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Buio Fitto

giovedì 4 settembre 2008

Dell’ex enfant prodige della politica pugliese, quel Raffaele Fitto che a 20 anni fu fu eletto consigliere regionale e a 31 presidente della Regione Puglia come papà, e che oggi è ministro per gli Affari Regionali, pochi mesi fa scrissise il federalismo fiscale verrà attuato, le sue fortune politiche in Puglia saranno compromesse“. In effetti, quel giudizio nascondeva anche la consapevolezza che la presenza in Consiglio dei Ministri dell’ex governatore potesse essere per lui l’occasione per accreditarsi come tutore degli interessi meridionali, e pugliesi in particolare, dalle ambizioni padanocentriche della Lega Nord. La delega agli Affari Regionali sembrava in questo senso la collocazione più opportuna per arginare il vento del Nord che i risultati delle elezioni avevano reso tumultuoso.

Non è stato così: dal politico di Maglie non ci si poteva certo aspettare l’autorevolezza, la capacità di mediazione o la visione strategica del suo più noto concittadino, ma in queste settimane si assiste ad una sua desolante prova di afonia di fronte alle molte decisioni del governo che toccano gli interessi della regione d’origine.

La prima è stata la comunicazione che né l’aeroporto di Bari, né quello di Brindisi sarebbero rientrati tra le “basi” della nuova Compagnia Aerea Italiana che prenderebbe il posto di Alitalia ed AirOne, con il probabile effetto della soppressione dei voli per Bologna, Genova, Torino, Venezia e Milano Linate, per parlare solo dello scalo di Palese, oltre alla gestione in regime monopolistico di quelli per Fiumicino e Malpensa. Si aggiunga a questo l’altrettanto probabile sospensione delle corse ferroviarie tra la Puglia e Torino e il declassamento ad Intercity (con conseguente aumento dei tempi di percorrenza) di tutti i treni per Roma e Milano. Non è finita: si apprende anche che il governo Berlusconi, per mezzo del CIPE, ha revocato il finanziamento della ferrovia ad alta capacità Napoli-Bari, condannando il tacco d’Italia ad un ulteriore isolamento e ostacolandone di fatto lo sviluppo economico e turistico.

Dalle pieghe dell’azione di questo “governo del fare” emerge inattesa un’ultima novità, di diretta competenza del dicastero per gli Affari Regionali eppure misteriosamente affidata all’ingegno creativo del ministro per la Semplificazione Normativa Calderoli: secondo la bozza del disegno di legge sul federalismo fiscale presentata oggi dal ministro leghista, per l’istituzione delle città metropolitane già previste dalla riforma costituzionale del 2001 sarà necessario che non l’area stessa, ma il suo capoluogo soddisfi dei requisiti minimi di popolazione. Requisiti che il disegno di legge governativo fissa misteriosamente in 350.000 abitanti. Un numero magico, forse? Non si sa, si sa solo che grazie a questa decisione, di sicuro avallata in Consiglio dei Ministri anche dal giovane ministro pugliese, dalle città metropolitane resta esclusa a sorpresa proprio Bari, che con quasi 350.000 residenti nel capoluogo e un milione nella città metropolitana non soddisfa i requisiti per qualche migliaio di abitanti e non avrà pertanto accesso ai finanziamenti previsti.

Averlo scoperto proprio il giorno in cui a tutte le famiglie baresi è distribuita la rivista sul piano strategico della Metropoli Terra di Bari non può che accrescere la consapevolezza che questo governo sta emarginando il Sud con il colpevole beneplacito dei suoi rappresentanti.

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  1. giovedì 4 settembre 2008 alle 20:14

    Il federalismo proposto da calderoli non ha riscontrato polemiche da parte di Bassolino, Loiero e Vendola, quindi il lavoro di Fitto non è stato malvagio.
    http://www.quotidianopuglia.it/leggi_notizia.asp?ID=5570

  2. venerdì 5 settembre 2008 alle 0:23

    …sono contento dell’esclusione di Bari dalle Città Metropolitane. Spero che venga ratificato definitivamente.

  3. venerdì 5 settembre 2008 alle 9:43

    la questione delle città metropolitane l’ho sempre auspicato…. e sono contento che l’incapacità di fitto abbia fatto si che nn si commettesse questa str****ta …..
    per il resto…..
    votatelo berlusconi…votatelo……
    😦

  4. venerdì 5 settembre 2008 alle 9:56

    leggo qualche inesattezza.
    L’eliminazione degli Eurostar risale già al governo di centro-sinistra. (D’Alema docet..).
    Gli Eurostar in Puglia servono a poco in quanto non riescono a raggiungere la massima velocità consentita (purtroppo non abbiamo ancora la TAV).
    A questo punto hanno deciso di spostarli sulla fascia tirrenica e dirottare qui treni nuovi e più efficienti (si arriverà 15 min dopo???)
    Vicenda Alitalia: nesuno consce perfettamente il piano e già si fà catastrofismo.
    Detto questo baratterei 5 voli Alitalia (perchè no..con l’aumento delle rotte delle compagnie low cost) pur di salvare la compagnia di bandiera: aver sventato la svendita di Alitalia ai francesi è già una gran cosa.

  5. venerdì 5 settembre 2008 alle 13:28

    Umberto, l’articolo che citi si riferisce ad una dichiarazione di Vendola rilasciata non prima del 25 agosto. Tutti gli episodi che cito (svolta su Alitalia ed Eurostar, mancato finanziamento della linea ferroviaria, disconoscimento della città metropolitana) sono invece notizie successive a quella data.

    Conoscevo le posizioni di Francesco e Mancio, che in parte corrispondono alle mie, circa i rischi che una malaccorta gestione delle istituende città metropolitane possa innescare per Mola, minacciata di vedere il proprio ruolo ridotto a quello di periferia del capoluogo. Ma queste valutazioni coprono solo una parte del problema. Anzitutto perché la città metropolitana parrebbe assumere non il ruolo di un macro-comune, ma quello di un’amministrazione provinciale arricchita di competenze che – in realtà fortemente urbanizzate – non possono essere gestite solo a livello comunale. Ad esempio la mobilità e gli orari di apertura dei negozi, guarda caso temi che in queste settimane stanno riempiendo le pagine di cronaca locale.
    Un conto è sostenere che Mola in quanto tale non ha relazioni con Bari su queste problematiche (posizione che trovo lecita e in parte condivisibile), un conto è affermare che nessuno dei comuni dell’hinterland barese ce le abbia. La mossa di Calderoli (che pare comunque essere stata in parte ridimensionata) non risolve il primo problema – potenziale – ma disconosce il secondo, che invece è attualissimo. Sinceramente, trovo un po’ leggero ed esageratamente campanilistico essere contenti del fatto che l’esclusione di Bari dal finanziamento possa incidentalmente “risolvere” il primo problema, sia pure a discapito del secondo.

  6. venerdì 5 settembre 2008 alle 13:33

    L’eliminazione degli Eurostar è in effetti motivata dall’opportunità di sfruttare i più veloci ETR sulle linee ad alta velocità, che non interessano la Puglia. La novità è che l’attuale governo di destra ha stabilito che nemmeno in futuro la regione sarà interessata dall’ammodernamento della rete ferroviaria (l’alta capacità), e ciò nonostante lo sviluppo delle comunicazioni su rotaia sia considerato dalla maggior parte degli analisti il sistema di trasporto primario sulle medie distanze per i prossimi 50 anni. Con la perdita degli Eurostar (sia pure sottoutilizzati) e dell’alta capacità, i tempi di percorrenza sulla linea Bari-Roma passeranno da 4h40′ a 6h15′ (a meno di soppressione di fermate intermedie), né sarà possibile accrescere la frequenza delle corse su una rete obsoleta specie nel tratto appenninico da Caserta a Foggia, sul quale il controllo del traffico per chissà quanto altro tempo ancora resterà del tutto manuale. Analoghi effetti si avranno sui collegamenti Bari-Napoli, Lecce-Bologna-Milano/Torino/Trieste, Taranto-Potenza-Roma, per non parlare della famigerata Bari-Reggio Calabria.

    Il quadro si fa ancora più desolante sommando il contemporaneo declassamento di entrambi gli aeroporti di Bari e Brindisi e la soppressione di tutti gli attuali collegamenti Alitalia ed AirOne con l’eccezione di quelli per Malpensa (non Linate!) e Fiumicino (con il nuovo vettore operante in regime di monopolio). Giuseppe ritiene che questo sia un danno da poco grazie alla presenza dei low-cost, che però – ad es. verso Fiumicino – né sono già attivi, né dovrebbero poter essere attivati qualora (come quasi certo) il governo liberista che ci ritroviamo invocherà l’interesse nazionale e sospenderà la normativa antitrust proteggendo le posizioni monopolistiche della fantomatica CAI ed impedendo ad altri operatori l’ingresso sulla stessa rotta.

    Circa i giudizi sul piano di “salvataggio” di Alitalia, siamo un po’ fuori tema. Segnalo però i molti interventi apparsi in proposito su riviste e blog non propriamente di sinistra: NoiseFromAmerika (1, 2, 3 e il divertente 4), Phastidio.net (1 e 2), Lavoce.info (1, 2, 3, 4 e soprattutto 5), ed infine i soliti cattivoni di The Economist.

  7. venerdì 5 settembre 2008 alle 14:19

    Nicola la Città Metropolitana va ben oltre le (giuste) funzioni di coordinamento che dovrebbero essere della Provincia, ma serve ad accentrare le funzioni amministrative decentrando le disfunzioni produttive. Questo andrebbe a creare solo dei mega-quartieri dormitorio in periferia dove si concentrerebbero tutte le contraddizioni sociali (discariche, prezzo delle abitazioni, sicurezza…). Ora, se questo accadesse nell’area metropolitana di Milano, ad esempio, non sarebbe un problema perchè ha delle caratteristiche particolari. Ma Bari e l’hinterland barese è tutt’altro che Milano. I Comuni hanno innanzitutto una dimensione differente e poi anche delle funzioni sociali e produttive totalmente differenti. Le stesse strategie amministrative sono sempre andate verso una organizzazione sociale e produttiva che non dipendesse esclusivamente da Bari. E’ questo che rende il barese “vivibile” (a differenza di Valenzano o Modugno, ad esempio).

  8. Gianvito Rutigliano
    venerdì 5 settembre 2008 alle 17:31

    “afonia” è la parola giusta. complimenti per l’intuizione.
    l’addio alla città metropolitana, specie in virtù dei collegamenti coi Comuni dell’hinterland, è forse l’aspetto più grave. anzi, forse è proprio una tragedia.

    @ giuseppe:
    svendita ad airfrance? mon dieu, aspettiamo di sapere chi sarà il partner straniero della mini cordata italiana, tanto millantata ma non poi così determinante.
    e poi il baratto vale anche per il numero maggiore di esuberi?

  9. venerdì 5 settembre 2008 alle 19:33

    Nicolabel, siccome hai riportato ad inizio post la parola ‘federalismo’ ho aggiunto un mio commento a riguardo. Tutto qua.

  10. padano
    lunedì 8 settembre 2008 alle 17:17

    Mamma come vi rode…. ah ah ah ah ah ah ah!!!

  11. martedì 9 settembre 2008 alle 1:12

    Qui ci sarà sempre libertà di parola.
    Il cervello, però, bisogna portarselo da casa.

  12. Gianvito Rutigliano
    mercoledì 10 settembre 2008 alle 13:05

    che figata firmarsi padano! come il grana, buono!
    comunque disc (visto che si parla di Bari) Brunetta che Bari e Venezia rientreranno. è stata tutta colpa di un refuso. e il merito della correzione pare sia del ministro per gli affari regionali. e noi a pensar male… 😛
    qui l’intervista.

  13. giovedì 11 settembre 2008 alle 12:15

    Ultim’ora: Bari rientra nel novero delle città metropolitana.
    Un appunto: se vi è questo allargamento spropositato della durata del viaggio perchè Trenitalia non ha cambiato l’orario?
    Detto questo si spera che anzichè cambiare treni si cambino binari (tav quando arrivi?)

  14. giovedì 11 settembre 2008 alle 12:19

    ah..dimenticavo sul giornale di BA2015 impazza la polemica: velina di Emiliano?

  15. Gianvito Rutigliano
    venerdì 12 settembre 2008 alle 23:41

    agorà è il giornale di ba2015.
    ba2015 è gestito da scandale e uomini forti di emiliano, oltre che il sindaco stesso. scandalo?

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