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A scuola secondo la Verità dei Padri

lunedì 25 febbraio 2008

L’incredibile polemica sollevata da Avvenire contro l’Ordine dei Medici rischia di soffocare il dibattito sull’interessante editoriale apparso sabato sul giornale della CEI a firma di Giacomo Samek Lodovici. Il quale, beato lui, non solo non avrebbe timore ma addirittura auspica di vivere in un Paese dove le scuole siano un ghetto.

Secondo l’editorialista, compito dello stato è infatti “garantire la possibilità che i genitori di sinistra possano mandare i figli in scuole di sinistra, quelli liberali in scuole liberali, quelli cattolici in scuole di ispirazione cattolica, ecc.“, così che ciascuno riceva un’istruzione pienamente conforme alle convinzioni di chi lo ha messo al mondo, senza che venga corrotto dal contatto con coetanei e insegnanti di diversa estrazione culturale.

Ma Samek Lodovici, che è professore di filosofia come papà, non si limita a produrre slogan. Spiega anzi approfonditamente le motivazioni della sua richiesta la cui “posta in gioco – com’è noto – non è la tutela degli interessi dei cattolici“. Com’è noto, infatti, Avvenire tratta l’argomento in favore della scuola islamica di viale Jenner a Milano e non a beneficio del liceo dell’Opus Dei (solo maschile) dove insegna l’autore dell’articolo.

La scuola laica, per definizione, è “quella che presenta tutti i modelli di vita, in modo che lo studente scelga quello che più lo convince“. E tuttavia “un sistema scolastico che riesce ad avvicinarsi ad essere indifferente-neutrale e non propone e non valorizza nessuna cultura e nessun modello di vita, in realtà fa una precisa scelta culturale: quella del relativismo, in cui tutte le opzioni sono sullo stesso piano, e facilmente ingenera nello studente una visione relativista“. Discorso che non farebbe una grinza se solo venisse spiegata la ragione per la quale il pensiero liberale, cattolico, di sinistra sono degni di essere trasmessi e quello basato sulla presentazione della pluralità delle opinioni no.

Forse, come ipotizza Galatea, c’è il rischio che la trasmissione dei princìpi liberali, cattolici o di sinistra dei genitori possa essere bruscamente interrotta dal mero confronto con valori e principi differenti, quasi che ogni forma di scambio sia una pericolosa contaminazione per il fragile impianto concettuale del pensiero unico, quale che sia. Una sorta di autismo gnoseologico elevato a sistema.

E infatti, conclude l’editorialista, “poiché la trasmissione culturale dovrebbe essere trasmissione della verità, la scuola dovrebbe trasmettere principalmente (non esclusivamente) la verità, cioè quelle tesi e quei valori che essa ed i genitori che l’hanno scelta considerano vere“. Il nodo qui non sta tanto nel “non esclusivamente” messo tra parentesi, come ad affermare che un tot di menzogna possa trovare spazio in ore ed ore dedicate alla trasmissione della verità-tutta-intera.

Quello che stupisce è che il buon Samek Lodovici, affermando che la verità risiede in quanto credono i genitori, ha fornito l’affermazione più stupefacentemente relativista che io abbia mai sentito. Francamente, se è vero che gli alberi si riconoscono dai frutti, la chiosa di questo articolo rivela la preoccupante deriva a-dogmatica dell’autore. E così, dopo aver analizzato le piroette del suo virtuosistico argomentare, del relativismo inizio ad avere paura anch’io.

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  1. martedì 26 febbraio 2008 alle 10:04

    nn credo che dividere classificare e quindi ghettizzare…. possa essere considerata una cosa giusta!
    a meno che nn si tratti di una provocazione

  2. posturanismo
    martedì 26 febbraio 2008 alle 11:08

    Vabbè nicola, perdonami se non argomento, ma il tizio in questione è leggermente fuori di testa… 😀

  3. ilmondodigalatea
    martedì 26 febbraio 2008 alle 14:45

    Mi sembra che definirlo “leggermente fuori di testa” sia un eufemismo fin troppo educato…

  4. venerdì 29 febbraio 2008 alle 11:02

    sono arrivato al tuo post dopo aver cercato su google questo illustre samek ludovici, e dopo aver letto il suo pezzo integrale su Avvenire.
    illustre? magari lo sarà pure, ma uno che scrive quelle assurdità…
    hai letto la risposta che ieri gli ha dato sul corsera gianantonio stella?

  5. venerdì 29 febbraio 2008 alle 15:56

    Non conoscevo l’articolo di Stella: grazie per avermelo segnalato.

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