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Tutti gli uomini del Presidente

giovedì 8 maggio 2008

Adesso che i ministri del governo Berlusconi IV sono stati resi noti, il giochino si presta facile e ozioso: dare le pagelle preventive. Non mi sottrarrò, premettendo però che non si può trattare di un’analisi seria:

Frattini (Esteri). Una provata esperienza internazionale senza grossi scivoloni. Non è un dicastero tecnico e probabilmente tra le file del centrodestra non si poteva pescare di meglio.

Maroni (Interni). Il ritorno al Viminale dopo 14 anni. L’ex enfant prodige della Lega è una persona ragionevole. Speriamo che si dimentichi della pochette verde e usi moderazione nella gestione dell’ordine pubblico.

Tremonti (Economia). Non si può parlare di cattiva sorpresa: lo si sapeva infatti già da molte settimane. Il colbertismo in salsa protezionistica.

Scajola (Attività Produttive). Un ritorno dopo la scialba esperienza del 2005. Ha tutta l’aria di essere una scelta d’apparato.

Sacconi (Welfare). Già sottosegretario, promosso sul campo. Umanamente non mi sta simpatico e politicamente non mi piace: ma almeno è competente in materia di lavoro. Avrà anche le deleghe su Famiglia e Solidarietà sociale: il passato socialista mette al riparo da derive filoclericali.

La Russa (Difesa). E chi, altrimenti? Italo Balbo è vivo e lotta insieme a noi.

Alfano (Giustizia). Giovane e simpatico al capo. In attesa di vederlo all’opera, un merito ce l’ha: aver riconsegnato Marcello Pera all’armadio dei cimeli.

Matteoli (Infrastrutture). Dall’Ambiente alle Infrastrutture. Dr. Jekyll and Mr. Hyde.

Prestigiacomo (Ambiente). Nessuna specifica competenza in materia, ma troppo laica per la Sanità, dove invece finirebbe (da viceministro) Brambilla, sinora accreditata per succedere a Pecoraro Scanio. Questa nomina ha l’aria di essere una sostituzione dell’ultimo minuto. E non lascia ben sperare.

Zaia (Politiche Agricole). Leghista rampante, figlio politico del trevigiano Gentilini. Con un padano all’agricoltura, mi aspetto scintille in sede europea sulle quote latte.

Bondi (Beni Culturali). E’ lì perché per anni ha protetto l’immagine di Berlusconi come una reliquia. Se non altro gli servirà da esperienza con il patrimonio artistico.

Gelmini (Istruzione). Giovane coordinatrice lombarda di Forza Italia, è descritta come una decisionista mai sopra le righe. Da vedere all’opera.

Bossi (Riforme). Un ministero-megafono. Non poteva andare meglio. A lui.

Fitto (Affari Regionali). La protesi ha fatto carriera, ma la poltrona scotta: se il federalismo fiscale verrà attuato, le sue fortune politiche in Puglia saranno compromesse.

Vito (Rapporti con il Parlamento). Sin dalla campagna elettorale del 2001, quando toglieva continuamente la parola all’interlocutore, la capacità di mediazione non sembra essere il suo forte: scelta ovvia, in tempi di subalternità delle Camere all’esecutivo.

Ronchi (Politiche Comunitarie). Negli ultimi giorni ha sfilato la poltrona promessa a Poli Bortone. Sarà la bocca e le orecchie di Fini in consiglio dei Ministri.

Brunetta (Funzione Pubblica e Innovazione). Per abbreviare i tempi della burocrazia si è partiti dall’accorciare il ministro. La prima buona innovazione è che non ci sia Stanca.

Rotondi (Attuazione del Programma). Superflui. Entrambi.

Meloni (Politiche Giovanili). Giovane lo è, politica pure. Si basta da sola.

Calderoli (Semplificazione). Dopo le polemiche di Gheddafi jr, si è messo in un cantuccio togliendo le castagne dal fuoco alla Farnesina. Forse il nome del ministero significa quello: non deve fare casino e basta.

Carfagna (Pari Opportunità). OK. Però ora voglio vedere se mettono Adriana Poli Bortone a Buona domenica.

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  1. Don Chisciotte
    giovedì 8 maggio 2008 alle 9:25

    A pelle non mi sembra un granchè, poca innovazione, le solite faccie, poca competenza…mah staremo a vedere, ma prevedo tempi bui!!!

  2. giovedì 8 maggio 2008 alle 10:52

    Belle pagelle, bravo. Devo complimentarmi con te…sei un mio ottimo imitatore 🙂 Anzi,sei l’altra faccia della medaglia!
    Molto vere le frasi su Fitto e Ronchi, geniale quella su Bondi!

  3. Giuseppe C
    giovedì 8 maggio 2008 alle 11:35

    Interrogativi su Alfano, curiosità sulla Gelmini (che mi dicono sia brava), contentissimo per Sacconi, Frattini e la Meloni.
    Speranza in Zaia, è uno che ha competenze in materia, speriamo le metta a servizio dell’intera nazione.
    In completo disaccordo con te per Stanca: è il meglio che ci sia in giro nellInnovazione della PA…se abbiamo qualcosa in quel settore il merito è tutto suo.

  4. giovedì 8 maggio 2008 alle 12:32

    Giuseppe, durante il quinquennio di Stanca non si è semplificato affatto il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. In confronto, Franco Bassanini fu un gigante.

    Per tacere che fu Stanca, e non Rutelli, il padre del famigerato sito http://www.italia.it.

  5. Giuseppe
    giovedì 8 maggio 2008 alle 14:15

    Se parliamo di innovazione tecnologica nella PA, Lucio Stanca è il meglio.
    A lui si deve l’introduzione in Italia del Codice dell’Amministrazione Digitale (1° Paese Europeo ad adottarlo), a lui si deve l’estrema vitalità del CNIPA (quasi scomparso in questi 2 anni) che ha dato l’opportunità agli Enti Locali di adottare l’ITC nella PA.
    Se poi negli Enti Locali ci sono Dirigenti che non capiscono che l’e-government miglora (tra le tante cose) il lavoro dei dipendenti e l’offerta dei servizi ai certamente non è colpa di Stanca.

    P.S. Sul portale italia.it: Stanca ne fu il padre, ma la parte esecutiva è tutta al merito di Rutelli…

  6. giovedì 8 maggio 2008 alle 15:25

    ma il giochino vale per estenderlo a noialtri bloghettari?

  7. giovedì 8 maggio 2008 alle 16:22

    Franko, fallo anche tu…si vede che lo vuoi fare 🙂

  8. Giuseppe
    giovedì 8 maggio 2008 alle 16:26

    da mò vale (come diceva lo sceriffo…)

  9. giovedì 8 maggio 2008 alle 16:38

    no, umberto. fino al 3 giugno niente politicasul mio blog

  10. giovedì 8 maggio 2008 alle 18:05

    E dai…lo sappiamo che lo vuoi fare 🙂
    Vabbè, dacci almeno qualche chicca come commento a questo post…sii CLEMENTE!

  11. giovedì 8 maggio 2008 alle 19:20

    mi dichiaro prigioniero politico

  12. giovedì 8 maggio 2008 alle 19:42

    Senti, qui non c’è più CLEMENTE a salvarti, non ci sarà nessun INDULTO, ora sono MARONI per tutti!
    Quindi, esprimiti o ti condarremo in quel PONTIDA!
    Se invece eseguirai gli ordine da me impartiti (è finita la democrazia in Italia) ti concederemo una OPPORTUNITA’ con la CARFAGNA o un trattamento di SALUTE con la BRAMBILLA!
    La nostra bontà è sempre infinita!

  13. giovedì 8 maggio 2008 alle 22:33

    io ho un’altra spiegazione per il ministero di Calderoli: alle menti semplici come lui, quale altro compito affideresti?

  14. venerdì 9 maggio 2008 alle 8:45

    …avrei preferito Maroni al Welfare!

  15. venerdì 9 maggio 2008 alle 10:15

    Zaia all’agricoltura? Chissà perchè, ma se ci penso vedo tempi bui (da ragazza di destra) per la nostra realtà.

  16. venerdì 9 maggio 2008 alle 11:08

    ROMA – 9 maggio 2028
    Grande attesa per la lista dei Ministri che il premier designato Francesco P. comunicherà alla stampa dopo l’incontro con il Capo dello Stato. Tra le poche indiscrezioni, si attende la nomina dell’anziano Roberto Maroni al dicastero del Welfare.
    😉

  17. Giuseppe
    venerdì 9 maggio 2008 alle 16:36

    Gio Gio anche mio padre è un pò preoccupato ma Zaia (nelle varie promesse post giuramento…) ha usato le parole più belle.Speriamo che si tramutino in realtà!

    Zaia agli agricoltori: “Ci sporcheremo scarpe insieme”

    “Dico a tutti loro di non preoccuparsi. Chi ha voglia di lavorare onestamente avrà solo soddisfazione dal nostro governo. Il mio slogan sarà meno dibattiti e più campi. Incontrerò i produttori sul posto di lavoro e ci sporcheremo le scarpe insieme”.

  18. venerdì 9 maggio 2008 alle 19:30

    Giuseppe mi ha scippato l’idea: andate a leggerlo!

  19. sabato 10 maggio 2008 alle 10:03

    giuseppe, e mica ha specificato la provenienza degli agricoltori di cui parlava 😀

  1. giovedì 4 settembre 2008 alle 15:56
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