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Credevo fossi al centro del programma di Prodi

martedì 8 maggio 2007

Propongo la lettera di Francesco Zerilli apparsa domenica su Repubblica.

Sono un dottorando di ricerca (in biotecnologie industriali), titolare di borsa di studio all’Università di Milano-Bicocca. Nel mio caso, l’attività di ricerca tiene impegnato me e tutte le persone che conosco, miei amici e colleghi, dalle 8 alle 10 ore al giorno; a dispetto della definizione di “studenti” che impropriamente ci viene attribuita, il grado di impegno, le ore giornaliere, la nostra età e l’elevato livello di istruzione già raggiunto (quello massimo), non possono che obbligarci a prenderlo come un vero e proprio lavoro. Non mi spiego come è mai possibile che con l’ultima Finanziaria una borsa già incredibilmente esigua (825 euro) sia stata diminuita a 812 euro per effetto dell’aumento dei contributi previdenziali. Chi è in grado di spiegarmi come possano bastare non dico per mantenere una famiglia (non si sa mai…) ma quanto meno per affrancarsi dalla propria dopo 25 anni di sostegno? […]

A questo punto vorrei chiedere quali sono i progetti di questo Governo (per cui peraltro ho votato). In quanto giovane, precario e lavoratore nella ricerca credo di essere citato in almeno tre punti differenti del programma dell’Unione come soggetto degno di attenzione e tutela da parte delle istituzioni: è più che ovvio che la “fuga dei cervelli” – molto giovani peraltro – verso paesi meno miopi di questo.

Nota: nel 2005 (ultimo dato disponibile) la soglia di povertà ISTAT per una famiglia di due persone era pari a 936,58 euro, ossia il 19% in più rispetto alla borsa di studio dei dottorandi di ricerca, il cui ammontare, stabilito da una legge del 1998, non è mai stato rivalutato.

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  1. martedì 8 maggio 2007 alle 10:59

    Ma Mussi non aveva minacciato le dimissioni?

  2. Caterina
    martedì 8 maggio 2007 alle 12:23

    ….Sono in pausa…dopo una mattinata da pazzi, qui in Amministrazione…
    La scorsa settimana ho visto il programma di Santoro dove si parlava proprio della ricerca….e mi sono depressa a mille!!!

  3. martedì 8 maggio 2007 alle 13:42

    rivendico con orgoglio, oggi, a distanza di dieci anni, anzi: di più!, l’avere sbattuto in faccia le porte al MIO dottorato di ricerca ed al suo collegio di docenti, un dottorato vinto senza padrini e per questo abbandonato senza tutor(i).
    Non ci sarà mai l’aumento in “borsa-paga”. Svanirebbero d’un sol colpo i ricattatori legacci dei baroni che trattengono con pie illusioni e vane speranza la maggior parte dei dottorandi all’intorno dei quali il solco che li separa dal mondo del lavoro cresce sempre di più fino a diventare insormontabile ostacolo.

  4. martedì 8 maggio 2007 alle 15:15

    …ma chi me lo fa fare!

  5. martedì 8 maggio 2007 alle 16:07

    … lo credevo anch’io…anzi no, poichè non rietro più tra i giovani precari. Io sarei una vecchia precaria quindi non esisto da nessuna parte.
    Sarà che ci siam fatti prendere per i fondelli? Leggi e rabbrividisci: 39 anni a breve, co.co.co. (che per altro sarebbero anche stati aboliti ma che invece vengono ancora applicati nella pubblica amministrazione).
    ed ora amministrative. Il problema è drammatico: non trovo più la sinistra.

  6. Caterina
    martedì 8 maggio 2007 alle 21:23

    Probabilmente inizia veramente a mancare un’idea si sinistra, un’etica di sinistra…
    Ho 28 anni e, frequentando coetanei e non, mi capita di notare come ciò che inizia a mancare nella testa di molti è la consapevolezza del fatto che lo Stato debba garantire a tutti la possibilità di concorrere, nel senso di assicurare a tutti gli STRUMENTI necessari per poter cercare di realizzare i propri obiettivi.
    Per quanto mi riguarda, lavoro presso l’Agenzia delle Entrate attualmente a Palermo; ho firmato il contratto a tempo indeterminato nell’ottobre scorso dopo un periodo di precariato di due anni e mezzo…in fondo mi è andata bene, ma questo non basta…

  7. posturanismo
    giovedì 10 maggio 2007 alle 8:58

    in merito alla “soglia di povertà”…o si decidono ad aumentare gli stipendi, oppure è il caso che l’euro torni ad essere leggero per il portafogli degli italiani così come lo era la lira….

    Ma qui gli stipendi sono sempre gli stessi, (dimezzati rispetto alla lira) i prezzi sono aumentati (raddoppiati rispetto alla lira)…non c’è la possibilità del potere di acquisto e l’economia non gira…

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