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La mano che tiene la spranga

domenica 14 settembre 2008

Dopo gli incendi dei campi nomadi e qualche devastazione di troppo ai negozi gestiti da immigrati, l’uccisione a sprangate di uno “sporco negro” compiuta oggi a Milano segna la discesa di un altro gradino verso la constatazione che l’Italia è diventata un Paese dal razzismo latente. Secondo quanto emerge dalle prime indagini, la vittima aveva rubato un pacco di biscotti dal furgone degli assassini, che hanno reagito in modo scomposto al furto accompagnando con ingiurie di tipo xenofobo l’aggressione ai danni del ladro.

Secondo quanto la polizia ha comunicato “il razzismo non c’entra”. Non è tuttavia possibile derubricare questi episodi utilizzando ancora la retorica condanna di “un odioso crimine commesso da qualche imbecille”: l’accresciuta frequenza di eventi di questa natura, via via di gravità crescente, segnala che è il clima del Paese ad essere cambiato (ad essere stato cambiato: il complemento d’agente trovatelo voi). La lettura di alcuni commenti dei lettori nei forum aperti dai giornali online sull’omicidio di Milano non può che confermare l’impressione di una diffusa accondiscendenza verso le manifestazioni xenofobe.

A me per primo ieri sera è capitato di trasecolare di fronte ad una frase carpita occasionalmente da un capannello di persone che erano a poca distanza da me. Mi trovavo in piazza XX settembre a Mola di Bari, nel corso della festa patronale, quando dal palco è stato comunicato il ritrovamento del bambino di cui pochi minuti prima era stato segnalato lo smarrimento tra la folla. Pronta, una signora di circa 45 anni, curata nell’aspetto e dotata di una buona proprietà di linguaggio – piuttosto lontana quindi dal cliché del razzista zotico e ignorante (magari pure con croce celtica al collo) cui a lungo siamo stati indotti a pensare – ha commentato il ritrovamento confidando alle persone che erano accanto a lei che, “avendo notato la presenza di diversi zingari, aveva temuto che potessero essere stati loro a rapire il bambino“.

Dell’aria che tira in Italia parlano anche, a vario titolo: Piovono Rane e Nazione Indiana, Sucardrom e ScarletMilk, Frisbee e Mancio.

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  1. lunedì 15 settembre 2008 alle 6:47

    Ti avevo visto su Wikipedia e sono contento di aver trovato per caso il tuo blog. Ti ho messo nel blogroll.

    Qui da Bari ieri sera commentavo la stessa notizia.

    Alle mie figlie non ho mai messo paura invocando l’uomo nero, tant’è vero che sulla spiaggia di Ginosa Marina volevano comprare gli anellini che vendevano i signori marrone. Molto fa l’educazione, ma se arrivano cattivi esempi dalle istituzioni siamo rovinati.

    Ciao,
    Pierangelo

  2. lunedì 15 settembre 2008 alle 10:48

    questo Paese …. è diventato…. o è sempre stato….purtroppo un paese idiota(perchè razzismo ha anche questo sinonimo e molto altro)

    e come avrai pottuto notare nn ho usato l’espressione “sta diventando”….
    mi sono stancato di commentare questi episodi…. si commentano da soli….
    e potrei aggiungere “solo” tutte le parolacce e gli insulti del mondo….. ma ti “sporcherei” il blog….. e nn lo meriti per colpa di ste bestie(che in questo caso è un complimento…perchè io amo gli animali e chiedo scusa a loro per il paragone)….
    le istituzioni…… abbiamo la lega al governo….. cosa pretendere …..
    ….. che quelli bifolchi e bavosi sono…..

  3. lunedì 15 settembre 2008 alle 11:48

    …io sono stanco di commentare questi avvenimenti perchè poi c’è sempre qualcuno che si alza, mi punta il dito contro e mi dice che voglio solo strumentalizzare perchè bla_bla_e_bla!
    Ma qui il fenomeno è serio e si sta approfondendo in maniera gigantesca.

  4. lunedì 15 settembre 2008 alle 14:39

    è veramente serio. e se non la finiamo di farci catturare l’attenzione dalla notizie e poi di lasciar correre finchè non ne giunge un’altra, il circolo vizioso non si fermerà mai

  5. lunedì 15 settembre 2008 alle 22:26

    Questo è razzismo o fascismo?

    “In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Leggevamo che le donne subiscono violenza nei luoghi di guerra, nei paesi dove c’è odio razziale, dove c’è povertà, ignoranza, non da noi.(…) L’indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro.(…) Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente”.

    Oppure l’uomo è violento? Oppure fa più notizia per i media un nero ucciso?

    Questo per dimostrare che quando un uomo è BASTARDO lo è a prescindere dal colore della pelle, anzi, come dimostrano i dati da me riportati, le violenze su persone della nostra nazionalità è di gran lunga maggiore delle violenze su persone con colore diverso dal nostro.

    Mi fermo alla violenze sulle sole donne nella nostra Italia, non ai bambini, non agli uomini in generale.

    http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/violenza-donne/violenza-donne.html

  6. martedì 16 settembre 2008 alle 11:22

    Intuisco che l’esercito per le strade serva per evitare gli stupri in famiglia. Il problema è che questa è l’unica risposta concreta (oltre ai tagli alle forze dell’ordine) che questo governo securitario ha deciso di intraprendere. Una misura inutile anche per ridurre i crimini commessi per strada come quello accaduto a Milano. Non è una mia sensazione, ma quanto sostenuto dallo stesso ministro della Difesa Ignazio Benito Maria La Russa, che ha candidamente affermato che la finalità della militarizzazione delle città è dare la percezione della sicurezza.

    Poi per il resto, non ho alcun dubbio che se i due pregiudicati (come si è detto erano gli assassini di Milano) avessero subito un furto da 3 € non da Abdul Giubre ma da Ambrogio Brambilla, lo avrebbero finito a sprangate al grido di “biondo di merda”.

  7. posturanismo
    martedì 16 settembre 2008 alle 11:49

    Il razzismo strisciante di cui ultimamente (non credo strumentalmente) si stanno vedendo i risultati pratici e più che palesi, non è altro che un’altra conseguenza della “società del disagio”. Si stanno sprecando ricerche ed articoli interi da parte di autorevoli psicologi, sociologi e psicoterapeuti italiani a tal proposito, ma la politica continua a far finta di nulla. Hanno capito che parlare alla pancia porta più voti che parlare al cervello o al cuore.
    In questi giorni, davanti all’omicidio di quel ragazzo a Milano, sto continuando vergognosamente a sentire: “hanno fatto bene”.
    E’ una società frustrata, vittima del “voglio tutto ma non riesco ad averlo”. Il razzismo non è altro che una risposta gravissima e violenta a tale malessere. Se gli italiani stessero meglio dal punto di vista lavorativo, se non fossero sommersi stupidamente dai mutui per avere un inutile digitale terrestre o la macchinona da sfoggiare all’amico di turno, ma avessero una situazione economica tranquilla che li accompagnasse fino alla fine del mese, le cose sarebbero molto diverse. Se i politici italiani anzichè giustificare la guerra tra poveri fossero DEGNI del loro ruolo di parlamentari (prima che di membri di un governo) e iniziassero a promuovere soluzioni ideali per tutti promuovendo l’educazione dell’accoglienza, dello stare bene assieme e della convivenza pacifica tra diversi bisogni e culture, avremmo certamente una classe politica di qualità. Ed è proprio in questo scenario Babilonesco che si assiste all’elezione di movimenti xenofobi come la Lega Nord che 30 anni fa non avrebbero nemmeno avuto lo 0.1%!

    E’ il fallimento di una società che diventa sempre più violenta, dove gli omicidi familiari consumati per banali discussioni, dove i casi di depressione aumentano pericolosamente di anno in anno non so altro che segnali pericolosissimi di una società in frantumi. O la classe politica tutta, dico TUTTA, ne prende consapevolezza anzichè limitarsi facilmente alla caccia alle streghe per lavarsi la coscienza, oppure le cose peggioreranno sempre di più per tutti.

  8. Umberto D
    martedì 16 settembre 2008 alle 13:53

    In questi giorni, davanti all’omicidio di quel ragazzo a Milano, sto continuando vergognosamente a sentire: “hanno fatto bene”.

    Nico, ma da chi lo hai sentito?

  9. Umberto D
  10. posturanismo
    martedì 16 settembre 2008 alle 21:22

    Umbè parlando con alcune persone in generale ho sentito dire vergognosamente quella frase e mi sono incazzato come una bestia…

  11. mercoledì 17 settembre 2008 alle 23:00

    Il razzismo strisciante di cui ultimamente (non credo strumentalmente) si stanno vedendo i risultati pratici e più che palesi, non è altro che un’altra conseguenza della “società del disagio”.

    questo razzismo non è strisciante ma assolutamente ed orgogliosamente esibito, e non è solo conseguenza della società del disagio. altrimenti con questo argomento potresti riuscire a spiegare qualunque cosa. e più che razzismo, direi xenofobia, che ci sta meglio.

    fermo restando che la società del disagio è un eccellente brodo di coltura, direi che non si può negare la semina copiosa di odio per i diversi -specie se poveri- da parte del nostro governo. è un gioco che nel breve periodo funziona sempre, almeno fino a che non si notano le macerie.

  12. posturanismo
    giovedì 18 settembre 2008 alle 10:48

    Cascade, per quanto possa risultare indigeribile come “brodo”, la società del disagio non è altro che qualcosa di assolutamente reale, sbattuta in faccia non tanto dai media ma anche nella vita reale. Vacilla il senso di comunità, si afferma l’individualismo e con esso tutte le conseguenze del caso.

  13. giovedì 18 settembre 2008 alle 18:47

    non mi sono spiegato io o fai finta di non capire?

  14. posturanismo
    giovedì 18 settembre 2008 alle 22:31

    Mettiamola così, visto che sono poco intelligente, non ho capito io. Forse. 🙂

  15. Francesco Ungolo
    martedì 23 settembre 2008 alle 19:56

    Premetto che condanno fermamente ciò che è successo al ragazzo di colore
    Però è facile appellarsi al razzismo e ad altri fenomeni xenobobi
    La colpa DEVE essere attribuita alla nostra stanchezza di subire rapine in villa, alla stanchezza di vedere i nostri bambini rapiti da zingari che ne vendono i loro organi, alla stanchezza di subire rapine e di vederli ancora fuori a commettere reati
    Da cittadino non posso accettare il fatto che nelle grandi città dopo le 7 di sera non si può più uscire in giro poichè ci sono bande di nigeriani a spacciare droga e che vanno girando con i coltelli
    Vi appellate al razzismo…ma avete già dimenticato della signora Reggiani a Roma, rapinata, seviziata e violentata da un rumeno, abbandonata in fin di vita e poi morta in ospedale?Ma pensate a suo marito, ai suoi figli e ai suoi genitori? Chi restituirà loro una moglie, una mamma, una figlia?Invece vi trincerate dietro il vostro bigottismo, che resterà tale finchè (non ve lo auguro) un giorno non sarete mai vittime di un efferato fattaccio.Riflettete bene, ma soprattutto fate sempre il binomio fascista-razzista, perchè io non sono razzista, ma sono del parere che tutti i delinquenti debbano essere sbattuti dentro e rimanere senza cibo nè acqua, perchè non è giusto che paghiamo anche per loro.Il carcere DEVE essere una struttura fatiscente, non un albergo a 5 stelle.

  16. martedì 23 settembre 2008 alle 20:24

    @ posturanismo, essere poco intelligente (lo dici tu e io comunque non ci credo) non ti autorizza a parlare come se tu abbia avuto 20 anni nel 1968. è solo questo che ti contesto. il mondo è già cattivo, cerchiamo di non renderlo peggiore utilizzando le parole di altri (o usando l’italiano in modo imbarazzante. in fondo l’italiano è una bella lingua. non come il tedesco, ma comunque parecchio).

    @ francesco ungolo, mi sembra di capire quindi che se tu ammazzi qualcuno di colore, la colpa è di qualcun’altro che ha rubato nella villa di un’altro ancora. la logica è impeccabile, in effetti. a me sembra che sia molto facile fomentare ad arte questo fastidio e questa insofferenza. però se io fossi in te, oltre a farti fare bella figura con l’italiano, mi indignerei più per la camorra e la mafia che di fatto comandano in tutto il sud italia piuttosto che per un gravissimo furto di biscotti. mi indignerei per il fatto che si uccidano persone in nome dell’intolleranza. poi ognuno si indigna per quello che vuole; io ad esempio agli europei avrei fatto giocare gamberini difensore centrale, e mi sono indignato per aver visto panucci al suo posto.

    siccome dice fini che siete democratici, volevo anche dirti che la costituzione italiana assegna al carcere una funzione di recupero sociale, quindi evidentemente la struttura fatiscente non va bene per i negri, e non va bene per nessuno.

    l’unico fattaccio di cui sono stato vittima fino ad ora è leggere quello che hai scritto, ma il carcere in una struttura fatiscente non lo auguro neanche a te. vediamo se adesso porti anche sfiga e dei rumeni mezzi negri e mezzi albanesi mi ammazzano mentre vado a giocare a pallone per rubarmi 5 euro.

  17. martedì 23 settembre 2008 alle 23:26

    Onestamente, dopo avere letto l’illuminante pensiero di Francesco Ungolo sul blog di Frisbee, ero tentato di scrivere “Mi auguro che ti legga la minor quantità possibile di persone”.
    Poi, però, vedo che il giovane Ungolo si è preso addirittura la briga di postare su vari blog, scansando accuratamente l’opportunità di passare inosservato.
    Faber est suae quisque fortunae

  18. mercoledì 24 settembre 2008 alle 0:33

    UPDATE: incredibile ma vero, la partita di calcetto era contro una squadra di albanesi. purtroppo avevo lasciato la spranga a casa, in compenso ho quasi rotto il naso a uno di loro con una spallata. stavo per dirglielo, che l’ho fatto per via delle rapine in villa e dei rapimenti degli zingari, ma poi mi sono fatto i fatti miei.

  19. mercoledì 24 settembre 2008 alle 0:33

    Una cosa apprezzo del commento di Francesco Ungolo: instaurando un legame tra l’omicidio di una donna di origine italiana ad opera di un rom e quello di un ragazzo di origine africana ad opera di due italiani, ha smentito quanto fin qui si è detto sull’assenza di un’aggravante xenofoba nell’episodio di Milano. Quest’aggravante lui la riconosce, anzi: la rivendica.

    Del resto vi fu un altro che commentò un omicidio dicendo: “Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato.

    Non ve la prendete troppo, perciò con Francesco Ungolo: il suo contributo alla discussione non è stato insignificante, visto che sin qui nessuno prima di lui aveva scritto che c’è un binomio tra razzismo e fascismo: noi non siamo portatori di nessuna verità e non crediamo a formule semplicistiche, ma se questa è la sua idea, la rispetteremo.

  20. mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:37

    La verità dell’accaduto è questa e qualcuno di voi deve ammettere di aver preso un grandissimo abbaglio:

    http://lecosedadire.ilcannocchiale.it/2008/09/23/il_razzismo_di_chi_specula_sui.html

  21. mercoledì 24 settembre 2008 alle 7:43

    Un’ultima cosa: Nicola, Francesco ha 18 anni, a volte sbaglia a parlare, a volte dice cose giuste, di certo ha passione, è un ragazzo educato, non violento, sincero.
    Mi fa rabbia, delusione, anche disprezzo, che tu ti permetta di accostare le parole di Francesco a quelle di Mussolini.

    La verità, e lo ripeto, è che tu hai preso un grandissimo abbaglio sulla vicenda, abbaiando alla luna.
    Leggiti il mio post, leggiti il Corriere, leggiti il risultato delle indagini.

  22. mercoledì 24 settembre 2008 alle 9:19

    Umberto, il fatto che tu conosca il giovane Ungolo rende plausibile che lo difenda. Ma temo anche, sia pure comprensibile, che questa tua difesa dipenda dal fatto che è un giovane iscritto allo stesso partito cui tu sei iscritto. Ma forse mi sbaglio a considerare tale questa tua piccola difesa d’ufficio.
    Certo non c’è razzismo nelle sue parole quando scrive che “Il carcere DEVE essere una struttura fatiscente, non un albergo a 5 stelle”. Perchè non leggo differenze fra delinquenti bianchi neri, gialli, italiani, europei, ecc. Che rubi un biscotto e sei africano o rubi miliardi e ti chiami Tanzi, non fa alcuna differenza; se ci fossero le giuste proporzioni, a Tanzi i risparmiatori buggerati, con cosa dovevano pestarlo?. O magari va proporzionata la taglia dei topi che devono fare compagnia ai criminali nella tua cella (Hai rubato un biscotto? un criceto; hai truffato miliardi? Un branco di zoccole stile il “sabbione” a Mola. Attenzione, però, a farla troppo fatiscente, la prigione, che altrimenti, in perfetto stile “Le ali della libertà”, uno sposta i mattoni e scappa via per il tubo di aerazione. Pronto a delinquere nuovamente, pronto a rubare altri biscotti.
    Ma al di là delle murature, Francesco Ungolo scrive all’inizio ed alla fine che non è razzista. Ci credo, sia chiaro. Sai, però, chi mi ricorda? Quella gente intervistata nelle strade immediatamente dopo un grave fatto di criminalità compiuto da stranieri. La frase è la stessa: “Non siamo razzisti, ma loro devono andarsene a casa loro”.
    Mi domando cosa farebbero se lo fossero, razzisti: li inseguirebbero fino a casa loro?

    Torno per un istante alle tue parole in difesa del giovane Ungolo, il ragazzo che “ha passione, è un ragazzo educato, non violento, sincero.” E (scusandomi per il paragone azzardato) penso a quando accadono fatti di violenza a margine di partite di calcio. In genere i sindaci delle città cui i tifosi violenti appartengono, stigmatizzano i fatti con frasi del tipo: “Quella napoletana è una delle migliori tifoserie …” “La Verona non violenta rigetta certi episodi …” “Bergamo è una delle città più civili d’Italia …” … insomma, i fatti gravi avvengono sempre laddove si annidano i migliori … Non oso pensare cosa accadrebbe se, almeno per una volta, certe cose accadessero dove stanno i peggiori …
    A presto.
    PS – Ma secondo te, F.U, in questa circostanza sta nelle volte in cui ha detto cose giuste ovvero in quelle dove ha detto cose sbagliate?

  23. mercoledì 24 settembre 2008 alle 9:56

    Non ho scritto che Francesco Ungolo è un fascista in senso classico né lo penso. Ho solo sottolineato – e il commento di Franko mi fa pensare che quest’impressione non sia solo mia – che certe sue affermazioni sia pur educate (se permetti: infarcite di luoghi comuni, ma non ho voluto enfatizzarlo troppo in virtù della sua età) sono a forte rischio di essere tacciate per xenofobe. L’unica motivazione che spiega il nesso tra gli omicidi della signora (Giovanna) Reggiani e del (signor) Abdul Guibre è infatti il razzismo. O, se la parola disturba, l’idea che “l’Italia agli italiani”.
    In fondo, per uno che – con passione senza dubbio sincera – gioca a fare la giovane promessa di AN, caricarsi sia pur involontariamente di un atteggiamento velatamente giustificazionista nei confronti dell’intolleranza a sfondo razziale non mi sembra il massimo della sagacia politica. Prenda le mie parole come un invito a essere più accorto, adesso che è pure maggiorenne.

  24. mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:44

    Risponderò con più calma perchè non ho tempo, ma la magistratura ha dimostrato che non è stato un atto a sfondo razziale.

  25. mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:48

    Anzi, sempre per Nicola, Francesco non ha fatto il binomio-razzismo fascismo, ma ha scritto:’ma soprattutto fate sempre il binomio fascista-razzista’. Si è espresso male, ma voleva dire che voi tutti quando avviene un episodio del genere parlate di fascismo e lo associate alla nuova maggioranza politica nel nostro paese.

  26. mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:50

    Francesco con l’episodio della Reggiani per voi ha giustificato.
    Io aggiungo che per Abdoul 3 della molablogsfera hanno scritto un post. Per la Reggiani nessuno.

  27. mercoledì 24 settembre 2008 alle 10:56

    Mi sono preso del tempo.

    Francesco ha scritto:”La colpa DEVE essere attribuita alla nostra stanchezza di subire rapine in villa, alla stanchezza di vedere i nostri bambini rapiti da zingari che ne vendono i loro organi, alla stanchezza di subire rapine e di vederli ancora fuori a commettere reati”.

    Ha commesso un grandissimo errore scrivendo ciò perchè la magistratura (non io nè voi) ha dimostrato che non è un omicidio a sfondo razziale, conseguentemente Francesco sbaglia a fare questa valutazione

    Mi dispiace che tu, Nicola, abbia scritto: ‘Una cosa apprezzo del commento di Francesco Ungolo: instaurando un legame tra l’omicidio di una donna di origine italiana ad opera di un rom e quello di un ragazzo di origine africana ad opera di due italiani, ha smentito quanto fin qui si è detto sull’assenza di un’aggravante xenofoba nell’episodio di Milano’.
    Per caso riconosci a Francesco la verità ? Lo riconosci come un grande intellettuale? Un grande giornalista? Se Francesco dice che c’è un legame tra questi omicidi tu pensi che sia la verità? Pensi che il giudizio di Francesco sia superiore a quello della magistratura, della polizia, del Corriere, di Michele Brambilla?
    Oppure lo sfrutti perchè ti conviene sfruttarlo?

  28. mercoledì 24 settembre 2008 alle 11:26

    “Tutti voi” chi, Umberto?
    Io parlo solo a titolo personale e nella circostanza ho scritto semplicemente che quello del “razzista zotico e ignorante (magari pure con croce celtica al collo) cui a lungo siamo stati indotti a pensare” è un “cliché“, visto che “è il clima del Paese ad essere cambiato (ad essere stato cambiato: il complemento d’agente trovatelo voi)“.
    Tra i commentatori, coloro che non hanno svirgolato parlando d’altro hanno abbozzato analisi ora più sociologiche, ora più politiche. Nessuno ha comunque fatto qui il binomio fascismo-razzismo: perciò quando Francesco Ungolo lo ha richiamato, mi è sembrata una sorta di excusatio non petita. Prendo atto che lui non lo crede anche se, visto che non siamo ad un processo, ritengo che il buon Francesco non abbia bisogno di avvocati difensori che facciano l’esegesi di quello che ha dichiarato. Sia lui a spiegarsi meglio, se ritiene di essere stato frainteso.

    Così pure sulla matrice razzista dell’omicidio di Abdul: Francesco l’ha riscontrata (sempre che le parole abbiano ancora un significato), e l’ho riscontrata anch’io. Tu, Umberto, non sei d’accordo. Sul punto, la magistratura giudicante non si è ancora espressa e anche i “giornalisti famosi” sono spaccati: non capisco, Umberto, perché tu voglia togliere dignità alle cose che il giovane Ungolo sostiene.

    PS: visto che anche tu fai parte della MolaBlogosfera, sai che non c’è alcun comitato di redazione che coordini i temi dei post. Per quello che mi riguarda, l’episodio di Giovanna Reggiani risale ad un periodo in cui non ero neanche in Italia…

  29. mercoledì 24 settembre 2008 alle 11:36

    Non do dignità alle parole di Francesco, dico solo che le prime indagini hanno dimostrato che avete preso un grandissimo abbaglio.

    Difendo tutti a prescindere del colore politico.

    Giornalisti spaccati? Quali non la pensano come quelli del Corriere o come la magistratura? Quelli de ‘laRepubblica’ servi della strumentalizzazione politica del PD?

    C’è stata una rissa. Hanno accettato lo scontro. Avevano una mazza da baseball. Gli assassini avevano GIA’ precedenti penali. Non vi basta per non parlare di razzismo?

    Franko, alla tua domanda non ti rispondo sia perchè amo poco essere messo sotto giudizio sia perchè ‘mi leggi’ da più di un anno e sai come la penso.

  30. mercoledì 24 settembre 2008 alle 12:19

    Vabbè, non importa che tu non risponda alla mia domanda.
    Il fatto, tornando a noi, che possa o non possa essere il razzismo ad avere armato la mano dei picchiatori, non significa un bel nulla (a mio vedere) con le affermazioni di Francesco Ungolo e le sue correlazioni fra delitti così lontani fra loro.
    Affermazioni che hanno meritato più, sempre secondo me, le critiche di Nicola(bel) e mie, che non il tuo invito a essere clementi con lui, data la sua giovane età. E quindi forse, un po’ (ma solo un po’) importa che tu non abbia risposto alla mia domanda.

  31. mercoledì 24 settembre 2008 alle 12:30

    Franko, se un extrcomunitario commette un delitto contro un italiano, non penso minimamente che dieci extracomunitari debbano pagare per lui. Penso che debba pagare secondo i canoni della giustizia italiana.
    E’questo vale per l’extracomunitario e soprattutto per gli italiani che, da ospitanti, dovrebbero dare sicuramente un miglior esempio, cosa che non avviene assolutamente visti i continui fatti di cronaca.
    La giustizia “fai da te” non mi appartiene.

    Di certo, la società, soprattutto chi ci amministra, dovrebbe agire affinchè nessuno mai di noi pensi di sostituirsi alla giustizia. Di certo, per non fomentare maggiormente un odio che non è detto che ci sia, prima di sostenere che sia stato un episodio di razzismo bisogna accertarsi della vera dinamica dell’accaduto.
    Ma so cosa pensi in riferimento a questo episodio.

  32. Maurizio
    sabato 27 settembre 2008 alle 0:05

    Premessa: una notizia non è la realtà, ma solo una sua versione parziale, e su questo credo possiamo essere tutti d’accordo.

    Il fatto che per ogni notizia di reato commesso da un italiano ai danni di un immigrato ci si precipiti a cercare l’analogo viceversa, la dice lunga sul clima sociale del nostro Paese.

    Possiamo permetterci di mettere sulla bilancia crimini diversi, e di far pendere l’ago dove vogliamo? Possiamo davvero affermare che alcuni morti sono più importanti di altri, che fanno più notizia?

    Eppure, dando un’occhiata agli articoli sulla strage camorrista a Castel Volturno, sembra proprio che i nomi degli immigrati morti ammazzati non abbiano importanza:

    http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_18/far_west_caserta_morti_30dd5096-85c4-11dd-bcd5-00144f02aabc.shtml

    Magari quei nomi non sono tanto importanti, magari si saltano a piè pari durante la lettura, magari…
    Magari se un nome italiano fa notizia ed uno africano no, dovremmo iniziare seriamente a chiederci il perché.

  33. posturanismo
    sabato 27 settembre 2008 alle 20:59

    @ posturanismo, essere poco intelligente (lo dici tu e io comunque non ci credo) non ti autorizza a parlare come se tu abbia avuto 20 anni nel 1968. è solo questo che ti contesto. il mondo è già cattivo, cerchiamo di non renderlo peggiore utilizzando le parole di altri (o usando l’italiano in modo imbarazzante. in fondo l’italiano è una bella lingua. non come il tedesco, ma comunque parecchio).

    Cascade, con tutto il rispetto, credo che fino a quando non offendo qualcuno e fino al momento in cui le mie opinioni sono sempre espresse con educazione, non credo di avere bisogno di autorizzazioni ad esprimermi in tot modo rispetto a quello che magari si riterrebbe più, diciamo, comodo. Siamo nel blog di nicolabel, forse sarebbe il caso che sia lui a pormi dei limiti qualora io li scavalcassi. Io e te siamo ospiti graditi di nicolabel. Questo è l’inciso.
    Affondando il discorso posso tranquillamente dirti che non mi sento un nostalgico, non sono un sessantottino (sono figlio degli anni 80) e quello che io chiamo “società del disagio” non è altro che uno slogan ridondante che molti giornalisti hanno ripreso da infiniti manuali di psicologia sociale scritti a tal proposito.
    Non ti aggradano? Pazienza. E’ pur sempre la mia opinione. Contestala pure con un argomento differente dal mio, ma perfavore, risparmiami la lezioncina sull’italiano corretto perchè sinceramente, finora, nessuno mi ha mai ripreso (e ce ne sarebbero di persone che vorrebbero/potrebbero farlo) e questo lo devo alla mia maestra (unica) delle scuole elementari: santa in italiano, adultera in matematica.

    Ciao.

  34. domenica 28 settembre 2008 alle 12:50

    …non toccatemi Francesco Ungolo che ieri in via Salvemini n. 73 è quasi svenuto, la giustizia marxista esiste ancora 😀 🙂 😛

  35. Francesco Ungolo
    domenica 28 settembre 2008 alle 14:24

    C’è stato un grande fraintendimento da parte vostra: non intendevo collegare l’omicidio del ragazzo di colore, a quello della signora Reggiani a Roma.
    Intendevo collegare il fatto che si sia parlato di aggravante xenofoba all’omicidio di MIlano, nel senso che si tratta solo di un fatto isolato, infatti i due proprietari del bar avevano già avuto problemi con la giustizia in precedenza, quindi avrebbero potuto uccidere chiunque, anche se nessuno dice che anche i tre ragazzi di colore che erano insieme ad Abdul Guibre, erano armati di spranghe.
    Quanto al razzismo volevo dire che tale fenomeno, nel nostro paese si è acuito per il fatto che molti italiani, sono stanchi di sentir parlare e di subire tanti reati commessi dai clandestini.
    Quanto al carcere DURO la cosa è un mio parere personale, in quanto chi ci entra NON ci deve più voler tornare.

  36. Francesco Ungolo
    domenica 28 settembre 2008 alle 14:29

    Ad ogni modo vedo ancora tanto bigottismo da parte di chi ha voluto travisare le mie parole. Pur ammettendo di non avere un italiano impeccabile, credo che sia molto chiaro tutto quello che ho scritto.

    @Francesco Pietanza: non è colpa mia se il figlio di Aldo abbia scelto come locale quel postaccio, d’altronde tutti quelli che ci sono, per la maggior parte sono di destra come me, anzi abbiamo in programma di abbellire quel posto. 😀 🙂

  37. domenica 28 settembre 2008 alle 14:40

    …eh, basta che organizzate tornei alla PlayStation che devo venire io 😛

  38. Francesco Ungolo
    domenica 28 settembre 2008 alle 19:53

    Vieni pure, anzi fai come se stassi a casa tua 😀

  39. ghana82
    lunedì 29 settembre 2008 alle 1:46

    oh, ma chi è questo ”cascade”?? splendido, lo voto!! è l uomo nero della molablosfera?? ahaha!! si skerza eh..

  40. lunedì 29 settembre 2008 alle 9:17

    Maurizio, i neri uccisi a Castel Volturno non fanno notizia perchè sono vittime della camorra e nessuno può gridare al razzismo.

  41. lunedì 29 settembre 2008 alle 19:28

    Affondando il discorso posso tranquillamente dirti che non mi sento un nostalgico, non sono un sessantottino (sono figlio degli anni 80) e quello che io chiamo “società del disagio” non è altro che uno slogan ridondante che molti giornalisti hanno ripreso da infiniti manuali di psicologia sociale scritti a tal proposito.

    infatti, “affondando” il discorso diciamo la stessa cosa: usi uno slogan ridondante. era quello che ti rinfacciavo, peraltro cercando (male, evidentemente) di essere sufficientemente ironico. scusa, quindi, e amen. ognuno si tiene lo stile che crede (ma il mio è più migliore, sia ben chiaro).

    @ghana82: anche se particolarmente abbronzato, non sono in lista e non vivo a mola (purtroppo). vota reagan, se credi.

    in generale, comunque, io sto cercando (disperatamente, a questo punto) di capire cosa sia un omicidio a sfondo razziale. o meglio, di capire cosa non lo sia. perché per quanto mi riguarda, tanto la mattanza di camorra quanto l’omicidio di milano sono omicidi a sfondo razziale e generano a valle discussioni a sfondo razziale, come la nostra, peraltro (almeno, anche qui: per quanto mi riguarda).

  42. posturanismo
    martedì 30 settembre 2008 alle 22:23

    @ cascade: 🙂

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