosi siano stati concessi (giustissima questa critica), ma dire che la Chiesa si è comportata così perchè accanto a Cristo c’erano due ladroni….

    Questo davvero lo trovo di cattivo gusto e fuori da ogni logica non solo di rispetto verso il sentimento religioso ma anche verso l’intelligenza delle persone. Evidentemente, il Rivera non conosce per davvero il dialogo tra Cristo e i due ladroni: brutta cosa l’ignoranza.

    Quanto alla libertà di critica: credo che il Vaticano sbagli a scandalizzarsi e a puntare il dito, ma allo stesso tempo non è che la patente di comico autorizza a dire qualsiasi scemenza. Ma è pur vero che in Italia vige il diritto di dire e fare scemenze. Tuttavia, un bravo comico deve innanzitutto essere intelligente e non buttarla lì solo per fare scalpore.

    Infine, consentimi di dirti che la tua frase “la dissociazione a delinquere va sempre più di moda” riferita alla presa di distanza dei sindacati dal Rivera è davvero fuori luogo. La Festa del 1° maggio non può essere una kermesse per sparare indiscriminatamente su tutto e tutti. Il movimento operaio è un’importante componente sociale che fa della maturità il suo punto di forza.

  6. mercoledì 2 maggio 2007 alle 22:35

    Premetto che il post non è incentrato sulla polemica tra Rivera e il Vaticano, alla quale ho dedicato le ultime righe solo perché ne sono entrato a conoscenza al momento di pubblicare.
    Nel merito, l’Osservatore Romano ha scritto di offese alla persona del Papa, evocato nella frase dell’evoluzionismo ma non in quella dei ladroni, che ho deciso di non riportare perché era troppo lunga e veniva citata in modo leggermente discordante nei siti che ho consultato (in quel momento non potevo ascoltare l’audio).
    La frase “dissociazione a delinquere” era evidentemente solo un gioco di parole: non intendevo addebitare nulla di ‘delinquente’ a chi si è dissociato. Ora l’ho scritta tra virgolette, spero che il senso sia più chiaro. Grazie comunque dell’osservazione (di ‘sti tempi… meglio correggersi in tempo! 😉 ).
    Potremmo comunque discutere a lungo dei limiti della satira. Ma sarei più felice se riflettessimo sui limiti attuali delle grandi organizzazioni (tra le quali, per combinazione, ci sono proprio la Chiesa e i sindacati) nel rappresentare il sentimento comune e garantirne una sintesi più matura e più alta.

  7. mercoledì 2 maggio 2007 alle 23:23

    …la crisi delle organizzazioni sociali e politiche si vedeva chiaramente in Piazza San Giovanni durante il concerto. Avete visto le bandiere che sventolavano? Bene, quest’anno (almeno da quello che ho visto io) erano quasi inesistenti. E quando un popolo attivo politicamente e “militante” (come, più o meno, è quello del Primo Maggio) lascia a casa le bandiere… allora il problema comincia a non essere più un “detto” ma si presenta come un “fatto”.

  8. giovedì 3 maggio 2007 alle 10:59

    ma il vero dilemma è: ma chi è sto Rivera tanto da meritardi la conduzione del concerto del Primo Maggio?

  9. giovedì 3 maggio 2007 alle 14:14

    @ Giuseppe – la differenza fra, chessò?, Grillo e Rivera, è un però.
    Un comico fa ridere; un ridicolo pure fa ridere, però …
    @ Nicolabel – certo di non riuscire ad esprimere quello che voglio dire, ci provo ugualmente; tu scrivi che “i limiti attuali delle grandi organizzazioni (tra le quali, per combinazione, ci sono proprio la Chiesa e i sindacati) nel rappresentare il sentimento comune e garantirne una sintesi più matura e più alta.” mi sto chiedendo se nell’anche recente passato queste grandi organizzazioni effettivamente rappresentavano il sentimento comune oppure se piuttosto era la popolazione a sentirsi motivata intellettualmente a vagliare ed eventualmente sposare le tesi che le medesime grandi organizzazioni proponevano.
    Forse oggi è la popolazione che non si sente motivata ad interessarsi della proposta intellettuale delle grandi organizzazioni e ciò non significa che siano le proposte ad avere perso di valore, ma è la comunità che ha spostato la propria voglia e soglia di attenzione verso altri lidi.

    Un po’ come il congiuntivo: esiste sempre ed è sempre bello usarlo; il fatto che gli studenti non lo sappiano usare non significa che il congiuntivo abbia perso valore.
    ( e dopo questo paragone …)

  10. giovedì 3 maggio 2007 alle 21:33

    Suonerà strano, ma pur portando nel portafogli il manifesto dei balilla, io il concerto del primo maggio lo guardo ogni anno.
    Per la musica, ovviamente.
    Quest’anno, causa matrimonio dell’ultimo zio scapolo (in quel di Mola, tra l’altro), me lo sono perso.
    Ho sentito da più parti del Rivera show, e bisogna riconoscere che è un battutista perfetto (e a Parla con me è molto ma molto piacevole), aldilà della morale e del significato condivisibile o meno.
    A parte la battuta su Quattrocchi che personalmente trovo squallida e dietrologicamente partitica (della serie: sono rosso quindi Quattrocchi mi sta sul ca22o, e la sua morte vale meno di chi muore dai tralicci), le altre sono passabili.
    Quello che invece non riesco AFFATTO a concepire, è come la politica sia potuta sparire (guarda caso, proprio quando è la sinistra ad essere al governo) anche dalla manifestazione più rossa che conosca (dopo il san valentino russo ovviamente, e questa è un’altra storia).
    Il che, di per sè, non è per nulla normale, soprattutto alla luce del fatto che il sindacato dovrebbe tutelare il lavoratore, non solo il lavoratore comunista.
    Mancanza di contenuti? Censura? Probabile.
    In fondo, siamo in Italia (e come dice Gianni Ciardo: scusate il termine).

  11. Nico C
    venerdì 4 maggio 2007 alle 14:13

    I sindacati? Dove sono i sindacati? La Chiesa? Dov’è? Esiste ancora oppure la troviamo solo in Missione?

  12. martedì 15 maggio 2007 alle 16:42

    Gio Gio, anzitutto scusa per il commento: è rimasto inspiegabilmente impigliato nella rete antispam. Non dovrebbe accadere più!
    Anche secondo me la cosa più stupefacente dell’intera vicenda è stata la scomparsa della politica. Perciò mi chiedevo che senso abbia ancora, per i sindacati, l’organizzazione di un evento come quello.

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