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Archive for the ‘università & ricerca’ Category

Il suggeritore

giovedì 23 ottobre 2008 13 commenti

In un’intervista pubblicata oggi sul Quotidiano Nazionale, il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga così suggerisce di gestire la protesta della scuola e dell’università in Italia:

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’Interno […]. Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.».
Anche i docenti?
«Sopratutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Nota. Il testo dell’intervista è quello apparso sul giornale In molti siti, e per qualche ora anche su questo blog, è stata ripresa la versione originaria tuttora presente qui e diffusa, in modo sintetico, in una nota di agenzia della prima mattina. Secondo quella versione, Cossiga suggeriva di “massacrare senza pietà” i manifestanti, picchiandoli “a sangue“. Probabilmente, rileggendo la bozza dell’intervista prima che venisse pubblicata a stampa, il presidente emerito si è reso conto che i toni erano eccessivi: le emorragie, come è noto, imbrattano l’asfalto.

Lo stato della Polizia

mercoledì 22 ottobre 2008 4 commenti

No, il titolo non si riferisce al fatto che le cariche delle forze dell’ordine sono l’unica risposta che il governo di questo disgraziato Paese offre al disagio di un mondo universitario che si vede ridurre del 93% le risorse per il turnover dei docenti, e che per sovrappiù è scippato della piena disponibilità propri fondi di ricerca e funzionamento ordinario per salvare Alitalia e le banche: su questo blog ho sempre cercato di fare considerazioni originali, senza replicare ciò che è sotto gli occhi di tutti, come mostra l’invito dell’influente Renato Farina, giornalista, parlamentare e confidente dei servizi segreti, a dare “calci nelle parti molli” (leggasi: milza, stomaci e testicoli) ai manifestanti.

Il titolo si riferisce infatti allo stato della polizia nel Casertano, la provincia più martoriata dalla camorra: secondo quanto dichiarato dal segretario provinciale del SIULP (sindacato di Polizia), per effetto dei tagli al personale e ai bilanci delle forze dell’ordine decretati da questo governo tutore dell’ordine e della sicurezza, per garantire quell’ordine e quella sicurezza la questura (che ha competenze su tutta la provincia) dispone ora di una sola volante per turno.

Dietro la crosta della propaganda, non ci si poteva aspettare di più nella lotta alla criminalità da un governo che non invita il sottosegretario Nicola Cosentino a dimettersi dopo che per cinque volte il suo nome emerge nelle indagini come referente politico del clan dei Casalesi.

Pizza indigeribile

martedì 13 maggio 2008 9 commenti

Uno passa la mattinata a sentire una docente del MIT di Boston spiegare come l’innovazione territoriale passi attraverso la sinergia tra università, imprese e istituzioni pubbliche.

Poi si connette a Internet e scopre che sottosegretario alla Ricerca Scientifica e Tecnologica è stato nominato Giuseppe Pizza.

Se ne parla (male) anche qui.

L’ononevole Carlucci e l’antimateria grigia

domenica 9 marzo 2008 10 commenti

L’Italia è un posto bellissimo. Penso sia l’unico Paese i cui politici ed ex soubrettes si occupano di fisica teorica.

Accade che Luciano Maiani, già direttore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del CERN di Ginevra, venga nominato presidente del CNR. Incidentalmente, si tratta dello stesso Maiani che qualche mese prima della nomina aveva contestato l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’università la Sapienza.

Quello che segue non è scienza: è fantascienza. Il deputato di Forza Italia Gabriella Carlucci, già conduttrice di Buona Domenica, contrasta la scelta contestando le doti manageriali e la competenza scientifica dello stesso Maiani, colpevole – secondo lei – di non aver vinto “neanche un premio Nobel”. Benché i documenti citati dalla Carlucci (che non ha mai vinto neanche un Telegatto) si siano presto rivelati dei falsi grossolani, tutto sarebbe rimasto una delle solite, banali, pretestuose polemiche politiche alle quali l’Italia si è ormai assuefatta. Se non che il premio Nobel Sheldon Glashow è intervenuto per lettera a difendere Maiani elogiandone “l’eccezionale statura scientifica” e chiarire alla conduttrice di Rete4 che “è compito degli scienziati elaborare teorie, non perché queste siano vere ma perché potrebbero essere tali. Se si trattengono dalla pubblicazione delle loro speculazioni per paura che esse non possano essere vere, non ci sarebbe progresso nella scienza. Perfino i nostri più grandi eroi, Galileo, Newton ed Einstein, hanno pubblicato speculazioni che si sono poi rivelate abbastanza sbagliate. Posso fornirla di citazioni, se lei desidera controllare le loro competenze scientifiche“.

In un Paese normale, la faccenda si sarebbe chiusa qui, con questa colossale figura di sterco da parte dell’incauta Carlucci. Invece, non appagata, la deputata pugliese replica a Glashow, lo accusa di essere un bugiardo, chiama in ballo altri eminenti fisici che non tardano a smentirla: tra tutti, lo spagnolo Alvaro de Rujula che sintetizza l’opinione che della penosa vicenda si sono fatte le comunità scientifiche di tutto il mondo: Che hanno fatto gli italiani per meritarsi tutto questo? Non credo che si tratti di una punizione biblica, anche se lo sembra”.

Ormai l’autolesionismo di Gabriella è incontenibile: sul suo blog, non paga di centinaia di commenti negativi, persevera nel gioco pericoloso delle repliche. Nonostante le lacune in materia di fisica e gli errori logici, grammaticali e di traduzione dall’inglese (meno ovvi, dato che la Carlucci si dice laureata in lettere e lingue straniere), quello che colpisce di più è che questa penosa performance non metterà certo fine alla carriera politica della “showgirl che sparla di fisica“.

Del resto, il capopopolo della Libertà solo pochi giorni addietro ha esposto la sua illuminante teoria del peone: in Parlamento servono trenta persone preparate. Gli altri devono essere solo operai ubbidienti.

Edit del 10 marzo: Gabriella Carlucci è stata ufficialmente candidata in Puglia dal Popolo della Libertà.

Analfabeti con laurea

domenica 10 febbraio 2008 8 commenti

Non lascia indifferenti l’articolo di Michele Smargiassi apparso su su Repubblica qualche giorno fa a proposito dell’ormai dilagante analfabetismo tra i laureati italiani. L’uso che il giornalista fa del termine analfabetismo forse è improprio, ma come definire le persone che, seppur dotate di titolo di studio universitario, stentano a comprendere un testo di media difficoltà o non sono in grado di esprimersi per iscritto in modo chiaro e senza errori grammaticali? E pensare che molti di essi svolgono professioni dove la padronanza della parola scritta è essenziale in sé (insegnanti e giuristi in primis) o comunque per garantire il necessario aggiornamento delle competenze (medici, ingegneri, esperti in tecnologie).

Purtroppo la notizia non mi stupisce – della preoccupante debolezza linguistica di molti studenti universitari mi capita di fare periodicamente esperienza – né sottovaluto le conseguenze a lungo termine di un tale impoverimento culturale sullo sviluppo economico e sociale.

Non solo a me, lascia perplesso, però, la motivazione addotta da Franco Fabbroni, preside della facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, che attribuisce le carenze linguistiche dei laureati all’uso di PowerPoint nelle aule universitarie. Di sicuro molti di coloro che usano PowerPoint lo fanno male, ma il problema – ancora una volta – sta nella pochezza dell’oratore, non nello strumento usato. La tesi di Fabbroni sembra invece animata da una specie di intempestivo luddismo. E a me i luddisti moderni sembrano persone incapaci di leggere la complessità del reale, proprio come quelli che faticano a far funzionare un frullatore perché aprono il manuale d’uso per guardare le figure senza leggere le istruzioni.

Benedetto e la sapienza

martedì 15 gennaio 2008 66 commenti

L’appello, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pagina dei giornali: papa Benedetto XVI non tenga il discorso inaugurale all’apertura del nuovo anno accademico dell’università La Sapienza di Roma, perché, secondo le parole degli estensori del documento, questo «evento incongruo», questa «sconcertante iniziativa», stride con l’autonomia del sapere rivendicato dall’accademia sin dai tempi di Cartesio e conseguito faticosamente già nel Settecento. Tanto più che l’allora cardinal Ratzinger in un discorso del 1990 ha mostrato di condividere la posizione del filosofo Feyerabend, secondo il quale la condanna a Galileo fu «razionale e giusta, e solo l’opportunità politica ne può legittimare la revisione».

Ritengo intempestiva la richiesta dei docenti, formulata a pochi giorni dall’evento e perciò destinata a sicuro insuccesso. Ed è facile il gioco di chi giudica pretestuoso contestare la liceità dell’intervento del pontefice all’inaugurazione dell’anno accademico richiamando il processo a Galileo, avvenuto quattro secoli fa. Ben più efficace per i professori sarebbe stato invece ricordare le parole dell’enciclica Spe salvi, pubblicata da Benedetto XVI solo poche settimane fa, laddove scrive: «la ragione ha bisogno della fede per arrivare ad essere totalmente se stessa».

E se da un lato la comunità scientifica non può ritrarsi dall’ascoltare le posizioni del Papa senza entrare in contraddizione con l’apertura propria del metodo scientifico e a-dogmatico che pure vuole difendere, dall’altro è paradossale ritenere l’appello dei docenti una forma di censura verso le posizioni cattoliche. Non esiste libertà di parola se essa non si accompagna alla libertà di dissenso, e chi nega agli altri la seconda non può invocare per sé la prima.

Chiediamo perciò al Papa di manifestare la forza delle tesi che sostiene, imitando l’atteggiamento del premier iraniano Ahmadinejad il quale, invitato alla Columbia University lo scorso settembre, non solo ebbe la possibilità di esprimere le proprie idee ma anche il coraggio di non sottrarsi da un accesissimo dibattito con docenti e studenti di quella università.

Del resto se Paolo di Tarso all’areopago non rinunciò al dialogo con i filosofi pagani, non si capisce perché Benedetto XVI debba sentirsi in diritto di esimersi da ogni contraddittorio.

Edit: tra i molti interventi in merito alla vicenda, segnalo alcuni blog più e meno famosi.

Eni 30%. Poliba no

martedì 3 luglio 2007 5 commenti

Bravo Scaroni!

Da noi invece il risparmio energetico si fa spegnendo l’aria condizionata dalle 13 alle 16… Posto che vige l’orario continuato, possibile che nessuno sappia che il costo energetico per raffreddare un ambiente bollente non è inferiore a quello necessario a tenere fresco per tre ore un ambiente già fresco? Accendere alle 10 anziché alle 7.30 no, eh?

Ecco perché il pomeriggio torno a lavorare a casa. Potenza del telelavoro…