Home > costume, cronaca, Italia, politica > Limiti di legge

Limiti di legge

martedì 16 dicembre 2008

Fatto: in una notte di pioggia, un ventenne con un’auto potente, percorrendo di notte a 60 km/h una strada buia all’estrema periferia di un comune brianzolo, investe un gruppo di persone causando un morto e una ventina di feriti. Dai controlli risulta che il conducente aveva bevuto grosso modo l’equivalente di un boccale di birra media doppio malto. Un tasso alcolemico (0,6 grammi per litro) che sino a maggio scorso era perfettamente lecito e che adesso, con i limiti portati a 0,5 grammi per litro, non lo è più.

L’onda emotiva di questo incidente, che probabilmente ha a che fare più con le cattive condizioni ambientali e l’imperizia alla guida che con lo stato di ebbrezza del conducente, ha dato il la alla richiesta di un ulteriore abbassamento delle soglie che consentono di mettersi alla guida nel rispetto della legge. Allo studio della commissione Trasporti della Camera vi sarebbe una proposta di legge per portare il limite consentito a 0,2 grammi per litro. Ossia, per un uomo di 70 kg, 27 cl di birra Heineken o Peroni (meno di una bottiglia piccola) o 9 cl di vino (una bottiglia divisa tra 8 persone). Sarei curioso di conoscere in che misura l’incidentalità cresca tra chi ha un tasso alcolemico dello 0,25% o dello 0,7% rispetto agli astemi assoluti: sono certo che l’estensore della proposta di legge abbia richiesto questi dati alla polizia stradale.

Non mi sento un alcolista, anzi in tutta onestà conosco poche persone che assumono bevande alcoliche più responsabilmente di me. Eppure, se questa legge fosse in vigore, ogni volta che ceno fuori casa rischierei la sospensione della patente per 6 mesi se incappassi in un controllo. Evento remoto, visto che nel 2007 le verifiche sono state così rare che ogni automobilista aveva la probabilità di essere sottoposto ad un alcoltest ogni 127 anni.

Detto in altri termini, e fatti salvi i casi di chi comunque non ha bisogno di una legge per contenere l’assunzione di alcolici, una norma di questa natura equiparerebbe chi accompagna un risotto o una pizza con un bicchiere di vino bianco o una spina media a chi invece non si ferma al quarto o quinto superalcolico, assunto magari a stomaco vuoto. Esattamente quello che serve perché, nell’attuale deserto dei controlli, venga meno proprio l’effetto deterrente che la legge dovrebbe assicurare.

Annunci
  1. martedì 16 dicembre 2008 alle 12:22

    Fermo restando il fatto che sono d’accordo su quanto dici a proposito del fatto che non si possono modificare i limiti di accettabilità su spinte emotive e che i controlli devono essere seri e soprattutto: numerosi, devo dirti che, secondo me l’unico valore incontrovertibile, l’unico limite, l’unica soglia massima per il tasso alcolimetrico nel sangue è zero.
    Se ne hai di più, non guidi più.

  2. martedì 16 dicembre 2008 alle 14:06

    Tasso alcolemico pari a zero significa non poter guidare a meno di due ore dall’aver mangiato un Mon Chéri.
    A mio avviso (ma posso sbagliarmi), a questo punto si dovrebbero prendere restrizioni anche per chi si mette alla guida durante la digestione o dopo aver assunto un’aspirina. E magari anche per chi ha lavorato troppo o dormito meno di 7 ore nelle ultime 24.

  3. martedì 16 dicembre 2008 alle 14:44

    …perfettamente d’accordo con nicolabel!

  4. martedì 16 dicembre 2008 alle 16:29

    Provo a tradurre il concetto: supponiamo che un padre di famiglia, cinquantenne e responsabile, sia invitato a cena con tutta la famiglia a casa della sua più cara zia, che festeggia il compleanno.
    Nonostante minacci pioggia e il figlio sia un po’ raffreddato, ci va a piedi: la moglie non guida e dopo le dieci di sera non ci sono mezzi pubblici per tornare a casa. Fare una lunga passeggiata è quindi l’unico modo per non rinunciare ad assaggiare il vino dello zio, alle cui insistenze sa di non riuscire a sottrarsi, quelle due volte all’anno che è ospite a casa sua.

    Nel corso della cena beve due bicchieri di primitivo (tanto è a piedi!), poi la zia insiste perché beva anche un goccio di limoncello fatto in casa (“Eh, quest’anno mi è venuto un po’ forte!”). Ma il padre di famiglia non si preoccupa troppo di bere quel mezzo bicchierino: tanto è a piedi! Si è fatto tardi (è passata la mezzanotte) e si torna a casa. A piedi, ovviamente.

    L’indomani mattina, però, è un giorno lavorativo, e il padre di famiglia va in ufficio in automobile. Alle 7.30 viene fermato da una pattuglia della stradale che lo sottopone all’alcoltest. Quale sarà l’esito?

    Facciamo due conti: due bicchieri di vino da 14° (ossia 25 cl) danno 35 grammi di alcool, un superalcolico da 65° (ossia 4 cl) ne dà altri 26. Il corpo umano mediamente riesce ad espellere 6,5 grammi di alcool per ora, e quindi a sette ore dalla conclusione della cena all’uomo ne restano in circolo 15,5 grammi. Considerando che pesa 75 kg, in base alle tabelle ministeriali il suo tasso alcolemico è di 0,23 grammi per litro. Oltre ad una multa salata, il padre di famiglia subisce perciò la sospensione della patente per sei mesi ed è segnalato d’ufficio al SERT, il servizio per le tossicodipendenze.

    Lo aveva detto la zia, che il limoncello le era venuto un po’ forte, quest’anno…

  5. martedì 16 dicembre 2008 alle 20:54

    il tasso alcolemico del giovane potrebbe essere stato controllato ore dopo.

    ci tengo comunque a precisare che sono perfettamente d’accordo con te. mi spaventa la durezza della legge quando resta sulla carta -cioè sempre, in italia.

    l’uso di un colluttorio per l’igiene orale va adesso limitato. chi si lava i denti non guidi.

  6. mercoledì 17 dicembre 2008 alle 7:46

    Provo anche io a tradurre il concetto.
    Facciamo che passo un periodo a Londra per una meritata vacanza. Il giovane Paul, simpatico operaio di Manchester, miinvita ad unirmia lui ad una festa. Accetto e mipreparo quando, stupito, vedo il taxi arrivare a prenderci.
    Paul, come mai non andiamocon la tua auto?
    Franco, io probabilmente devo bere, stasera.

  7. mercoledì 17 dicembre 2008 alle 8:49

    Più che abbassare i limiti dovrebbero aumentare i controlli senza variare i limiti.
    Sono 6 anni e mezzo che nel weekend frequento le discoteche e non sono mai stato fermato (sarei comunque risultato negativo in quanto bere in discoteca costo molto).
    E tutti noi sappiamo che mettersi alla guida stanchi dopo un’intera nottata, magari dopo aver anche bevuto super alcolici, è molto pericoloso.

  8. mercoledì 17 dicembre 2008 alle 10:15

    @Franko
    Salvo che per i minori di 21 anni, nel Regno Unito è consentito mettersi alla guida con tasso alcolemico fino a 0,8%, cioè quattro volte più alto di quello proposto in Italia.
    Con i controlli numerosi che ci sono in Inghilterra, il tuo amico operaio Paul (80 kg) che ti paga il taxi da Manchester a Londra (e che quindi forse beve molto proprio per dimenticare quale sarà lo stato del suo conto in banca dopo aver pagato il tassista) sa che berrà almeno 5 Heineken o un paio di pinte di stout, e quindi preferisce non rischiare il ritiro della patente. Diversamente, non avrebbe avuto la necessità di prendere il taxi.

    @Umberto
    Aumentare i controlli costa, abbassare i limiti rende.

  9. Mara
    mercoledì 17 dicembre 2008 alle 14:15

    “Caso serio, figliuolo; caso contemplato. Avete fatto bene a venir da me. E’ un caso chiaro, contemplato in cento gride, e… appunto, in una dell’anno scorso, dell’attuale signor governatore. Ora vi fo vedere, e toccar con mano”.
    Così dicendo, s’alzò dal suo seggiolone, e cacciò le mani in quel caos di carte, rimescolandole dal sotto in su, come se mettesse grano in uno staio.
    “Dov’è ora? Vien fuori, vien fuori. Bisogna aver tante cose alle mani! Ma la dev’esser qui sicuro, perché è una grida d’importanza. Ah! ecco, ecco”. La prese, la spiegò, guardò alla data, e, fatto un viso ancor più serio, esclamò: “il 15 d’ottobre 1627! Sicuro; è dell’anno passato: grida fresca; son quelle che fanno più paura”

    Riassumendo, son passati quasi 400 anni e non è cambiato un ca##o

  10. mercoledì 17 dicembre 2008 alle 16:05

    Se mia madre mangiasse un Mon Cheri, le girerebbe la testa prima ancora di allacciarsi le cinture di sicurezza.
    E Paul potrebbe bersi anche 10 Heinehen: guiderebbe sicuramente ancora meglio del 90% degli italiani sobri.

    Io resto del mio avviso: mettersi in auto deve prevedere un presupposto: zero* alcool nel sangue.
    Poi, potranno mettere i limiti a quanto si vuole. L’automobilista che ha falciato quella comitiva provocando un morto giorni fa aveva (parole dell’ufficiale dei carabinieri) il tasso di alcool nel sangue “di poco superiore alla norma”. Credo di avere letto 0,6 a fronte di un massimo consentito di 0,5. Nonostante ciò quasi tutti i TG gli hanno dato dell’ubriaco al volante. E certamente con quel tasso alcolico mia madre non avrebbe potuto nemmeno centrare la serratura per entare nell’auto.
    Per quello che mi riguarda quell’automobilista potrebbe avere perso il controllo dell’auto per avere risposto al cellulare o per provare a mettersi le cinture di sicurezza o magari stava pulendo col dorso della mano il parabrezza appannato.
    Quindi secondo me i criteri non devono essere soggettivi. E per fare questo l’unica via è ZERO. Altrimenti non guidi. ed il padre di famiglia cui tu fai riferimento la sera, nella riunione di famiglia, non beve. Oppure non guida e va a lavorare in treno. O con l’auto di un collega astemio.
    Basta fare i difensori della libertà nostra. Almeno non quando si potrebbe trattare della vita altrui.
    E questo è ciò che penso.
    PS – Paul? Paul prende il taxi perchè lì se guidi col tasso alcolimetrico alto vai in galera anche senza incidenti. Senza arrivare ai quantitativi delle tue supposizioni di quanto si sarebbe bevuto quella sera.

  11. mercoledì 17 dicembre 2008 alle 18:03

    1. Al di là del tipo di sanzione (carcere o multa) previsto in presenza di una violazione dei limiti di legge, se Paul non supera il tasso di 0,8 g/l la polizia inglese non può impedirgli di guidare: tutt’al più è lui a rinunciare volontariamente di farlo. Nonostante norme meno restrittive e una maggiore incidenza dell’alcolismo tra la popolazione, in Gran Bretagna le morti sulla strada sono molto meno frequenti che da noi (56 per milione di abitanti, contro i nostri 92). Segno che il problema non sta nelle soglie fissate.

    2. L’obiettivo della norma dovrebbe essere impedire la guida a soggetti che non abbiano la piena padronanza del mezzo e il controllo di se stessi. Abbiamo deciso di discutere solo degli effetti dell’alcool trascurando tutto il resto: bene. Tu affermi che tua madre e l’amico Paul reggono in modo diverso la stessa quantità di alcool (cosa, entro certi limiti, possibile). Solo che, anziché concludere che il criterio del tasso alcolemico individuato dalla legge è una proxy inefficace a misurare lo stato psicofisico dell’automobilista, concludi che è opportuno fissare la soglia alcolemica a zero. Mah.

    3. Gli etilometri in dotazione alle forze dell’ordine hanno una scala da 0,2 a 3 g/l e una sensibilità di 0,05 g/l: usarli per stabilire se se si supera il valore di 0,20 g/l è come avere una bilancia elettronica pesapersone che va di venti chili in venti chili e non può misurare valori sotto i gli 80 Kg.

    4. “Basta fare i difensori della libertà nostra. Almeno non quando si potrebbe trattare della vita altrui“. La frase è indubbiamente ad effetto, ma trovo ardito ricavarne implicazioni pratiche: dovremmo vietare la carne alla brace per evitare che qualcuno muoia a causa della diossina prodotta dalla combustione dei carboni?

  12. Daniele
    giovedì 18 dicembre 2008 alle 16:44

    Mi stupisco che discussioni intorno a certi temi si aprano solo quando si verifica una tragedia. E mi stupisco ancor più quando scopro che tra gli undici – undici! – commenti non ce n’è neppure uno che non faccia i conti e non si metta a dividere grammi o gradi per peso corporeo…
    Come ho già avuto modo di sostenere in un altro post pubblicato su uno dei blog della (vostra – me ne tengo sapientemente fuori) MolaBlogSfera, fare conti e conticini ogni qualvolta un pazzo travolge ignari passanti o pacifiche automobili sulla statale, non serve.
    Come pure non serve la tolleranza zero, o i controlli – che per quanto capillari non li beccheranno mai tutti quei criminali… Torno a sostenere che queste tragedie si verificano per un solo motivo. Oggi poche persone conoscono il valore della vita umana. Che sia la propria o quella degli altri. Chi si mette alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di vino in più, se ha coscienza del valore della vita, prima di accelerare pensa “caz** se non sto attento ammazzo qualcuno, o ammazzo me stesso!”. E, per favore, non prendetemi per uno di quei cattolici moralisti. Chi questa consapevolezza non la ha, si infila in macchina e pigia l’acceleratore a tavoletta. No, signori. Il problema non sono i decimali riportati nelle ordinate tabelle ministeriali plastificate. Il problema è davvero più serio e profondo… non sono i tassi di alcol da cambiare, ma la testa della gente…

  13. giovedì 18 dicembre 2008 alle 20:21

    Daniele, anzitutto benvenuto su questo blog e in generale nella MolaBlogoSfera, che non è un partito o un’associazione e anzi raccoglie sensibilità diversissime (sentiti perciò a casa tua, comunque la pensi) che si sforzano di confrontarsi sui temi più disparati, per lo più a partire dagli episodi offerti dall’attualità.

    E’ per questo che ti sembra che certi temi vengano affrontati solo in presenza di episodi specifici (e comunque non è poi sempre vero): personalmente, non credo che il valore della vita o il rispetto degli altri siano appannaggio esclusivo di una specifica area culturale, sia essa quella dei cattolici integralisti – come la chiami tu – o qualunque altra. Né credo che la visione del mondo di chi commenta debba determinare a priori la condivisione o l’opposizione a quello che ha scritto.

    Nel merito, sono d’accordo con te quando ritieni importante che alle prescrizioni di affianchi un lavoro più profondo sulla prevenzione, ma credo che non sia possibile fare affidamento solo sull’auspicio che “cambi la testa della gente“: compito delle istituzioni è anche quello di individuare delle norme di convivenza, nell’ambito della sicurezza stradale come in qualunque altro. Ed è per questo che ho ritenuto importante entrare nel merito dell’efficacia delle norme proposte, a costo di sembrare pedante con i numeri: a me queste norme sembrano inefficaci verso chi guida in stato di ebbrezza e inutilmente vessatorie verso chi si limita a modestissime quantità di alcool. Sostenere questo non significa sottovalutare l’importanza del resto.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: