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Un Paese sempre più in-credibile

lunedì 1 giugno 2009

L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un buffone sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al Parlamento Europeo. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana. L’attempato Dongiovanni può trovare divertente o anche temerario agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare apprezzamenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che quanto meno suscitano dei dubbi, cade la maschera del pagliaccio: minaccia i giornali e le televisioni che controlla, invoca la privacy, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente“. Così inizia l’editoriale pubblicato oggi dal misurato quotidiano britannico conservatore The Times, che osserva come “non sono solo gli elettori italiani che vogliono sapere cosa stia accadendo. Lo chiedono anche gli sconcertati alleati internazionali dell’Italia“.

Il quotidiano spagnolo progressista El Pais scrive invece che le rivelazioni sulla licenziosa vita privata del premier hanno “trasformato l’Italia in un manicomio, quantunque l’entourage di Berlusconi invochi niente di meno che il coinvolgimento della CIA” e riporta (come già pubblicato ieri non solo dall’Unità ma anche dal Corriere della Sera), che le foto sequestrate ritraggono uno stuolo di ragazze, alcune apparentemente minorenni, che seminude giocano tra loro sotto la doccia, si fanno palpeggiare da Berlusconi o intrattengono l’ex premier ceco Topolanek, anche lui immortalato “senza veli“.

Inevitabile quindi – osserva il Financial Times – che impedire la pubblicazione delle foto compromettenti sia stata in questi giorni la prima preoccupazione del premier italiano (definito pochi giorni fa “un esempio deleterio per tutti“), proprio mentre venivano diffusi i dati sulla portata della crisi in Italia (PIL a -5%, disoccupazione al 10%) e la FIAT stava conducendo, da sola, una difficile trattativa con il governo tedesco per l’acquisto della OPEL. Un’accusa pesante di incapacità a governare che accomuna la “voce” del capitalismo britannico a quanto pubblicato giorni addietro da Liberation, primo giornale della sinistra francese.

Non sono voci isolate: oltreoceano, il New York Times nel commentare il Noemigate ha descritto questa Italia come avviata ad una decadenza che ricorda quella dell’impero romano descritta nel Satyricon di Fellini, mentre il settimanale Time commenta triste “Benvenuti in Berlusconistan“, accomunando così il Belpaese ad una qualunque delle satrapie ex-sovietiche, nella quale “il maestro dei manipolatori” controlla il consenso interno e opera al di fuori della legge e della credibilità internazionale.

Il punto è proprio questo: la credibilità internazionale dell’Italia, nelle redazioni dei giornali come nelle cancellerie, non è mai stata così bassa come con l’attuale governo, e il premier – che nell’esposto alla procura per il sequestro delle foto ha dichiarato lui stesso di essere ricattabile – non è adatto a rappresentarla.

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  1. lunedì 1 giugno 2009 alle 19:22

    Il bello è che, come giustamente dice Paolo Ferrero, il dibattito politico si è concentrato principalmente su “mignottopoli” quando invece il “premier” sarebbe subito de-santificato su ogni aspetto dei provvedimenti presi dal governo in materia di crisi, immigrazione e diritti sociali dei lavoratori (se ci fosse un’opposizione degna di questo nome e se non ci fossero un branco di incapaci pronti a seguire il premier nei suoi continui giochi d’artificio per non far parlare l’opinione pubblica dei provvedimenti vergognosi votati dalla maggioranza).

    Il PD fà pienamente il suo gioco e l’Idv ha capito che urlando contro il berlusconismo ottiene i consensi di chi si definisce di sinistra e aspetta il Messia.

    Insomma, una politica destinata ad andare a putt***?

  2. lunedì 1 giugno 2009 alle 21:19

    fa addirittura comodo al papi-ciula che si parli di mignottopoli anzichè dei veri problemi dell’italia come giustamente dice posturanismo. Il pidduista del consiglio la butta sul vittimismo, mentre lui incriminato in più processi che tutti quelli che hanno tutti gli altri italiani, continua a fare gli stracaxxacci suoi a tutti i livelli! Privacy o no privacy qui ci troviamo davanti ad un delinquente che anche a detta della moglie è pedofilo oltretutto…. a me urta la credibilità della nostra nazione a livello internazionale, ma urta ancor di più che sto puffo al viagra debba prendermi quotidianamente in giro …oltre a mandarci tutti allo sfacello a livello politico ed economico!!!
    e mi urta che un Paese che normalmente è bizzoco e bacchettone perdoni tutto a sto pagliaccio pervertito aspirante duce. Non è una questione politica, credo che chi volesse votare o a maggior ragione candidarsi a destra debba esigere la ancellazione di questo elemento…. ma purtroppo la dignità non vale una poltrona…..

  3. martedì 2 giugno 2009 alle 8:54

    Martedì 2 Giugno – Festa della Repubblica:
    “LA PORNOGRAFIA DEL POTERE”
    ore 19,30 – Sala Consiliare Mola di Bari
    incontro con Giovanni IMPASTATO e Pasquale VOZA

    Oggi cercheremo di parlare del “pornopotere”, di questa nuova dimensione del Potere che stiamo subendo.

  4. Frisbee
    martedì 2 giugno 2009 alle 12:04

    La stampa internazionale è “insufflata” dalla sinistra…. così ha detto Berlusconi a commento.

    Ma la cosa più incredibile del Berlusca è l’aver detto che il programma politico della sinistra è modellato su Novella 2000….

    Certo che detto dal mago del reality fa veramente un certo effetto… Ormai è difficile distinguere la realtà dalla fantasia.

    Temo che un giorno ci sveglieremo e scopriremo di aver vissuto per anni in un gigantesco, immenso “Truman Show”…

  1. giovedì 4 giugno 2009 alle 1:05
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