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Ciao, don Bruno (e stavolta non serve gridare)

martedì 4 settembre 2007

E’ morto a 92 anni don Bruno Aloia, storica figura della chiesa di Mola, primo parroco – del 1946 – della parrocchia del SS. Rosario che guidò per quasi quarant’anni. Personaggio sopra le righe, teatrale nella gestualità e connotato soprattutto per le scatozze sulle teste dei bambini, un po’ burbero e un po’ burlone (c’è chi lo ricorda, durante i mondiali di calcio del 1990, festeggiare una vittoria della nazionale suonando felice una tromba ad aria compressa), negli ultimi anni si era impegnato generosamente – e purtroppo invano – per la realizzazione di una casa di riposo per anziani in un terreno di sua proprietà sulla collina di San Materno. Curiosamente la stessa località dove amava soggiornare un altro sacerdote dalla tempra forte quale l’arciprete Zuccarino.

E come la memoria di Zuccarino resta ancora viva a distanza di trecento anni, sarebbe bello consegnare al domani il ricordo di don Bruno intitolandogli almeno la Città dei Ragazzi in costruzione sullo stesso suolo dove era prevista la casa di riposo e che due anni fa ha donato a questo scopo.

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Categorie:Chiesa, Mola di Bari
  1. Frisbee
    martedì 4 settembre 2007 alle 19:19

    Con Don Bruno se ne va una parte di noi, della ormai vecchia generazione dei giovani degli anni settanta. Quanti ricordi di quei tempi “storici”. Ciao Don Bruno, non ti dimenticheremo.

  2. martedì 4 settembre 2007 alle 19:25

    La città dei ragazzi sarà intotolata a Don Bruno: è già stato deciso in consiglio.
    Ricordo con piacere quando il fruttivendolo Tonino gli usciva la macchina dal garage.

  3. mercoledì 5 settembre 2007 alle 13:50

    Il vero spettacolo era vederlo guidare la A112 beige … una reliquia!
    e per strada non riecheggierà più il solito:
    “Mi raccomando, la domenica a Messa!”

  4. mercoledì 5 settembre 2007 alle 22:06

    Bè si potrebbe dire che paradossalmente don Bruno sia stato l’unico vero comunista nella storia molese, oltre che una gran brava persona…

  5. giovedì 6 settembre 2007 alle 3:01

    Un bel ritratto di don Bruno a firma di Pino Ruggiero lo trovate qui

  6. Frisbee
    giovedì 6 settembre 2007 alle 19:40

    Ma che c’entra la politica con Don Bruno???? Niente. Don Bruno era solo e voleva essere solo un prete.
    Questa corsa all’accaparramento della sua “eredità” è vergognosa. Non si perde occasione per fare propaganda politica da parte dei notabili del “paesello”.

  7. giovedì 6 settembre 2007 alle 20:32

    Con la mia affermazione, ho fatto tutto tranne che propaganda politica, specialmente se, molto superficialmente, intendi questa come una semplice pubblicità per questo o quel partito.
    Con la mia affermazione, mi riferivo al fatto che Don Bruno sia stato uno delle pochissime persone che oltre a predicare, ha anche messo in atto, le sue idee. Ha concretizzato i suoi sentimenti di generosità e solidarietà verso i più deboli.
    Un vero esempio che la sua categoria, e quella politica citata nel precedente commento (non la pronuncio più visto che evidentemente suscita ribrezzo e scandalo in qualcuno se citata a proposito), dovrebbero seguire.
    E, per la cronaca, non sono un notabile e odio il “paesello”.

  8. Frisbee
    giovedì 6 settembre 2007 alle 23:03

    Non mi sono spiegato bene. Il mio commento era riferito ai contenuti delle dichiarazioni di politici riportate nell’articolo pubblicato da Lo Spiraglio….

    Quanto al “comunismo” di don Bruno, ho inteso il significato che vuoi dare, ma permettimi di dissentire.

    Don Bruno (che ho conosciuto abbastanza bene) era davvero solo un prete (e per certi versi anche molto all’antica): non aveva ambizioni di giustizia sociale.

    Lui si limitava a portare l’insegnamento della Chiesa tra la gente. E questo lo faceva benissimo e in maniera molto efficace. Tanto da essere stato sempre il prete più popolare di Mola. Sicuramente faceva tante opere di bene ed era una persona profondamente sincera e solidale, ma non era il prototipo del sacerdote impegnato nel sociale (tipo “preti operai” o preti delle periferie delle grandi città).

    Tuttavia, aveva a cuore la realizzazione di un’importante opera sociale a San Materno e lì purtroppo ha preso delle solenni fregature da gente senza scrupoli. Ora, il sogno di Don Bruno sta per avverarsi e i politici vorranno fregiarsi della medaglia ad honorem.

    Il merito, invece, è della Chiesa e in particolare di Padre Giuseppe: un sant’uomo che potrà davvero fare molto per la nostra comunità, con spirito davvero evangelico.

  9. venerdì 7 settembre 2007 alle 8:52

    cos’altro aggiungere….
    niente …. solo ciao don bruno
    se ne va un pezzo della nostra storia

  10. Don Chisciotte
    venerdì 7 settembre 2007 alle 9:25

    Frisbee smettila, rispetta Don Bruno anche in questa occasione hai dimostrato i tuoi limiti e i tuoi fantasmi, che c’entra questo attacco al tuo incubo Nico Berlen, con Don Bruno, sta un po zitto qualche volta!!!

    P.S.= Se sei convinto di quello che dici, vai da Padre Giuseppe e chiedigli di chi è il merito e poi mi vieni a raccontare lui cosa ti risponde!!!

  11. venerdì 7 settembre 2007 alle 14:14

    queste poche righe sono scritte sotto mia dettatura.
    non posso farlo io con le mie mani perchè dopo avere appena letto ciò, mi sono cadute le braccia …

  12. Don Chisciotte
    venerdì 7 settembre 2007 alle 15:55

    E’ inutile che fate i moralisti, io sto con la coscenza a posto, la memoria del caro Don Bruno l’ho onorata al momento e nei posti giusti, quindi non accetto lezioni da nessun Franko che sia e a maggior ragione non accetto che si colga ancora una volta l’occasione, in merito ad un evento del genere, di attaccare i soliti fantasmi, solo per il gusto di farlo e senza cognizione di causa!!!

  13. Frisbee
    venerdì 7 settembre 2007 alle 19:45

    Caro Don Chisciotte, per la tua giovane età tu ignori quasi tutto della storia della parrocchia San Domenico e, in particolare, della gloriosa Associazione San Pancrazio ai tempi del dissenso cattolico (anni settanta). Le cose che ho scritto, le ho scritte con cognizione di causa. E quindi faresti bene a tacere tu. Come farebbero bene a tacere i politici di potere che, anche di fronte alla scomparsa di un uomo e sacerdote, non sanno far di meglio che strumentalizzarne la figura a fini propagandistici.
    Quanto alla Città dei ragazzi sappi che il mio 5 per mille è andato proprio alla Comunità di Padre Giuseppe. Di lui mi fido ciecamente. Di altri proprio NO.

  14. venerdì 7 settembre 2007 alle 20:52

    Polemiche a parte – di cui non si sentiva la mancanza – per quello che ne so don Bruno era per certi versi molto all’antica.
    Forse Frisbee può ricordare le contestazioni più o meno larvate (incluse le fughe di massa in Chiesa Matrice) di cui fu oggetto negli anni ’70 e fino ai primi anni ’80 da parte di alcuni dei giovani della sua parrocchia.

  15. sabato 8 settembre 2007 alle 7:33

    Nicola (posso?), amico mio, credimi che non avevo alcuna intenzione di far polemica. Meno in un blog non mio, meno ancora relativamente ad un argomento come questo.

    Ma se avevo le scapole sciolte cosa ci posso fare io?

  16. Frisbee
    sabato 8 settembre 2007 alle 10:59

    Ripeto quello che ho detto. Don Bruno era senz’altro un grande uomo e un grande sacerdote. Però fa piuttosto specie questa enfasi nel ricordarlo da parte di chi ne ignora quasi totalmente (parlo del sindaco) la sua vera “cifra” e che va ricercata solo e soltanto nell’uomo di Chiesa senza altre fughe in terreni impropri.

    Quanto a quello che dice Nicolabel, in effetti, io ho dei ricordi molto vivi di quel periodo. Le contestazioni, peraltro, non furono affatto larvate ma plateali e alla luce del sole. Tanto da provocare la fuoriuscita dalla parrocchia e dalla San Pancrazio di tutti i giovani de “La Sveglia” (e anche di molti adulti) che, a quel tempo, era la punta avanzata a Mola del “dissenso cattolico”.

    La contestazione non era a Don Bruno “persona”, ma a Don Bruno “istituzione”. E a quei tempi il “dissenso” verso le istituzioni (in questo caso ecclesiali) era una cosa seria che metteva in gioco anche il futuro dei singoli, a differenza dei tempi attuali, fatti di facili “accomodamenti” in ogni campo.

  17. sabato 8 settembre 2007 alle 21:21

    Franko… la mia era solo una frase preventiva: quando l’ho scritta non mi riferivo a te.

    Grazie, frisbee, per il chiarimento.

  18. Nicola Sabbatelli
    mercoledì 28 maggio 2008 alle 16:19

    E’ il 28 maggio 2008 ed il caldissimo afoso pomeriggio mi ha portato a rifugiarmi nel seminterrato di casa mia. Sono nato a Mola sessantanni fa in Via Alfieri 147, abito a bari ma tutti i giorni vengo in piazza. In questo afoso pomeriggio mi sono attardato a pensare a tante cose e tra le mie foto e’ emersa quella di don Bruno Aloia : e’ il giorno della mia prima comunione nel giugno 1957 : don Bruno e’ la’ cn la sua mano tesa a sfiorare la mia testa ben pettinata…questa volta niente scatozza, ma carezza! Ho cercato in internet ed ho trovato i Vostri commenti sul sacerdote piu’ caro ch’io abbia nel cuore: un sant’uomo. Una per tutte voglio rammentare che negli anni ’50 le strade la sera erano in terra battuta e illuminate da lampadine che non davano luce; don Bruno girava sempre dalle 20 alle 22-23 per le strade della sua parrocchia e, quando sentiva che nelle case si litigava entrava e metteva pace…se tra marito (magari un po’ ubriaco) e moglie vi erano liti Egli metteva pace e non andava via se tutti non fossero andati a letto.
    Il Parroco Don Bruno Aloia: un Uomo come pochi!
    E, quando andai al suo capezzale in punto di morte con i gesti mi raccomando’ : “forte nella Fede” e “la domenica a Messa”. Bacio’ la medaglina che aveva appesa ad una catenina intorno al collo e me la mostro’ per invitarmi a pregare la Madonna.
    Grazie per aver menzionato Don Bruno in Internet, siete stati grandi!

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