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Benedetto e la sapienza

martedì 15 gennaio 2008

L’appello, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pagina dei giornali: papa Benedetto XVI non tenga il discorso inaugurale all’apertura del nuovo anno accademico dell’università La Sapienza di Roma, perché, secondo le parole degli estensori del documento, questo «evento incongruo», questa «sconcertante iniziativa», stride con l’autonomia del sapere rivendicato dall’accademia sin dai tempi di Cartesio e conseguito faticosamente già nel Settecento. Tanto più che l’allora cardinal Ratzinger in un discorso del 1990 ha mostrato di condividere la posizione del filosofo Feyerabend, secondo il quale la condanna a Galileo fu «razionale e giusta, e solo l’opportunità politica ne può legittimare la revisione».

Ritengo intempestiva la richiesta dei docenti, formulata a pochi giorni dall’evento e perciò destinata a sicuro insuccesso. Ed è facile il gioco di chi giudica pretestuoso contestare la liceità dell’intervento del pontefice all’inaugurazione dell’anno accademico richiamando il processo a Galileo, avvenuto quattro secoli fa. Ben più efficace per i professori sarebbe stato invece ricordare le parole dell’enciclica Spe salvi, pubblicata da Benedetto XVI solo poche settimane fa, laddove scrive: «la ragione ha bisogno della fede per arrivare ad essere totalmente se stessa».

E se da un lato la comunità scientifica non può ritrarsi dall’ascoltare le posizioni del Papa senza entrare in contraddizione con l’apertura propria del metodo scientifico e a-dogmatico che pure vuole difendere, dall’altro è paradossale ritenere l’appello dei docenti una forma di censura verso le posizioni cattoliche. Non esiste libertà di parola se essa non si accompagna alla libertà di dissenso, e chi nega agli altri la seconda non può invocare per sé la prima.

Chiediamo perciò al Papa di manifestare la forza delle tesi che sostiene, imitando l’atteggiamento del premier iraniano Ahmadinejad il quale, invitato alla Columbia University lo scorso settembre, non solo ebbe la possibilità di esprimere le proprie idee ma anche il coraggio di non sottrarsi da un accesissimo dibattito con docenti e studenti di quella università.

Del resto se Paolo di Tarso all’areopago non rinunciò al dialogo con i filosofi pagani, non si capisce perché Benedetto XVI debba sentirsi in diritto di esimersi da ogni contraddittorio.

Edit: tra i molti interventi in merito alla vicenda, segnalo alcuni blog più e meno famosi.

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  1. martedì 15 gennaio 2008 alle 8:12

    Caro Nicola(bel), ti sei preso una rapida rivincita non tanto nel postare un eccellente articolo (come ovviamente io non sarei stato in grado nemmeno di immaginare), quanto soprattutto nell’avere ricordato (sarebbe stato il fulcro del mio ragionamento) l’ospitalità degli USA ad ospitare il presidente iraniano, il quale, da parte sua, ebbe modo di essere al centro di un interessante dibattito.
    Non mi resta, dunque, che sperare che abbia fatto male i miei calcoli, che nelle tre università pubbliche che stanno a Roma, il corpo docente sia formato da almeno 134 docenti. Hai visto mai che BEN 67 docenti non rappresentino il mondo accademico e l’illuminismo scientifico così tanto vilmente aggredito dalle crociate del XXI secolo?
    E nel frattempo … aspettare qualche giorno ancora: il tempo che alla radio riprenda Viva Radio Due e Fiorello tornerà a ospitare il dottor Mike Bongiorno, orgoglio del mondo accademico italiano.
    Una laurea honoris causa salverà la cultura dal declino.
    Viva Radio Due. Viva l’Università.

  2. martedì 15 gennaio 2008 alle 9:29

    …Feyerabend è stato un epistemologo innovativo ed anarchico (lui si definiva “dadaista”). Sostenne che la condanna a Galileo da parte della Chiesa fu razionale e giusta perchè la “nuova” scienza andava a frantumare le basi dogmatiche della pseudo-razionalità vaticana. In virtù di questo pericolo la struttura-Chiesa reagì con la condanna. In questo senso la reazione fu “razionale e giusta”, perchè non poteva essere altrimenti. Infatti, scrive Feyerabend “La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione”.
    Benedetto XVI, invece, ha ripreso a sproposito Feyerabend, che era uno scienzato, per non farsi “attaccare” dalla Comunità scientifica. Solo per questo io non solo lo atteccherei, ma lo prenderei anche a “parolacce”.
    Ne consegue che condivido pienamente ed apertamente la protesta della Comunità scientifica e penso che, in questa fase sociale, bisogna fare quadrato contro questi tentativi di egemonia e di oscurantismo (la celebrazione a San Pietro di Domenica con il “rito antico” dimostra l’emergenza-laicità in questo Paese).

  3. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 11:21

    Pienamente d’accordo con te Francè. La presenza del Papa mira ad una nuova “restaurazione scientifica” dove la Ragione venga sostituita dalla Fede (che, diciamocela tutta, non è per niente razionale ma eclusivamente EMOTIVA). La Fede o Fiducia che sia, non è un atto razionale nel senso che ci viene detto: “Dovete aver fede A PRESCINDERE dalla spiegazione dei fenomeni e a prescindere dalle “prove” sull’esistenza di Dio nelle cose”. Il mio non è un ragionamento scientista, tutt’altro! La scienza non ha la pretesa di spiegare tutto ma certamente non ragiona per “Fede” o con convizioni aprioristiche. Stesso discorso può essere fatto con chi ha eccessiva “fede” nella scienza. Gli scientisti a mio parere sono identici ai fanatici religiosi.

    Dissento dal paragone con il presidente Iraniano. Il Papa è sì un capo di Stato, ma il Vaticano non è uno stato Laico (e voi aggiungereste che nemmeno l’Iran lo è) ma Ahmadinejad non è il rappresentante della religione Mussulmana, il Papa è invece il più alto rappresentante di una delle maggiori religioni monoteiste mondiali. Se il presidente Iraniano ha fatto un discorso politico alla Columbia University con tanto di contraddittorio, il Papa ovviamente non lo accetterà mai e certamente il suo sarà un intervento “politico” mascherato (come al solito) da “semplice opinione” quando in realtà il Suo è un tentativo forte e quasi troppo insistente di mettere in discussione la legge 194. Ditemi voi quale paese Occidentale, CIVILE ED AVANZATO mette in discussione una legge partorita dalla volontà popolare (referendum) e dalla precedente lotta all’emancipazione che molte donne e buonissima fetta della comunità GLBT hanno portato avanti per diverso tempo scontrandosi con una mentalità iperchiusa?

  4. maranatha
    martedì 15 gennaio 2008 alle 11:42

    x me è solo ridicolo non volere il papa in una università! nn vedo cosa ci sia di male! allora vorra dire che dovrebbero pure non far fare gli scienziati ai cattoliti!!! all’università andaranno solo chi nn è cattolico ma… siamo davvero arrivati all’opostasia!! tutto questo è ridicolo e profondamente triste!!! e poi volevo ricordare che GALILEO NON AVEVA LA PROVA SCIENTIFICA DI QUELLO CHE AFFERMAVA!!!!!!!!!!!!!!!!! e lui si ostinava a insegnarla non ostante non fosse dimostrabile!!

  5. martedì 15 gennaio 2008 alle 12:17

    Franko, ieri ho sentito per radio a Zapping Paolo De Nardis, preside della facoltà di Sociologia della Sapienza dichiarare che la lettera, per ragioni di tempo, non è circolata tra tutti i docenti, ma solo tra quelli di Fisica e Scienze Politiche, e che comunque lui la condivideva pur non avendo avuto la possibilità di sottoscriverla. Lo stesso ha dichiarato ieri Asor Rosa sul Corriere della Sera.

    Francesco grazie per le informazioni su Feyerabend, che non conosco se non dalle poche informazioni reperibili in rete. Comunque, leggendo per intero la citazione del discorso di Ratzinger, che ho linkato, si intuisce che il filosofo intendeva sostenere che vi era “coerenza interna” nella condanna a Galileo da parte della Chiesa del Seicento, ma che il cardinale richiamava le posizioni del filosofo per avvalorare una tesi diversa.

    Posturanismo, ho citato Ahmadinejad non per il suo ruolo istituzionale ma perché quell’invito, con tutte le differenze del caso, ha dimostrato che parlarsi è un modo per capire, fosse pure capire le incolmabili differenze che separano gli interlocutori.
    Quanto alla proposta di revisione della legge 194 sull’aborto (che tu definisci partorita dal dalla volontà popolare… ironia involontaria?), discuterne ci porterebbe abbastanza fuori tema.

    Maranatha, abbi pazienza se non ti rispondo, ma faccio fatica a seguire il filo di quello che scrivi.

  6. martedì 15 gennaio 2008 alle 13:12

    Credo che in questa faccendo ci sia parecchio di pretestuoso e strumentale. Ma non sarebbe stato semplice considerare l’invito al Papa semplicemente..un invito?

  7. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 14:11

    “Maranatha, vieni Signor, verso te Gesù le mani noi leviam” recita uno dei canti per la messa. Il commento di Maranatha è tutto fuorchè laico oltre che incomprensibile.

    Nicola, ho usato volontariamente il verbo partorire perchè arrivare alla legge 194 (assieme a quella sul divorzio) posso considerarla una “gravidanza desiderata FORTEMENTE da mamma Storia e padre Popolo” 😛

    Giusè quanto pregiudizio…quanto. Tutto quello che proviene dal “dissenso” è sempre pretestuoso e strumentale? A me sembra che il clericalismo della tua parte politica sia mooooooolto strumentale al fine del consenso popolar-cattolico!

  8. martedì 15 gennaio 2008 alle 15:15

    parte politica di chi? vabbè, ci rinuncio.qui si risponde in base alle etichette e non alle idee.

    Statti bene

  9. maranatha
    martedì 15 gennaio 2008 alle 15:44

    riesprimo il mio concetto… è assurdo quello che hanno chiesto i professori, e si deve cancellare il falso storico secondo il quale la chiesa è stata sul caso Galileo si sia comportata “male”. Galileo affermava (e soprattutto insegnava…) una cosa sulla quale non si aveva nessuna (tra l’altro Copernico era un sacerdote protestante ma sacerdote se nn erro) base dimostrabile. mi sembra normale e anche giusto quello che ha fatto la chiesa visto che poi lui per giustificare la sua teoria ha tirato in ballo anche la Bibbia.

    x posturanismo
    ma… divorzio è aborto sono state delle grosse conquiste… si certo… i milioni di bambini ammazzati, e lo sfascio al quale il divorzio ha portato le nostre famiglie… è stata proprio una grande conquista

  10. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 16:03

    Maranatha, questo è quello che ti hanno detto le sette religiose? A me pare che la legge abbia dimuito drasticamente il numero di aborti e i rischi per la donna che prima si rivolgeva dalle mammane in assoluta clandestinità a praticare tale pratica. Uscite dalle sette perfavore e guardate in faccia la realtà dei fatti!

  11. martedì 15 gennaio 2008 alle 16:23

    Posturanismo, non è che qui abbiano spazio solo i commenti “laici”. Anche quelli “religiosi” sono i benvenuti, purché rispettino i punti fermi di questo blog: educazione, rispetto delle persone e delle loro idee, apertura alle obiezioni altrui.

    Detto questo, mi pare doveroso precisare a Maranatha che, affermando che l’eliocentrismo di Galileo non era accettabile perché non suffragato da prove scientifiche (e ho i miei dubbi che sia vero), si avalla la posizione di chi argomenta che non solo il geocentrismo ma l’intera religione non è accettabile.

    Un invito a tutti
    Non andiamo OT parlando di aborto o diritti civili: la questione è a mio avviso più generale. Ci occuperemo un’altra volta dei singoli ambiti nei quali l’etica laica e la morale cattolica entrano in collisione.

  12. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 16:34

    Nicola, quello che volevo sottolineare è che certe opinioni alla Maranatha sono frutto non di un ragionamento indipendente ma una ripetizione di un qualcosa calato dall’alto. Esistono amici e persone di chiesa che la pensano esattamente come un comunistabruttocattivomangiabambinieateo come me. Con questo non voglio dire che chi la pensa come me è nel giusto ma ho sempre apprezzato nelle persone il loro pensiero critico soprattutto verso la propria “casa” di appartenenza. Io lo faccio all’interno del mio partito di riferimento e lo gradisco negli altri. 🙂

  13. Nathan Never
    martedì 15 gennaio 2008 alle 16:51

    Provo a dire la mia in merito.

    Può il capo di uno stato e di una religione dire la sua (anche senza contradittorio, proprio in quanto capo religioso?) in una facoltà libera? Credo di si.
    Può ricevere critiche per quello che dirà (sempre che sia rispettoso dell’idea altrui e non offensivo e falsamente illuminato)? Ovvio che si.

    Pretendere che la Chiesa, che essendo una religione è di fatto conservatrice, cambi le sue opinioni o si adegui a sistemi sociali che non sono i suoi mi sembra eccessivo. Non si adeguerà e morirà? Questo solo il tempo potrà dirlo, ma chiedere cambi di rotta e inversioni ad U ad una istituzione religiosa mi par a volte arrogante quanto imporre la dottrina religiosa come unica possibilità.

    E qui mi vien da citare un proverbio Yiddish (se non erro): “Se Dio abitasse sulla Terra, lanceremmo le pietre anche alle sue finestre.”

    Ciao Nicola, ci vediamo l’11 Febbraio. 🙂

  14. maranatha
    martedì 15 gennaio 2008 alle 17:06

    x nicolabel
    Galileo non aveva le prove scientifiche per dimostrarlo, fidati , siamo di fronte ad un falso storico, la chiesa disse a Galileo ponila come possibilità, ma lui nulla testardo come un mulo nn volle sentire. e non scordiamoci che prima di tutto Galileo è stato un grande cattolico! la figlia era pure suora se nn erro!

    x posturanismo
    nn voglio essere ot ma vorrei chiederti (senza fare polemiche) ma tu che dici di essere laico mi dici cosa vuol dire esserlo? io sono cattolico e credo al vangelo, e credo che questo debba essere anche di riferimento per la legislazione. Ma con laico che si vuol dire… che tutto è premesso? nn ci devono essere regole? si fa quello che la maggior parte della gente vuole? ma chi decide quello che è giusto è quello che sbagliato? Perché poi si va a finire nel paradosso dei radicali, i quali sono contro la pena di morte, e a favore dell’aborto, come se la vita fosse vita solo fuori dall’utero ma…

  15. Giuseppe C
    martedì 15 gennaio 2008 alle 17:21

    l’annullamento della visita di Papa Benedetto XVI è un episodio gravissimo e dimostra come la stragrande maggioranza delle Università italiane pubbliche sia tenuta in ostaggio da vere e proprie lobby intolleranti.

  16. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 17:21

    Maranatha, non ci crederai ma sono credente anch’io. Credo nel Vangelo e credo che quel buon Dio che ci ha creati, abbia previsto per noi un cervello e la possibilità di usarlo per essere critici. Tu dici che la legislazione deve far riferimento al Vangelo. Per me no. La Legislazione di uno Stato Laico, non deve avere riferimenti puramente religiosi ma assolutamente pratici e moralmente diffusi. Esiste una morale religiosa ed una morale comune e laica data dalle leggi e dalle norme sul comportamento. La nostra legislazione non può prendere fondamento dalla religione perchè in Italia c’è un numero diffusissimo di non credenti e di persone appartenenti ad altre religioni. Lo Stato Laico deve individuare la possibilità di venire incontro a tutti e non solo alla maggioranza delle persone. In passato mi dicevano che “in democrazia, la maggioranza vince”. Col tempo ho capito che questa frase giustifica la “dittatura della maggioranza” sulle minoranze. E bada bene, anche i cristiani sono stati minoranza ed hanno subito persecuzioni di ogni tipo ad opera dei pagani.

    @ Nathan: Non credo che qui si pretenda che la Chiesa cambi o si adegui. Io, da cittadino italiano (prima che credente), non vedo favorevole alla nostra democrazia questi continui interventi ecclesiastici nella vita dei cittadini italiani che possono rispettare il punto di vista religioso ma ovviamente non vogliono condividerlo o seguirlo per diverse motivazioni.

  17. maranatha
    martedì 15 gennaio 2008 alle 17:53

    se credi al vangelo devi credere anche a satana, che nn ci vuole lassù ma tutti laggiù, l’uomo se vuol fare da se è perduto, soprattutto se crede di non esserlo… come ci vuol far credere satana, erigerci noi al posto di Dio come ha fatto lui!
    lo stato deve fare il bene dei cittadini, aborto, legalizzazione droghe leggere, queste non sono un bene… A meno chè tu nn mi dica che uccidere bambini innocenti, far drogare la gente è giusto

  18. martedì 15 gennaio 2008 alle 18:15

    Come ha scritto da Giuseppe C la visita del Papa è stata annullata.
    Secondo quanto comunicano le agenzie di stampa, l’annullamento è stato deciso “per motivi di opportunità legati più che altro all’effetto che avrebbe potuto avere una contestazione verso il Santo Padre, ripresa dalle telecamere e che avrebbe fatto rapidamente il giro del mondo. E’ questo quanto riferito da alcune fonti che hanno preso parte questa mattina al comitato provinciale per la sicurezza, al quale ha partecipato anche la gendarmeria vaticana“.

    Niente da fare: San Paolo all’areopago si mostrò di tutt’altra pasta.

  19. Nathan Never
    martedì 15 gennaio 2008 alle 19:03

    @ posturanismo:
    non mi riferivo a questo blog (ci mancherebbe lo conosco da poco), ma al classico tormentone “la chiesa non si adegua alla società moderna” che volenterosi del laico anticlericalismo propinano ogni tot.

  20. martedì 15 gennaio 2008 alle 20:12

    Ot: sul mio blog c’è un articolo che ti riguarda in prima persona 🙂

  21. posturanismo
    martedì 15 gennaio 2008 alle 20:45

    Nicola sicuramente San Paolo era di tutt’altra pasta!

    Maranatha, perdonami ma il tuo discorso mi sembra troppo integralista..

  22. Frisbee
    martedì 15 gennaio 2008 alle 23:26

    Ho seguito il vostro interessante dibattito e permettetemi di dire la mia.

    Dunque, ormai è certo: il Papa non andrà alla Sapienza per via della contestazione di un nutrito gruppo di docenti e di una forte minoranza di studenti.

    E’ bene che ciò sia accaduto? Ritengo proprio di no. E’ davvero inquietante che chi si proclama discepolo di Voltaire (“non condivido le tue idee ma mi batterò perchè tu possa esprimerle liberamente”) censuri preventivamente non solo il pensiero ma la presenza fisica di chi appartiene ad un altro filone filosofico e ideale, in questo caso del massimo esponente della religione e cultura cattolica.

    Peraltro, il pretesto adoperato è davvero risibile e completamente errato. Infatti, si fa riferimento ad un discorso di Ratzinger tenuto nel 1990, quand’era cardinale, se non sbaglio, proprio alla Sapienza nel quale si riporta una frase del filosofo Feyerabend a proposito del processo a Galileo. Ebbene, io ho avuto modo di leggere per intero quell’intervento e dal testo (sia pure parecchio involuto nella forma) si capisce molto bene che Ratzinger non condivida affatto la condanna della Chiesa del Seicento nei confronti di Galileo.

    Quindi, si tratta di un gigantesco infortunio culturale e logico che i “professoroni” della Sapienza hanno compiuto, probabilmente accecati da un anticlericalismo di maniera. E i giovani studenti hanno seguito goliardicamente a ruota…. Con tanto di programmata cena a base di porchetta e vino dei castelli e di “frocessione” (mmmmahhhhh….).

    Peraltro, non condivido nemmeno quanto dice Nicolabel a proposito della recente enciclica “Spei salvi”di Papa Ratzinger. Beh, io l’ho letta integralmente e devo dire la verità: pensavo di trovarmi di fronte ad uno scritto oscurantista ma devo riconoscere che mi sbagliavo di grosso. Quell’enciclica è tutt’altro che retrograda e, anzi, riconosce un ruolo ben preciso alla scienza e alla razionalità. Ovviamente, trattandosi di un capo religioso, il Papa non poteva esimersi di andare oltre e di considerare la fede come l’elemento che consente all’Uomo di andare oltre (per chi ci crede, è ovvio) l’evidenza scientifica, poiché tanto vi è ancora da dimostrare e da scoprire e non credo che, con le nostre limitate capacità, riusciremo mai a penetrare con la scienza la profondità del mistero dell’origine dell’universo e delle leggi che lo regolano, ovvero non riusciremo mai a dimostrare in laboratorio l’esistenza o meno di Dio.

    Quanto ai richiami di Nicolabel al capo di governo iraniano che avrebbe parlato alle Nazioni Unite in contraddittorio così come fece 2000 anni fa San Paolo all’aeropago di Atene, beh, consentitemi di considerare il paragone piuttosto azzardato. Sia perché per un contraddittorio accettato a New York, in Iran Ahmadinejad preferisce portare alla forca i condannati e annichilire le libertà civili e coartare l’emancipazione femminile. E sia perché San Paolo non poteva permettersi il lusso di parlare “ex cathedra” agli ateniesi agnostici o politeisti, visto che doveva evangelizzare, convertire, fare adepti. Ecco perché non accettò il contraddittorio, ma lo cercò.

    E in ogni caso, il Papa avrebbe portato il suo contributo alla discussione con un intervento sulla pena di morte (e non sul conflitto scienza – religione). Un pensiero che troverei piuttosto ridicolo da confutare in un contraddittorio con giornalisti o con i giovani di un collettivo studentesco. Il suo intervento, sicuramente autorevole, sarebbe servito come spunto di riflessione per laici e credenti. E non era comunque né obbligatorio ascoltarlo, né condividerlo.

    Insomma, da qualsiasi parte la si guardi la pagina scritta in questi giorni alla Sapienza è una pessima pagina di storia culturale e politica. Nel tempio della scienza, si è impedita la libertà di parola. Ci si è comportati alla stessa stregua dei pessimi giudici clericali di Galileo, con l’aggravante di averlo fatto 400 anni dopo.

  23. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 0:51

    Frisbee, come ho scritto nel post, condivido la debolezza della posizione assunta da quelli che chiami “professoroni” (incluso il presidente del CNR).

    Peraltro, non ho paragonato affatto Ahmadinejad a san Paolo. Anzi a scanso di equivoci, ribadisco che considero il primo un dittatore e una iattura per il popolo iraniano. Però, proprio alla luce di questo giudizio non posso che sottolinearne il coraggio di aver partecipato al dibattito presso la Columbia University, ben sapendo che sarebbe andato incontro ad aspre contestazioni.
    Il paragone con san Paolo riguarda invece il solo Benedetto XVI. E mi fa amaramente riflettere che gli strumenti dell’evangelizzazione adottati dal primo vengano ritenuti poco idonei o poco dignitosi dal secondo.

  24. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 1:32

    …non è la prima volta che il Papa avrebbe inaugurato l’anno accademico alla Sapienza. E’ successo l’anno scorso ed altre volte con i precedenti pontificati (se non erro). Eppure non era mai accaduto nulla. Questa reazione è stata provocata dalla insopportabile ingerenza delle gerarchie vaticane nella Vita politica e sociale del nostro Paese, soprattutto negli ultimi due o tre anni.
    Insomma, se la Chiesa vuole il Conflitto deve anche subirne le conseguenze! Se da una parte affossa i Di.Co., dall’altra non si lamenti se la reazione è quella della Sapienza.
    Sono pieno di giubilo per questa vittoria. Speriamo che si raggiungano altri risultati, a tutti i livelli.
    FUORI LA CHIESA DALLO STATO!

  25. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 1:43

    Secondo me è stata una sconfitta per i laici invece.
    Non presentandosi il Papa ha fatto la cosa più furba,
    Ci ha fregati, a noi ingenui, la vecchia volpe.

  26. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 2:05

    anouk, il Papa ci ha tenuto fino in fondo per passare dalla parte della vittima. Una cosa che ho sempre riconosciuto a tutto l’ambaradan delle “gerarchie vaticane” è sempre stata L’ASTUZIA. Ma gli astuti, al pari dei furboni dell’ultima ora, non godono della mia stima.

  27. Frisbee
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 8:17

    Sono d’accordo con ankou6: per chi voleva la cacciata del Papa è stata una vittoria di Pirro.

    Il fatto che le ingerenze vaticane nella vita sociale e politica sociale italiana ci siano è evidente, come è evidente che ci sono sempre state. Esse si combattono, per chi crede nello stato laico e nel principio libera chiesa in libero stato, con le armi della ragione e della discussione, non con il fanatismo delle “frocessioni” e della strumentalizzazione di frasi estrapolate da un contesto o con le sagre estemporanee della porchetta o gli slogan sessantottini.

    Un atteggiamento davvero poco laico e per nulla volterriano.

    Ma non è altro che il sintomo dei tempi miserabili in cui siamo costretti a vivere e del declino inarrestabile della cultura e della società italiana.

  28. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 8:37

    caro posturanismo tu confondi la saggezza con l’astuzia, cerca di essere più obiettivo

    lo stato deve fare il bene dei cittadini, aborto, legalizzazione droghe leggere, queste non sono un bene… A meno chè tu nn mi dica che uccidere bambini innocenti, far drogare la gente è giusto…………nn mi sembra un discorso integralista………..

  29. Matilde
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 9:27

    Non sono partidaria del papa, ma condivido il tuo post… l’università deve essere uno spazio che promueva la libertà di espressione, il dibattito e il scontro-confronto ideologico. Mi sembra che è così che si arriva a una vera formazione personale e alla convinzioni delle proprie idee.

  30. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 9:40

    Maranatha, oggi l’uso di cocaina non è legale, eppure ci sono i cocainomani. Ieri non era legale l’aborto, eppure
    c’erano gli aborti clandestini.

    Condivido il giudizio di Ankou6 e Frisbee: con l’annullamento della visita, deciso in Vaticano per ragioni di opportunità e non di sicurezza, quella dei professori (e degli studenti, che pure hanno usato mezzi di contestazione diversi) si rivelerà una vittoria tattica, ma un insuccesso strategico.
    E quest’analisi vale indipendentemente da quanto ciascuno di noi riesca a tollerare le strumentalizzazioni che se ne faranno.

  31. Nathan Never
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 9:51

    Certo è, che fra i rifiuti a Napoli e la “cacciata” del Papa, sulla stampa internazionale ne usciamo veramente di lusso.

  32. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 9:58

    Riporto, per alimentare la discussione, un estratto dell’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica di oggi:

    è un vero peccato – nel senso banale della parola, beninteso – che nessuno degli attori, nemmeno il Papa, si sia dimostrato capace di andare al di là del canovaccio prevedibile. Perché rifiutarsi all’incontro? Perché non cogliere l’occasione di trasformare finalmente la seriosa noiosità delle inaugurazioni in una vera esperienza di comunicazione, di discussione, di parola libera e liberatrice in cui ciascuno si mette davvero in gioco abbandonando l’ingessata sicurezza della parola solenne e senza interlocutori? […]
    Ora, alla contestazione è seguito il rifiuto. Sfrutterà il Papa quest’occasione di una specie di Porta Pia a rovescio? Ci auguriamo che nel suo animo di professore abituato alle vicende universitarie il senso della maestà offesa non prevalga sulla saggezza dello studioso e dell’insegnante obbligato al dovere di parlare, di ascoltare, di capire gli altri, di aprire le porte del dialogo per dare speranza di futuro alla specie umana in un pianeta a rischio.

    Ma, se non lui, altri si occuperanno sicuramente di sfruttare questa censura e di amplificarla allo scopo di rendere ancor più salato il conto da presentare alle impaurite compagini governative, agli scalpitanti candidati alla successione del governo in carica. Tutto questo è anche, inevitabilmente, ridicolo, ma è vietato riderne: è, purtroppo, tragico, Appartiene al ciclo dell’implosione italica che dura da troppo tempo e non accenna ad arrestarsi.

  33. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 10:29

    x nicolabel

    è vero quello che dici ma lo stato nn si deve rendere “complice” di queste cose; e poi non perchè tutti fanno una cosa, rende questa lecita

    condivido quello che dice “Nathan Never”, stiamo facendo delle figure ridicole…. io mi vergogno!!!

  34. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 10:55

    vorrei dire a Ezio Mauro che dobbiamo ringraziare il Papa per averci risparmiato un altra figuraccia a livello internazionale, mi viene da pensare a quali squallide immagini saremmo stati spettatori se fosse andato, ogni tanto bisogna fare qualcosa di brutto per evitare qualcosa di peggiore

  35. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 11:36

    Frisbee, le “frocessioni” e la “porchetta laica” sono ovviamente provocazioni che hanno soltanto uno spirito ironico. Eppure queste manifestazioni sono state paragonate (pensate all’assurdità dei nostri media), a quelle delle BR. Roba da pazzi!!!!

    Io non capisco tutta questa difesa. Ma di cosa si sta parlando? Il Papa non cercava un confronto all’Università! Avrebbe fatto un discorso ovviamente unilaterale e poi sarebbe andato via.
    Ma percaso all’incontro della moratoria sull’aborto organizzato da Ferrara, è stato invitato il contraddittorio? NO! E negli incontri parrocchiali nostrani, dove si parla degli omosessuali come persone gravemente malate che meritano il massimo della compassione, dell’aborto come OMICIDIO peggio della pena di morte, delle unioni civili come MINACCIA alla famiglia tradizionale e tutte queste falsità ideologiche senza precedenti, c’è percaso la presenza di un contraddittorio o il semplice indottrinamento? Ho conosciuto ragazzi che durante questi incontri, sono stati cacciati malamente per aver espresso un pensiero DIVERSO E CONTRARIO alla dottrina.

    Il Vaticano non accetta confronti, non si presenta nelle trasmissioni TV dove il conduttore è particolarmente “spinoso” o pericoloso. Guardacaso si presentano solo a Porta a Porta.

    Allora quando i cattolici impareranno la democrazia, la libertà di pensiero e di azione e il CONFRONTO, potranno rimproverare eventuali atti di censura dei laici.

    Ultimo episodio? L’incontro ANTI LEGGE 40 organizzato da Sciannameo-DeFilippis-Campanile. Facevano terrrorismo psicologico dicendo che se avessero votato SI si sarebbe giunti all’eugenetica e alla clonazione umana. Nulla di più falso!!! Sdegnato da quello che sentivo, intervenni senza aver chiesto la parola (la parola non veniva data a nessuno, la platea doveva solo ASCOLTARE….assurdo.) e quando dico che nela legge 40 non è previsto nulla di tutto ciò e che da un assessore alla Sanità mi sarei aspettato il rispetto del proprio codice deontologico, sono stato attaccato fuoriosamente da tutti, persino dagli esponenti del locale Rinnovamento nello Spirito che mi hanno impedito di continuare il discorso.

    Non accetto lezione di democrazia da questi mercenari religiosi!!!!

  36. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 12:01

    x posturanismo

    tu dici che il papa non accetta il confronto…. a me sembra che sono i cosiddetti laici dell’università a non volerlo. Sarebbe venuto a dire quello che pensa e in cui crede, e se ne sarebbe andato (le verità di fede non sono negoziabili ne trattabili). non saranno certo i professori o gli studenti della sapienza a far crollare la fede e il credo del santo Padre

  37. Redazione
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 12:09

    Il nostro è un problema di laicismo ormai malato. Superficiale. Incapace del confronto. Vi rimando al mio pensiero e al mio blog, se vorrete. Buona lettura.

    http://eftorsello.wordpress.com/2008/01/15/la-figuraccia-della-sapienza/

  38. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 12:09

    Ma infatti il tentativo non è quello! Perfavore, non fare passare il Vaticano come la pecorella aggredita dal Lupo quando in realtà il vero lupo famelico è proprio il Vaticano stesso! Vi invito a leggere questo intervento di un blogger di cui condivido l’analisi:

    “…Se Ratzinger vuole vivere una giornata con il mondo dell’Università e della ricerca non ha che da scegliere la data, ma trovo di cattivo gusto presiedere all’apertura dell’anno Accademico nell’Università più prestigiosa del Paese. Non si può non vedere il nesso tra la campagna contro il progresso della ricerca scientifica, specialmente in tema di bioetica. Non è neppure slegato dal tentativo di radicarsi ulteriormente nella comunità scientifica per sferrare l’attacco decisivo contro i diritti civili, ultimo dei quali, quello che punta ad una revisione della legge sull’aborto. No, cari amici… I diritti civili non possono e non devono essere fraintesi come fossero solo una scelta politica. La religione non può e non deve influenzare le regole democratiche del vivere collettivo.

    Altrettanto è inusuale che il Capo della Chiesa si presti ad un sottile gioco politico imponendo la sua presenza in un momento che è di tutti gli studenti e di tutti gli studiosi, a prescindere dal loro credo. Sarà l’ennesima occasione per “sparigliare le carte” e cercare di mettere in difficoltà la maggioranza di governo. Oltretutto questi giochi politici vengono accettati da tutti. Anche da coloro i quali, pur dichiarandosi ferventi cattolici, ne tradiscono i principi. Vero Casini, Fini, Berlusconi ecc…ecc…?? Apriamo gli occhi e cerchiamo di capire che la scienza e la religione in questo caso non sono altro che un pretesto. “Ma come mai tutto questo interesse a una simile iniziativa da parte del Vaticano?” La risposta di Marcello Cini, Professore emerito di Fisica teorica alla Sapienza, forse risulterà ancora più chiara. Duole molto leggere che Professori e studenti sarebbero “di parte”, con l’intenzione solo di strumentalizzare l’evento… La realtà che pochi possono contestare, è che ci troviamo veramente di fronte ad un attacco senza precedenti da parte di un Papa che è veramente uno tra i più reazionari degli ultimi decenni. Forse Ratzinger non conosce i dati sulla dispersione scolastica in Italia… Sui temi veri, reali, non c’è traccia del suo pensiero che pure si interessa di ogni cosa. L’accesso all’Università non è per tutti. Il caro libri si fa oneroso fin dalle scuole primarie. Ma la cosa importante è essere presenti nei momenti in cui si può avere la possibilità di veicolare maggiormente l’immagine di una Chiesa che “guida” il cittadino..! Sì, ma quale cittadino? Quello di serie A o quello di serie B?? A questo Ratzinger non pensa e neppure penserà mai..”

  39. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 13:21

    1 trovo di cattivo gusto presiedere all’apertura dell’anno Accademico nell’Università più prestigiosa del Paese

    *vorrei mi spiegasse il perché, e poi dopo quello che è successo prestigiosa di che… direi ridicola….

    2 campagna contro il progresso della ricerca scientifica, specialmente in tema di bioetica

    *che la chiesa sia contro il progresso scientifico è una grossa falsità (la sapienza è stata fondata da un Papa, e la scienza è nata in seno alla chiesa). e direi che nel campo della bioetica non si deve essere cattolici per criticarla (basta vedere cosa è successo con la ricerca sugli embrioni che adesso sembra essere diventati inutili)

    3 imponendo la sua presenza

    è stato invitato o sbaglio?

    *per l’ultima parte il Papa non è un politico lui guida le anime, e vuol farci capire che la scienza “sfrenata”, aborto e altre cose, non sono un bene per l’umanità, e come dargli torto, visto la situazione nella quale viviamo e ci stiamo creando!

  40. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 13:57

    Maranatha secondo me fai finta di non capire.
    1) Se la Chiesa non è contro l’Università, che bisogno c’era di creare Università Cattoliche PRIVATE in ogni angolo d’Italia? Spiegamelo.

    2) A parte che la ricerca non è mai stata rivolta all’utilizzo degli embrioni ma delle CELLULE STAMINALI. Sono diventati inutili? Ma stai scherzando? Ma se negli Stati Uniti grazie alla ricerca sulle cellule staminali stanno trovando la cura contro le cellule tumorali! (è notizia dell’altro giorno!!)

    3) Il Papa è un POLITICO. Su questo non ci sono dubbi. Conoscono così tanto bene la politica da servirsi di “spie” parlamentari da mettere sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Il risultato è la PARALISI di questa nazione. La situazione in cui versiamo è causata soprattutto da quei politici MODERATI E CATTOLICI che sono indagati un pò ovunque (vedi la moglie di Mastella…è notizia di oggi).
    Un esempio? Nella Satanissima Spagna del demonio Zapatero, si sono avute leggi liberali sui diritti civili e la società non è affatto in frantumi anzi, secondo le ultime ricerche, la società spagnola risulta più coesa nonostante i Family Day e l’ennesimo attacco del Papa al premier Zapatero. In Italia manca un premier forte, manca l’autorevolezza del premier e questi sono i risultati. Una società divisa tra buoni (i cattolici integralisti) e i cattivi (quelli non cattolici integralisti) e la società va verso la divisione e la frammentazione. In una situazione normale, uno STATO LAICO E SANO avrebbe già legiferato per ripristinare quel clima di coesione sociale che manca nella nostra nazione e che certamente non può darci il Papa o i papisti che riempiono qualsiasi canale tv, dalle trasmissioni di gossips a quelle politiche. Ovunque! Ma basta!

  41. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 14:05

    … mi riferivo a quelle umane….

  42. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 14:10
  43. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 14:20

    Maranatha, condivido che le verità di fede non sono negoziabili né trattabili, ma riguardano la comunità dei fedeli e non i cittadini di uno stato a-confessionale com’è l’Italia, che invece è chiamato alla costruzione di regole che siano ritenute valide per tutti.
    Per tale ragione, un luogo pubblico quale è l’Università (sia pure fondata da un pontefice 700 anni addietro) non è il posto adatto per una comunicazione unidirezionale di uno che “sarebbe venuto a dire quello che pensa e in cui crede […] e se ne sarebbe andato” senza alcuna apertura al dialogo.
    Oltretutto, su questo punto mi sembri “più papista del papa”, che infatti in passato non si è sottratto ad occasioni di dialogo (cito ad esempio quella con il filosofo Jurgen Habermas). Come dimostra l’esperienza della “cattedra dei non credenti” del card. Martini a Milano, la chiusura insita nel dichiarare apoditticamente certi valori come non negoziabili non rappresenta la Chiesa, ma solo una parte. Se mi permetti, quella più retriva.

    E’ questa la chiave nella quale chiedevo (evidentemente senza credere nella possibilità che si realizzasse) che la visita del Papa alla Sapienza potesse diventare un momento di confronto. Non pensavo certo ad una conferenza stampa o a una serie di domande da parte dei docenti e studenti che lo contestavano.

  44. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 14:24

    Come già scritto, invito tutti a non intervenire su specifiche questioni (fecondazione artificiale, unioni civili, etc.) blandamente connesse con la tematica generale del post. Non è censura, ma solo desiderio di mantenere ordinata la discussione.

    Ulteriori commenti fuori tema saranno cancellati.

  45. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 14:49

    …nicolabel, seppur capisco la tua posizione non la condivido. Innanzitutto perchè il Papa non si sarebbe sottoposto ad un dibattito ma avrebbe fatto un “lectio magistralis”, quindi chi parla di censura o di negazione del confronto è volutamente strumentale. Non ci sarebbe stato confronto e dibattito, neanche se ci fosse stato l’intervento del Papa. Nonostante quello che dicono i benpensanti del PD (nazionale) e delle destre. Certo ora strumentalizzeranno la vicenda in funzione anti-Sinistra, come già sta avvenendo, seppure i Collettivi romani con la Sinistra di Governo hanno ben poco a che vedere. Ma si rientra nel solito malinconico tatticismo della politica italiana.
    Qui è in questione Spazio ed agibilità Politica. E’ la Chiesa ad aver alzato il livello del Conflitto nel tessuto sociale italiano, quindi raccolga quello che ha seminato.

  46. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 15:10

    …e poi, dire di NO ad un Papa non è respingere la religione. In Tv stanno dicendo di tutto. Danno la colpa alla Sinistra (le Destre non perdono occasione), dicono che la Sapienza è diventato un centro sociale e che per domenica hanno organizzato una manifestazione di solidarietà al Papa a cui parteciperanno Socci e Meluzzi.

    Non vi fa senso essere concordi con questi due personaggi?

  47. maranatha
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 15:21

    ammetto di essere stato un pò rigido, ma il fatto è che sono cose che mi stano a cuore e…..quindi…..

  48. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 15:39

    Posturanismo, non sono affatto d’accordo con la strumentalizzazione che si sta facendo, né di parte clericale né di parte politica!

    Francesco, condivido quando scrivi che il confronto sarebbe mancato anche con la presenza del Papa.
    La “provocazione” del post – il Papa intervenga, ma si sottoponga al confronto come fece san Paolo – non era certamente rivolta all’episodio in sé ma era invece indirizzata al generale atteggiamento di chiusura che si registra negli ultimi anni dalla maggior parte del mondo cattolico.

    Penso che gli ultimi tre periodi del post chiariscano il mio pensiero. In particolare, vi invito a leggere la frase “Non esiste libertà di parola se essa non si accompagna alla libertà di dissenso, e chi nega agli altri la seconda non può invocare per sé la prima.
    L’ho scritta, così come il richiamo a san Paolo, quando nulla si sapeva dell’annullamento della visita papale. Mi sembra perciò superfluo precisare a chi mi riferissi.

  49. posturanismo
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 15:54

    Esattamente Nicola. La nostra società si è cosi imborghesita che ha dimenticato il valore del dissenso all’interno di una democrazia.
    La democrazia si sarebbe espletata solo se il Papa avesse parlato e gli studenti e i docenti si fossero zittiti nonostante il disaccordo? Vi assicuro che, a sentire le dichiarazioni di questi due giorni, mi pare di capire questo: il valore del CONTESTO è superato, lo bollano come fenomeno di intolleranza di certe frange estreme della politica (di sinistra). Beh, non sono per niente d’accordo e la prova di questa pseudo democrazia è data proprio dall’intoccabilità del pontefice e dal fatto che la stampa straniera se ne sta fregando altamente della vicenda. Ma di questo è convinto solo Paolo Mieli.

  50. QueerZone
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 17:12

    Riguardo alla richiesta intempestiva segnalo di controllare bene la data… 23 NOVEMBRE 2007… siamo a metà gennaio… sono quasi 2 mesi…

    Il rettore ha preso la decisione senza consultare il senato accademico, e ben sapeva della contrarietà di parte dei docenti…

    L’ennesima buffonata mediatica, dalla quale esce vincitore quel buon vecchio furbacchione di Benedetto XVI che ora fa la vittima… Gli è stato vietato di parlare… ma quando mai??? Semmai l’unica cosa che è stata vietata è il DIRITTO DEMOCRATICO di mostrare dissenso.

  51. QueerZone
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 17:23

    Ah, a chi prima chiedeva cosa significhi il termine laico rispondo:

    Essere LAICO significa semplicemente che l’equazione PECCATO = REATO è priva di fondamento in una democrazia.

  52. leon78
    mercoledì 16 gennaio 2008 alle 17:28

    il problema secondo me prescinde dallo scopo della visita del papa all’Università la Sapienza.
    Io ritengo che per una questione di opportunità tale visita doveva esserci come le conseguenti contestazioni.
    In Italia vi è la libertà di manifestare il pensiero , sia quello del Papa da una parte sia quello dissenziente dei professori.
    Mettere a tacere le voci differenti dalle nostri non è intelligente.
    Lo è farle esprimere e poi dissentire.
    Il problema che nasce da questa storia è anche un altro ed è le conseguenze che tutto ciò può avere sul carattere laico della nostra nazione.
    Non pensate che laico è uno stato aconfessionale.
    Nel nostro paese dove ormai ci sono decine e decine di confessioni e milioni di atei e razionalisti laico è dare la possibilità a tutti di esprimere il proprio pensiero condivisibile o meno.
    Così si rischia di aprire la strada ad ulteriori prevaricazioni del diritto di libertà di pensiero.

  53. mercoledì 16 gennaio 2008 alle 21:13

    E’ stato reso noto oggi il discorso che Benedetto XVI avrebbe pronunciato domani alla Sapienza. E’ possibile leggerlo integralmente qui.
    Salta immediatamente all’occhio l’assenza delle parole “moratoria” o “pena di morte” nonostante quello fosse l’argomento della prolusione. E’ pertanto evidente che si tratti di un discorso ad hoc scritto in seguito alle proteste. Resta comunque un documento dalla lettura interessante perché chiarisce le posizioni vaticane circa il rapporto tra Chiesa e ricerca scientifica.

  54. Frisbee
    giovedì 17 gennaio 2008 alle 0:57

    Scusa Nicolabel, ma come fai a dire che Ratzinger ha cambiato la sua prolusione “in corsa”???? E’ piuttosto grave quello che dici: non credo davvero che un Papa possa usare i mezzucci a cui ci hanno abituato i vari Mastella.

    Evidentemente, il tema del suo discorso non era quello sulla pena di morte (come pure si era ipotizzato), ma quello del rapporto tra fede e ragione in rapporto alla ricerca della verità.

    Infatti, la prolusione rieccheggia la sua ultima enciclica, come ho già scritto nel blog di Franko.

    Insomma, sono stati spesi oceani di parole sui giornali, Tv, blog e forum per fare un processo alle intenzioni al Papa, a cominciare dai “professoroni” della Insipienza e dagli studenti “porchettari” e “frocessionari”.

    Invece, il Papa (che, sia detto per inciso, non è per me una figura di riferimento come possono esserlo, ad esempio, il card. Martini o Enzo Bianchi, priore di Bose) ha dato all’Italietta approssimativa e casinista una lezione di stile e sobrietà.

    Peraltro, il discorso che avrebbe tenuto Ratzinger è un argomentare filosofico di alto livello, tipico – più che del Capo della Chiesa cattolica – di un ottimo teologo e intellettuale.

    Non ci sono tematiche politiche nè sociali toccate: non si parla di aborto, nè di eutanasia, nè di comportamenti sessuali, nè di manipolazione genetica. Ma solo e soltanto del contributo che può dare la fede alla ricerca della verità, intesa come valore primario a cui tendere da parte dell’Uomo, sia sotto il profilo religioso che etico. E senza alcun tono da crociata, nè ultimativo.

    Insomma, si è persa un’ottima occasione per ascoltare e magari poi criticare e confutare, come ogni uomo libero e cosciente dovrebbe saper fare.

  55. giovedì 17 gennaio 2008 alle 1:37

    Frisbee, anch’io ho letto il tuo intervento prima sul blog di Franko e perciò ti rispondo con le stesse argomentazioni.

    Ho ragioni per ritenere che quella diffusa non sia la prolusione prevista originariamente per la circostanza, quanto un discorso composto solo dopo gli eventi degli ultimi due giorni.
    Non doveva il papa intervenire in merito alla moratoria sulla pena di morte? E perché a questi non è destinato neanche un accenno? Sul tema della conferenza non erano infatti incorse solo indiscrezioni, ma a quanto mi risulta era proprio quello l’oggetto del suo intervento.

    Detto questo, il testo del discorso del Papa mostra di sicuro toni più molto aperti e dialoganti di quelli che molti si aspettavano. In particolare, traspare un atteggiamento di grande rispetto verso l’autonomia dell’università e della ricerca. A parere mio, che ho letto anche la recente enciclica Spe salvi, i toni sono simili nel nesso tra ricerca della verità in ambito teologico da un lato e filosofico e scientifico dall’altro. Quello che manca, a mio avviso non a caso, è l’intera analisi – che nell’enciclica è molto critica in diversi passaggi – riguardo al pensiero occidentale da Bacone in avanti.

    Sul fatto che le tematiche sociali non sarebbero state toccate, personalmente non avevo dubbi. Infine, mi fa piacere scoprire che i nostri punti di riferimento nell’ambito della Chiesa siano gli stessi.

  56. giovedì 17 gennaio 2008 alle 8:48

    …il testo integrale del Papa dice qualcosa di assurdo che trovo incredibile voi non riusciate a cogliere. Da una parte nega legittimità alle organizzazioni “di parte” che non cureremmo interessi dell’insieme, quindi devono essere guidati dalla conoscenza del bene che solo la Chiesa può fornire, dall’altro legittima la Fede come conduttrice della Scienza sulla scorta di un ipotetico bagaglio storico che sarebbe una “certificazione di qualità”. Infatti parla chiaramente di legislazione e di costituzione. Come al solito, entra direttamente nelle faccende dello Stato.
    Io sto facendo un dottorato di Ricerca in Filosofie e Teorie sociali contemporanee e vi posso assicurare che quello che sta cercando di fare il Papa negli ultimi due anni non l’ha provato a fare nessuno dei peggiori dittatori della Storia. Non vederlo è un suicidio per la Vita democratica e laica di questo Paese e siamo tutti chiamati a prendere posizione. A favore o Contro.
    Io, ovviamente, sono contro!
    Il richiamo al rapporto tra Teologia e Filosofia voi non potete capirlo, ma per me è drammatico. Significa ritornare indietro nel peggiore oscurantismo. E’ grazie al Mondo arabo, con Avicenna-Averroè ed altri che la Filosofia ha maturato una sua autonomia dalla Teologia. E mentre in quegli anni nella Europa dominata dalla Chiesa e dalla Teologia (con le stesse argomentazioni che oggi ci propina il Benedetto XVI) si facevano i salassi, in Iraq si sperimentavano tecniche avanzate di medicina.

  57. Frisbee
    giovedì 17 gennaio 2008 alle 23:35

    Evidentemente, abbiamo letto due discorsi diversi.

    Caro Francesco, rispetto i tuoi studi, ma consentimi di dirti che stai davvero esagerando e cercando, all’interno del discorso di Ratzinger, argomentazioni e prevaricazioni davvero inesistenti.

    O forse volevi che il Papa dicesse che Dio non esiste??? Insomma, il Papa fa il suo mestiere: criticatelo, ma lasciatelo “lavorare”….

  58. posturanismo
    venerdì 18 gennaio 2008 alle 1:48

    Frisbee ma lavorare non significa mettere in discussione l’autonomia della ricerca scientifica ed intervenire a gamba tesa nel Parlamento Italiano chiamando al telefono alcuni parlamentari! Questo lo chiami lavorare o delinquere?

  59. venerdì 18 gennaio 2008 alle 8:24

    …caro Frisbee se Benedetto XVI lavora per incatenare nuovamente la Filosofia ad “ancella” della Teologia, io naturalmente queste catene le uso contro chi me le vuole imporre.
    Non è in discussione solo la dignità democratica di un Paese che deve dotarsi di strumenti ed ordinamenti per dare a tutti ogni possibilità civile e sociale, ma anche l’autonomia della Scienza e della Filosofia dopo anni di secolarizzazione.
    Quando il Papa nel suo discorso dice che la Fede religiosa è più significativa della Scienza perchè la Fede è “storica”, quindi ha un bagaglio di legittimità maturata “automaticamente” con l’avanzare dei Tempi, mentre la Scienza è a-storica e cerca solo risposte contingenti, dice qualcosa di gravissimo. Da una parte perchè dice che la Fede ha una superiorità “morale” rispetto alla Scienza perchè è “storica”, dall’altra perchè evidentemente questa superiorità si deve tradurre in una guida anche nei problemi di natura sociale (come dice esplicitamente).
    Io sono in rivolta non sono come militante di Partito, ma anche come laico che vuole vivere in un Mondo laico e come “cultore” della Filosofia che vuole difenderne l’autonomia dalla Teologia.

  60. Frisbee
    venerdì 18 gennaio 2008 alle 14:27

    Tu puoi fare quello che vuoi, ma non puoi impedire al Papa (o a chiunque altro) di manifestare liberamente il suo pensiero in qualsiasi sede lo ritenga opportuno.

    Ricordati che vige il diritto di libertà di parola, di espressione, di pensiero: vale per te, come vale per il Papa e per qualsiasi pincopallino.

    O dobbiamo tornare al regime sovietico di così triste memoria???

    Che squallore, che tempi mediocri e miserabili!!!

  61. Frisbee
    venerdì 18 gennaio 2008 alle 14:29

    P.S. Alla Sapienza e in altre università si è permesso ad ex terroristi di parlare liberamente….. già dimenticavo che il Papa è peggio di un terrorista…..

  62. venerdì 18 gennaio 2008 alle 14:41

    …caro Frisbee, viviamo veramente tempi mediocri e miserabili se qualcuno si permette di dire che al Papa è stata negata libertà di parola quando è onnipresente quotidianamente sui TG, sui media cartacei e virtuali e dal pulpito ogni Domenica in Chiesa.
    Quale patetica strumentalizzazione state cavalcando, l’intelligenza umana inorridisce innanzi a tal ipocrisia!!!
    Amen…

  63. Frisbee
    venerdì 18 gennaio 2008 alle 21:52

    E che significa che è sempre presente??? E’ normale che lo sia in una nazione come l’Italia con il 95% di battezzati.

    Ma la parola non si nega mai, neanche per una volta. A nessuno.

    Poi ognuno è libero di ascoltare o meno, di approvare o di condannare.

  64. sabato 19 gennaio 2008 alle 0:17

    Correzione preventiva, in Italia non è battezzato il 95% della popolazione, questa è solo una banale e grossa illazione, è matematicamente impossibile, se il numero si avvicinasse al 60% sarebbe già davvero significativo considerando le comunità appartenenti ad altre religioni presenti sul territorio, vorrei ricordare la comunità ebraica che non racimola certo misere cifre da emarginati.
    Comunque io entrerò presto tra gli sbattezzati, ci vuole un gesto di controtendenza per questa chiesa intollerante e dittatoriale, quindi frisbee puoi togliermi dalla percentuale, rimane comunque l’invito a documentarti meglio prima di fare certe affermazioni.

  65. sabato 19 gennaio 2008 alle 0:47

    Credo che Frisbee abbia ragione quando scrive che il 95% degli italiani è battezzato.
    Vero è comunque che forse, più che il numero dei battezzati – che in fondo racconta quella che almeno fino a qualche decennio fa era solo un’abitudine sociale – andrebbe considerato il numero di coloro che si ritengono cattolici e che desiderano aderire in toto alla dottrina della Chiesa. Secondo studi commissionati dalla CEI e dalla Conferenza Episcopale Veneta, tale percentuale è compresa tra il 15 e il 25 % della popolazione italiana.
    In ogni caso il punto non è quello, visto che, in Paesi con analoghe percentuali di battezzati, la frazione del tempo dedicato dall’informazione televisiva alla Chiesa si attesta su percentuali di gran lunga inferiori a quelle italiane, dove invece (prendendo ad esempio in esame Tg1 e Tg2, dall’elezione di Ratzinger a oggi) ai membri della Chiesa è affidato lo stesso “tempo d’antenna” dei membri del governo e più del doppio di quello del Presidente della Repubblica. Lo si legge qui.

  66. Frisbee
    sabato 19 gennaio 2008 alle 14:58

    Infatti, ha ragione Nicolabel. La percentuale è intorno al 95% secondo le statistiche, anche se giustamente va detto che questa percentuale è destinata a scendere per via dell’immigrazione. Quanto agli ebrei, essi in Italia sono appena 35.000 e, in totale, le minoranze religiose in Italia sono poco più di un milione di cui in maggioranza Testimoni di Geova (400.000).

    E’ chiaro che i cattolici praticanti sono una minoranza che si aggira intorno alle cifre riportate da Nicolabel: ma si tratta pur sempre di una minoranza molto robusta che, evidentemente, ha diritto di parola, a cominciare dal suo massimo esponente.

    L’esposizione mediatica sarà senz’altro eccessiva, ma qui è questione anche di capacità mediatica.

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