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This is the country of freedom

martedì 14 agosto 2007

La terra della libertà. Così il professore che mi ha fatto arrivare a Los Angeles definisce gli Stati Uniti: perché si può parlar male del Presidente senza essere discriminati (“mentre invece voi in Europa…“), perché si può sorpassare a destra o svoltare col rosso se non arriva nessuno e i novantenni rinnovano la patente ogni dieci anni come tutti tranne se investono qualcuno, perché se paghi puoi scegliere la targa col tuo nome, perché nessuno si meraviglia di incontrare in ufficio colleghi in pantofole di spugna o pronti a fare un tuffo in piscina durante la pausa pranzo (è giusto lì sotto… perché aspettare?).

E perché il campus ha studenti cinesi, indiani, greci e ciascuno vi trova un ristorante che porta la bandiera del proprio Paese (ma i camerieri no, chissà perché quelli sono tutti latinos). Perché puoi prendere gratis tutte le bustine di ketchup che desideri (“mentre invece voi in Europa…“) e stabilire tu quanto ghiaccio mettere nel bicchiere di Pepsi. Perché puoi scegliere tra venti gusti di acqua minerale e dieci colori di salsine da insalata (no, il gusto no: è sempre uguale). Perché servono tre minuti e una stretta di mano ad aprire un conto corrente e nemmeno sanno cosa siano le spese di chiusura conto. Perché puoi pagare plastic, con la carta di credito, dove voi e per qualunque importo e alla cassa sorridono sempre e ti salutano dicendo “have a good day“.

Perché tutti sono liberi di essere ottimisti e sfidare la sorte e scegliere di non fare l’assicurazione sanitaria. O di mangiare messicano senza aver prima ordinato da bere.

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Categorie:diario, Stati Uniti
  1. Frisbee
    martedì 14 agosto 2007 alle 9:00

    Beh, reputati fortunato. C’è chi, per andare in America, come i nostri avi, ha dovuto sfidare la sorte e rischiare la vita cercando un futuro migliore. Che spesso ha trovato.

    Tu, invece, ci vai da intellettuale e, mi pare da quello che leggo, ti schifi un po’ di questi signori a stelle e strisce.

    Forse un atteggiamento meno snobistico non guasterebbe, vista l’importante opportunità di crescita culturale e professionale che ti è stata offerta.

    O è meglio la Bari “pane e pomodoro” delle oligarchie e delle caste del notabilato accademico??? O la Mola (dei bari) tutta chiacchiere e distintivo????

  2. Don Chisciotte
    martedì 14 agosto 2007 alle 9:22

    Io odio l’America, come dice Gaber se non ci fosse l’America, saremmo tutti un po più Europei!!!

  3. arwenh
    martedì 14 agosto 2007 alle 11:21

    L’estrema liberta’ degli USA e’ affascinante. Io non ci sono mai stata, e non vedo l’ora di vedere come sia. Ho molti colleghi che ci hanno vissuto x anni, e rimpiangono molto di quella terra… ma non vederla come il paradiso sulla terra. E’ piena di contraddizioni, e si ci sono cose bellissime, ma anche aspetti che per noi europei sono inconcepibili, come farsi un mutuo per poter andare in universita’ (che e’ carissima), non avere un’adeguata istruzione pubblica, la sanita’ a pagamento e tante altre cose. Come in tutto il mondo, puoi trovare cose positive e cose negative. Basta non farsi abbagliare…

  4. martedì 14 agosto 2007 alle 11:38

    …nicò prendi quello che puoi prendere e poi ritorna da Noi. Abbiamo bisogno di te 🙂

  5. martedì 14 agosto 2007 alle 12:21

    Beato te che sei a L.A.

  6. martedì 14 agosto 2007 alle 16:10

    si… in vacanza….. l’america può essere…. più che grandiosa…..
    direi grande……
    un esperienza…..
    però……
    l’europa……
    è l’europa …..
    con la sua cultura i suoi colori i suoi sapori…..
    i suoi pregi e i suoi difetti…..
    ….. come l’america?……
    nn proprio…..

  7. martedì 14 agosto 2007 alle 18:31

    @ Arwenh (benvenuta!)
    Scrivi cose che condivido: qui come altrove si trovano aspetti da volersi portare dietro in valigia quando si ritornerà e altri che spiegano perché molti le chiudono in fretta, quelle valigie. Per fortuna credo che i miei occhiali da sole siano in grado di far filtrare la luce che serve, ma scuri abbastanza da evitare di restarne abbagliato.

    @ Frisbee
    No, non mi schifo affatto: so ammettere l’esistenza del chiaroscuro, io.

    @ Donchisciotte
    Sì ma se tutti gli europei odiassero l’America, questa diventerebbe molto più americana…

    @ Mancio e Giuseppe
    “Beato te che sei in vacanza??” Ma se sto in ufficio 10 ore al giorno! (…e anche domani si lavora) 😛

    @ Francesco
    Sta’ tranquillo, a novembre mi cacciano! 😀

  8. martedì 14 agosto 2007 alle 19:33

    èreferisco stare in un ufficio di LA che in uno di Bari…:-)

  9. Frisbee
    mercoledì 15 agosto 2007 alle 15:37

    Mah, i chiaroscuri….. mi sembra che nel tuo post prevalgono i toni crepuscolari….

  10. mercoledì 15 agosto 2007 alle 18:08

    A giudicare dai loro commenti, ad Arweh e Mancio sembrava esattamente il contrario…
    E poi, se avessi voluto scrivere davvero un post critico, ti pare che avrei dedicato la conclusione alla cucina messicana?? Bah…

  11. mercoledì 15 agosto 2007 alle 22:22

    è sempre piacevole leggere dei bei post, non foss’altro perchè invitano tanti bei commenti. Ho detto tanti, non tutti.
    Io dell’America conosco e mi fido di ciò che mi hanno detto coloro i quali ci hanno vissuto; sia quelli che hanno deciso di restarci, sia quelli che hanno deciso di tornare in Italia.
    Mio zio Vito mi diceva: “Franco, dirò sempre grazie agli Stati Uniti. Qui ho avuto l’opportunità. Certo, ho lavorato duro, ma ho raggiunto un benessere, e ho potuto darlo alle mie figlie. In Italia questo non mi è stato possibile. Tornerò sempre con piacere qui a Mola. Ma all’America dirò sempre Grazie!”
    C’è chi, come l’amico Vincenzo, ha scritto un libro per esprimere una idea molto divergente da quella che ho appena illustrato.
    Che dire? Immagino l’America come un posto molto normale, come tanti nel mondo, un Paese con la sue contraddizioni, le sue realtà, con il suo bigottismo e le sue spinte in avanti, i grattacieli e i ghetti, il suo “In God we trust” e la pena di morte, qui si, lì no, il KKK e Marthin Luther King.
    Una mia idea? aspetto di poter visitare questo Paese per avere una mia opinione più precisa e meno confusa.
    Nel frattempo evito di essere così sicuro di me solo per aver ascoltato una canzone.

  12. giovedì 16 agosto 2007 alle 7:40

    …basta sapere che il “sogno americano” in realtà è una favola come “italiani brava gente”!

  13. giovedì 16 agosto 2007 alle 8:13

    Credo nell’essere “umano” dell’America.
    Credo che abbia avuto momenti di massimo splendore che ora, purtroppo, non ha più. Che sia il sogno americano o Martin Luther King, nessuno può negare che l’America ci ha fatto sognare (oddio, ora molto meno…).
    In fondo, l’ha fatto anche l’Italia…e questo rende umana anche lei.
    Anyway, goditi le mille sfaccettature che la città degli angeli può offrirti, e miraccomando: sii il Marco Polo della situazione, chè io in America non ci sono mai stata!

  14. Don Chisciotte
    giovedì 16 agosto 2007 alle 9:36

    Non credo sia solo una canzone a darmi la percezione di che cos’è l’America, ma rimango della mia idea, mi fa schifo, mi fa schifo la sua finta democrazia, che poi “esporta” nel mondo, mi fa schifo la pena di morte, mi fa schifo la discriminazione verso i neri, mi fa schifo la loro arroganza, fondata solo sull’ignoranza, mi fa schifo il loro sistema economico, mi fa schifo pensare che dagli Stati Uniti dipendono il 90% dei problemi del mondo a cominciare dalle guerre fino all’inquinamento, mi fa schifo chi dice che in America si lavora tanto, come se fosse una cosa bella, ma chi c’è lo dice che la vita è solo lavoro?
    Ho giurato che nella mia vita non metterò mai piede in quello Stato…spero di riuscire a mantenere questa promessa!!!

  15. Frisbee
    giovedì 16 agosto 2007 alle 14:18

    In USA ci sono stato, sia pure per breve tempo. Anche a Los Angeles. Non sono un fan acritico di quel Paese. Ci sono mille e mille contraddizioni e il suo modello sociale non mi entusiasma. Però, quando ci ho messo piede (e a quei tempi non ero certo democristiano o liberale… come non lo sono neppure oggi…) l’ho fatto senza prevenzioni nè puzze sotto il naso.

    Ero molto giovane, e forse anche ingenuo, però la scoperta di quel mondo è stata elettrizzante ed entusiasmante. Non foss’altro per la dimensione diversa (dalle città ai grandi spazi, al modo di fare della gente) rispetto a quella nostra europea e “sud-italiota” in particolare. Ma, devo notare che i giovani della mia generazione erano molto diversi da quelli di oggi. Oggi ci si entusiasma molto meno. Fors’anche perché l’uso e l’abuso di internet fa sembrare tutto un deja vu.

    Ma, devo notare che i giovani della mia generazione erano molto diversi da quelli di oggi.

  16. Frisbee
    giovedì 16 agosto 2007 alle 14:20

    Scusate, l’ultimo periodo è una ripetizione.

  17. giovedì 16 agosto 2007 alle 15:35

    Scusate l’intervento forse inopportuno: Nico mi porti una felpa della Ucla, che mi piacciono tanto?

  18. sabato 18 agosto 2007 alle 8:11

    e a me porti la parucchiera di hilary clinton??

  19. sabato 18 agosto 2007 alle 17:32

    wè la felpa pure a me. fammi sapere quanto costano…!!!

  20. martedì 21 agosto 2007 alle 17:16

    auguri nicò…
    chi critica gli USA lo fa solo perchè non sanno o conoscono solo quello che gli si dice!

    lì è tutto diverso e vige realmente la multiculturalità, puoi arrivare in cielo in un attimo e rovinarti dopo pochi minuti, poi sta agli uomini saperci fare e cogliere le occasioni per poter vivere una buona vita.
    E’ stupido far paragoni con l’Europa e con l’Italia, qui esiste un’altra mentalità, proprio come hai detto tu nicò, lì c’è tanto ottimismo che è fautore di recessioni e riprese economiche di quella nazione, qui ci sono tradizioni identità nazionali diverse, addirittura abbiaamo anche identità regionali e c’è anche troppo pessimismo.
    lì ci sono anche queste tradizioni ma sono spesso importate da altri popoli.

    l’america non sono gli americani che vengono in vacanza qui ma è tutt’altra cosa.
    io quando ci sono stato sono rimasto stupefatto (correva l’anno 1997) io non avevo internet (costava tanto ed era ancora analogico) mentre da casa di mio zio viaggiavo su internet con la linea in “fibre ottiche”.
    poi si potrebbero dire tante altre cose, come ad esempio la propensione a viaggiare e di cercare lavoro anche fuori dal loro paese o Stato trasferendosi anche migliaia e migliaia di KM .
    E’ tutto diverso e uguale, immagina che io mi persi a New York fortunatamente nella zona italiana, chiesi informazioni con quell’inglese strappato dei primi giorni, dissi di essere italiano, e loro tutti contenti mi aiutarono dandomi informazioni nella mia stessa lingua (che fortuna!)! la cosa bella di quello spavento, fu che conoscevano chi cercavo, nonostante fossero siciliani, perchè erano iscritti ad associazioni italo americani, lì le associazioni ce ne sono a non finire.
    E’ vero lì si parla lo spagnolo ovunque, è la seconda lingua negli USA e ovunque vai in qualsiasi supermecato (che equivale ad un ipermercato nostro) il conto lo sanno dire perfettamente anche in spagnolo o portoghese.

    cmq nicò compra
    se vuoi spendere bene senza cifre da capogiro, vai o a SAM’s o a JCPenney, li vai tranquillo.
    poi un’altra cosa lì le marche italiane non costano tanto, specialmente la FILA quasi te la regalano rispetto ai prezzi folli in Italia.

    @ Don Chisciotte: di cazzate gli USA ne hanno fatto e ne faranno ma sappi che uno stato così immenso come gli USA riesce ad unire culture diverse e stati diversi con unici ordinamenti giuridici ed economici ciò che invece noi qui in Europa vogliamo copiare ma per ora tutto è fermo proprio perchè prevale la superiorità delle identità nazionali a discapito di un disegno comune (vedi la costituzione europea).
    l’ non si sa come ma ci si riesce a gestre una federazione di stati mentre qui in Italia non riusciamo a gestirne uno, è questa una grande differenza!
    poi ovviamente per me l’Italia rimane un bellissimo paese, con tanta arte e bellezze naturali, però abbiamo tante altre pecche, come tutti.

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