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Il coccodrillo e il camaleonte

venerdì 7 settembre 2007

Di musica – e specialmente di musica lirica – non capisco quasi niente, e quindi mi mancano gli elementi per condividere o contestare quello che scrive Ernesto Assante. Ma se un critico musicale come lui sostiene che come Luciano Pavarotti “non ce n’erano stati prima, neanche Caruso. Chissà se ce ne saranno ancora”, avrà le sue buone ragioni.

Trovo però molto interessante un dato apparso sul quotidiano online di Libero, Affari Italiani, secondo il quale le pagine del loro giornale dedicate al ricordo di Pavarotti sono state viste da 90.000 lettori, mentre quelle per la contemporanea scomparsa dell’imitatore Gigi Sabani, pur lontano ormai da qualche anno dalla grande ribalta televisiva, sono state – contro ogni previsione – oltre quattro volte di più.

Forse è vera l’analisi dell’articolo di Affari Italiani: il giornalismo è cambiato per sempre. E gli italiani pure.

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Categorie:costume, Web 2.0
  1. Frisbee
    venerdì 7 settembre 2007 alle 19:53

    Gli italiani avranno pure visto di più le pagine in internet dedicate a Sabani. Ma è incontestabile che l’afflusso di popolo nel rendere omaggio a Pavarotti rispetto a Sabani sia incommensurabilmente più elevato: un mare di gente.
    Tieni poi conto che Affari italiani di Libero è un giornale on line piuttosto gossipparo, i cui lettori, evidentemente, cercavano tracce delle false accuse mosse a suo tempo a Sabani. Che va rispettato e onorato per aver vissuto con dignità quel difficile periodo.

  2. sabato 8 settembre 2007 alle 7:26

    e probabilmente la morte di Pavarotti è tanto dappertutto che la “curiosità” è soddisfatta, mentre il povero Sabani, dimenticato dai media ma non dai suoi affezionati, ha avuto il conforto dell’ultima visita in modo meno tangibile e solo apparentemente “virtuale”.
    Definitivamente si vuol bene a qualcuno a prescindere da conti in banca e popolarità internazionale.
    Quando morirà (nome di politico a piacere) ci sarà la coda alla camera ardente. Eppure non erano tutti ladri i politici? Dispiace essere cinico ma mi spaventa pensare a quanti hanno fatto la fila per dire: io c’ero.

  3. sabato 8 settembre 2007 alle 7:44

    posso non crederci? E comunque, se quello è giornalismo…mah…

  4. sabato 8 settembre 2007 alle 9:03

    Sarà un commento di merda, ma io sono rimasto molto più colpito dalla scomparsa di Gigi Sabani, forse perchè inaspettata o perchè avevo molto a cuore l’imitatore romano che mi ricordava una TV che non c’è più, quella dove i più bravi lavorano…
    Sapevamo tutti che purtroppo le condizioni di salute di Pavarotti erano critiche.
    Lasciano entrambi, comunque, un vuoto immenso.

  5. sabato 8 settembre 2007 alle 9:06

    mi accodo a giuseppe…

  6. sabato 8 settembre 2007 alle 21:25

    Ah, per carità: non voglio difendere la qualità dell’informazione di Affari Italiani, ma stavolta l’articolo mi sembrava che provasse a fare una riflessione oltre il gossip. E oltretutto, tra i blog linkati a questo, Sabani ha ricevuto due post, Pavarotti nessuno.

  7. posturanismo
    mercoledì 12 settembre 2007 alle 15:01

    Si ma mi chiedo: a che serve contare le presenze ad un funerale? Sono queste a rendere onore al personaggio famoso? Pavarotti e Sabani certamente professionalmente diversi, meritano uguale dignità, anche nei giudizi post-mortem. Trovo altrettanto squallido il voyeurismo che tutti i giornali stanno dimostrando nell’andare a scavare sul TESTAMENTO di Pavarotti.

  8. giovedì 13 settembre 2007 alle 7:38

    La questione, a mio avviso è un’altra: l’aspetto (certamente poco nobile rispetto alla morte di una persona) che ha fatto notare nicola è sintomatico di una delineazione di target. In parole povere: sono più quelli che si interessano alla tragedia (è il gossip che lo insegna) piuttosto che all’arte. Pertanto, il passato da galeotto di Sabani (che ricorda le sventure di Tortora, dalle quali gli italiani da salotto e tv non si sono ancora ripresi) è prevalente rispetto ai problemi di peso e al divorzio scandalistico di Pavarotti.
    Io sinceramente trovo più squallido le manovre gossippare che stanno attuando amiche di famiglia (sicuramente non amiche di Nicoletta Mantovani, e questo la dice lunga) nel gettare melma sulla figura di una donna che, a prescindere dalla veridicità delle parole dette, ha versato lacrime sincere e sentite per il marito defunto.

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