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Posts Tagged ‘crisi di governo’

Crisi al buio

venerdì 25 gennaio 2008 9 commenti

L’onore delle armi concesso da Bonaiuti a Prodi dopo mesi di contumelie e lamentazioni, è sintomo che con il voto di oggi non il governo del Professore, ma forse l’intera seconda Repubblica si avvia ad un mesto tramonto.

Al voto, al voto!” gridano Diliberto e Fini, “al voto, al voto!” minacciava Prodi con le ultime cartucce dialettiche, “al voto, o la rivoluzione!” esagerava Bossi ritornato ai bei tempi dei trecentomila valligiani armati pronti a marciare su Roma. Ma se pure fosse vero, stavolta a Roma i valligiani non troverebbero quasi nulla. Lo spettacolo odierno del Senato, tra convalescenti e centenari, sputi, corna e svenimenti, male parole e crisi di governo motivate declamando una poesiola da Smemoranda, non è stato esattamente quello che gli italiani si aspettano dalla politica.

Trackback: Italian political crisis explained to strangers

Una politica che all’endemica incapacità di dare risposte ai cittadini rischia stavolta di aggiungere anche quella di non essere in grado di dare a se stessa gli strumenti per sopravvivere. Con la caduta del governo Prodi II, infatti, si apre una crisi al buio come non ve n’erano dal 1994. Con la differenza che allora andare subito al voto – come Berlusconi chiese invano a Scalfaro – costituiva un’alternativa praticabile, perché in grado di fornire una solida maggioranza parlamentare. Stavolta, invece, stando ai diversi istituti demoscopici di cui dà conto Il Sole-24 Ore, la situazione è molto diversa: nonostante i sondaggi prospettano un abissale vantaggio in favore del centrodestra (pochi giorni fa stimato del 10-12%: nel 2001 la CdL prevalse del 3-5%), il particolare meccanismo elettorale sfornerebbe un Senato nel quale la maggioranza rischia di non superare la decina di seggi di vantaggio. Troppo pochi, in uno scenario politico frammentatissimo, per garantire una lunga sopravvivenza.

Quale soluzione allora? Delle tante formule invocate in situazioni analoghe – governo tecnico, balneare, delle larghe intese, di solidarietà nazionale – forse l’unica praticabile è un governo del Presidente: l’incarico ad una figura senza alcuna ambizione di durare oltre il raggiungimento di pochi, precisi obiettivi, forse solo una legge elettorale che assicuri maggiore stabilità di governo. Stavolta i margini per la riuscita sono strettissimi. Il clima di dialogo parlamentare è stato inasprito dagli ultimi eventi e, venuta meno l’ipotesi di un reincarico a Prodi, poche sono le figure in grado di risultare gradite ad entrambe le coalizioni: il presidente del Senato Franco Marini? Giuliano Amato, di solido orientamento riformista ma già candidato al Quirinale dalla Casa delle Libertà? O forse Gianni Letta, troppo vicino a Berlusconi perché il Cavaliere possa dire di no?

(grazie a Libero Blog per aver citato questo post)
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Mastella condanna il governo a cadere

martedì 22 gennaio 2008 12 commenti

Lamberto Dini: “Inaccettabile prevaricazione!”