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Senza coraggio

giovedì 22 novembre 2007

Se, come ha dichiarato ieri Veltroni in occasione della presentazione, “il simbolo rappresenta la nostra identità“, non è difficile concludere che quella del Partito Democratico è un’identità piuttosto annacquata. Una bella bandiera rettangolare – col verde delle valli, il bianco dei monti innevati e il rosso del ragù di mammà – dove le prime due fasce sono composte dalle lettere P e D.

In effetti l’occasione era propizia: scritte in minuscolo, P e D sono simmetriche e si prestano pertanto a mille soluzioni grafiche pulite e originali. E invece, nel logo prescelto esse compaiono in un ovvio maiuscolo, scritte in un carattere arrotondato piuttosto infantile e privo di personalità. Di quelli che non sfigurerebbero sulle scatole di giochi per bambini da 0 a 3 anni. Non vorrei però che da 0 a 3 anni sia anche il tempo nel quale questo simboletto verrà archiviato in favore di qualcosa di più memorizzabile e riproducibile, in grado di suscitare l’emozione dei simpatizzanti e – perché no – l’avversione dei supporter di parte avversa.

Nelle intenzioni dichiarate dei fondatori, il PD vuol essere qualcosa di diverso rispetto ai partiti del Novecento. Evidentemente, per ora ha deciso di fare a meno dei simboli forti come quelli del passato: lo scudocrociato e la falce e martello, la fiamma tricolore o il sol dell’avvenire avevano tutti un forte richiamo ideologico, non erano interscambiabili. E infatti hanno resistito cinquant’anni. Nel caso del partito di Veltroni, invece, sembra che la sintesi non sia arrivata, e perciò si sia partorito questo logo superfluo e arrendevole, sufficientemente innocuo da andare bene a chiunque. Forse le larghe intese non sono così lontane.

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  1. Umberto Desimone
    giovedì 22 novembre 2007 alle 22:31

    A proposito dell’identità del Pd, oggi, se non sbaglio, Veltroni ha partecipato ad una riunione del Pse e Castegnetti gli ha detto: “A che titolo vai?La collocazione europea deve essere ancora decisa!”.
    Il tutto col plausa di Marini e Fioroni.

  2. venerdì 23 novembre 2007 alle 8:00

    Secondo me hanno preso spunto da quello di Forza Italia…

  3. venerdì 23 novembre 2007 alle 9:46

    io credo che un partito debba essere considerato dai contenuti e nn dal simbolo….
    anche se il pd rischioa di nn avere nè una cosa, nè l’altra

  4. Don Chisciotte
    venerdì 23 novembre 2007 alle 10:10

    L’ha fatto un ragazzo della Basilicata ed è stato votato dalla dirigenza tra una dozzina…

  5. posturanismo
    venerdì 23 novembre 2007 alle 13:17

    si mancio però anche il simbolo fa la sua grassa figura….ci sono certi aspetti che sembrano poco rilevanti ma che in realtà hanno un effetto mediatico allucinante…E’ brutto a dirsi ma anche il vestito è importante. 🙂

  6. venerdì 23 novembre 2007 alle 17:39

    Non oso immaginare gli altri simboli che invece sono stati scartati :-S

  7. posturanismo
    venerdì 23 novembre 2007 alle 18:37

    Magari ce n’era qualcuno bellissimo…:-)

  8. venerdì 23 novembre 2007 alle 18:45

    io, invece, vorrei soffermarmi sul post di Nicola che, penso, possa essere considerato fra i più belli mai letti da me nella MolaBlogSfera (e oltre).
    Circa la caducità degli attuali simboli, non oso ricordare la durata di asinelli, querce, margherite et similia …

  9. Frisbee
    venerdì 23 novembre 2007 alle 20:59

    Questo simbolo è una cagata.

    Peraltro, Veltroni non mi sta piacendo affatto: si è auto-nominato una squadra composta dai suoi amici, alla faccia della democrazia e della rappresentatività.

    E poi, sarebbe stato molto meglio e più democratico (eppure la parola magica è proprio quella!!!) mettere una rosa di simboli sul sito del nuovo partito e consentire agli aderenti di votare il migliore via web.

    Sebbene io consideri il PD l’unica risposta sensata alla crisi della politica, i primi passi del PD assomigliano più a quelli di una bocciofila che a quelli di un serio e organizzato partito del riformismo europeo.

    E non è che a Mola le cose vadano tanto meglio…

  10. venerdì 23 novembre 2007 alle 21:02

    ero sicuro che l’avresti detto 🙂

  11. posturanismo
    venerdì 23 novembre 2007 alle 21:27

    Mola non è altro che la rappresentazione in piccolo di un fenomeno “sparnazzato” 😀

  12. lunedì 26 novembre 2007 alle 9:14

    …nicola un paio di giorni fa stavo per scrivere un post sul “logo” del Partito Democratico, perchè nessuno tra di noi l’aveva fatto. Poi ho visto il tuo blog ed ho lasciato perdere (è sempre noioso dare certe notizie due volte). Anche perchè hai scritto un pò quello che penso anche io.
    Questa “querelle” del simbolo ora scoppierà anche a Sinistra. Non sono appassionato di marketing elettorale, quindi per me i simboli (falce e martello compreso) lasciano il tempo che trovano (e non solo metaforicamente). Il problema è quello di scrivere altre “narrazioni” per fare Politica. Ed al momento, il PD si conferma un centro tecnocratico di Potere. Ed a Sinistra? A Sinistra è anche peggio…
    Io sono anche disposto ad essere “revisionista”, a subire il rogo preparato dall’Ortodossia (come mi è capitato più volte). Ma non sono disposto a confezionare “narrazioni” solo per convenienze elettorali e Programmi utili solo per una elezione. Il Partito è uno strumento. Ma se lo strumento diventa inutile nella comprensione dei fenomeni e nell’incisività nella Realtà, allora arrivederci e grazie…

  13. Umberto Desimone
    martedì 27 novembre 2007 alle 11:24

    OT: Nicola, Franchino Palazzo non è passato con la Destra.
    Purtroppo, all’ex sindaco basta semplicemente parlare con una persona per poi dire alla gente che tale tizio sia passato con lui.
    Il consigliere Palazzo è solo un semplice esempio e non è l’unico vittima di queste dicerie.
    Con il consigliere Palazzo c’è, oltre che un legame politico, un legame umano che va oltre la politica stessa.

  14. Frisbee
    martedì 27 novembre 2007 alle 20:39

    Però non si è ancora capito perchè ce l’avete con Maggi.

    E soprattutto perchè l’avete emarginato. Eppure è lui che vi ha fatto “grandi”.

    Non mi pare una bella cosa quella che avete fatto.

  15. Umberto Desimone
    mercoledì 28 novembre 2007 alle 9:37

    Frisbee, frisbee…a volte hai la stessa curiostà di una donna:)

  16. Frisbee
    mercoledì 28 novembre 2007 alle 21:28

    No, è la legittima curiosità di chi si occupa di politica e vorrebbe vedere chiaro in certi “passaggi” oscuri….

  17. Umberto Desimone
    giovedì 29 novembre 2007 alle 11:28

    Emarginato? Che parola grossa…
    Se uno non vive per due anni il partito si autoemargina…
    Le colpe sono solo nostre? Addirittura…
    Ci ha fatto grandi? Però nel 2000 hai sfruttato bene i suoi errori in campagna elettorale…quindi ci ha fatto piccoli?

  18. Frisbee
    giovedì 29 novembre 2007 alle 21:37

    Beh, mi sembrano esagerate le tue considerazioni. Certo non devo essere io a difendere Maggi (anche perchè sono lontano anni luce dalle sue concezioni politiche), però mi sembra opportuno riconoscere che il vero motore della destra molese è stato lui per un periodo lunghissimo, fin da quando è entrato in Consiglio comunale nel 1975 (e tu non eri ancora nato).

    Tutti ricordano le sue veementi battaglie e i suoi comizi. Come avversario politico era temuto da tutti e sicuramente le sue capacità dialettiche erano tra le migliori (se non le migliori) del panorama politico locale (non solo molese).

    Ha sicuramente commesso molti errori. Però, quando ci fu Tangentopoli e la caduta dei partiti della prima repubblica, lui riuscì a calamitare il consenso massiccio dell’elettorato molese diventando sindaco.

    Per questo fa piuttosto sorridere che oggi lo disconosciate. Vi ha sicuramente fatto grandi. Per quanto riguarda il 2000, Maggi c’entra poco: la gran parte degli errori sono stati fatti dalla dirigenza dei partiti del centro-destra che riteneva di avere la vittoria in tasca sin dal primo turno.

    Ma in politica, mai dire mai.

  19. Umberto Desimone
    venerdì 30 novembre 2007 alle 8:42

    Frisbee, noi non rinneghiamo nessuno.
    Per quanto riguarda la campagna elettorale del 2000, mi riferisco a quel volantino fatto da voi con tanto amore e fatta girare abilmente per Mola. Noi lo conserviamo ancora in sezione.
    Avete fatto pagare ai figli le colpe dei padri. Come sempre. Come nel dopoguerra.
    O mi sbaglio?

  20. Frisbee
    venerdì 30 novembre 2007 alle 20:44

    Beh, mo’ stai rigirando la frittata. Io ti faccio una domanda e tu svicoli e me ne fai un’altra…

    In ogni caso, non so bene a quale volantino tu ti riferisca, però ricordo molto chiaramente il manifesto fatto dalla destra in cui, con termini piuttosto ingiuriosi, si invitava il centro-sinistra a farsi da parte…

    Cmq, inutile rinvangare certe cose, piuttosto davvero non si è capito perchè avete messo da parte il vostro padre fondatore.

  21. venerdì 30 novembre 2007 alle 22:13

    Al decimo commento off topic cambio il titolo del post…
    … e questo è il nono!! 😉

  22. Umberto Desimone
    sabato 1 dicembre 2007 alle 9:13

    NicolaBel, preparati a farlo! 🙂

    Frisbee, noi non abbiamo messo da parte nessuno.
    Tu vivi la politica da una vita e puoi insegnarmi che a volte capita di prendere delle strade diverse, senza che ci sia ‘mala fede’.
    Maggi, da almeno 3 anni, per esempio, la pensa in modo diametralmente opposto a Fini. E questo lo ha portato ad aderire a ‘laDestra’.
    Per quanto riguarda Mola, dopo le comunali del 2005, non ha messo più piede in An. Anzi, alla stampa dichiarava che era sua intenzione mollare tutto alla fine del mandato alla Camera.
    Ora lo rivediamo in pole position con altre idee e altri movimenti. Buon per lui.
    Personalmente rispetto la sua scelta, ma ribadisco che noi non abbiamo fatto fuori nessuno.

    P.S. Comunque, non fare lo ‘gnorry’: sappiamo anche chi fu il padre di quel volantino…

  23. Frisbee
    sabato 1 dicembre 2007 alle 12:14

    Mah, non so, non voglio entrare in casa vostra. Però, qualcosa deve essere successo se il vostro padre fondatore ha mollato la sezione molese di AN.

  24. UMI
    sabato 1 dicembre 2007 alle 22:01

    Mi pare che il problema del logo sia il minore dei problemi, però è certo un bel problema per non pensare a quelli reali, di problemi intendo.

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