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Posts Tagged ‘ONU’

Tortura? In Italia non sarà reato

venerdì 11 giugno 2010 1 commento

Il governo italiano ha respinto l’invito del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU a introdurre nel Codice Penale del reato di tortura e ha rimandato la ratifica del relativo protocollo, sottoscritto dall’Italia nel 2003. Esso faceva seguito alla Convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti del 1984. Il divieto di tortura è presente anche nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo del 1949 e in numerosi altri trattati internazionali.

Secondo l’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, che ha espresso la posizione del governo, l’introduzione esplicita del reato di tortura è superflua perché le sanzioni previste nel nostro ordinamento “sono sufficienti”.

Il XIV Rapporto Ufficiale (2004) del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, istituito nel 1987 in seno al Consiglio d’Europa, afferma che:

La credibilità del divieto della tortura e di altre forme di maltrattamento viene compromessa ogni qualvolta i pubblici ufficiali responsabili di tali reati non sono chiamati a rispondere dei propri atti. Se non viene intrapresa un’azione tempestiva ed efficace non appena si riscontrano  delle indicazioni di maltrattamenti, tutti coloro che sono propensi a maltrattare le persone private di libertà arriveranno rapidamente alla conclusione, a ragione, che possono farlo in assoluta impunità. […] Non adottando provvedimenti efficaci, tutti gli interessati – i colleghi, i superiori, le autorità incaricate dell’inchiesta – contribuiscono in definitiva alla disgregazione di quei valori che costituiscono la base stessa di una società democratica.

Poche settimane fa, il ministro dell’Interno Maroni e il sottosegretario Mantovano hanno commentato le condanne in secondo grado di alcuni funzionari di polizia per le violenze commesse nella scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001, dichiarando che essi «hanno e continueranno ad avere la piena fiducia» del Viminale e dunque «rimarranno al loro posto».

Tragedia e farsa

martedì 12 maggio 2009 3 commenti

La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia la seconda come farsa“, scriveva (più o meno) il vecchio Carlo Marx, di cui si ignora la parentela con Groucho. Sbagliato: talvolta tragedia e farsa si palesano contemporaneamente.

E così, nel giorno in cui l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, con il beneplacito del Segretario Generale Ban-Ki Moon, accusa formalmente il governo italiano di violare la Convenzione ONU del 1951 che vieta la pratica del respingimento dei profughi, vengo a conoscenza della costituzione del Comitato della Libertà che propone la candidatura di Berlusconi al premio Nobel per la Pace, “per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale“.

Grazie a Phonkmeister per la seconda notizia. La prima, invece, si trova su tutti i giornali (tranne il Sole-24 Ore diretto dal corrosivo Gianni Riotta, che in homepage parla di Berlusconi solo in relazione alla panchina del Milan).

Fides aut Ratio, ovvero Valori non negoziabili

mercoledì 3 dicembre 2008 4 commenti

Proprio alla vigilia della Giornata Mondiale per la Disabilità, che si celebra oggi, la Santa Sede ha ribadito il rifiuto di ratificare la Convenzione sui diritti delle persone disabili delle Nazioni Unite perché agli art. 23 e 25 riconosce ai disabili parità di condizioni con gli altri cittadini nello sposarsi e “decidere liberamente e responsabilmente il numero di figli e il loro distanziamento temporale“, e nell’accedere a tutti i sanitari di assistenza e informazione sanitaria, incluso l’ambito sessuale. Secondo quanto la stravagante diplomazia vaticana afferma, la parità dei disabili con gli altri cittadini in questi campi significa che nei Paesi in cui sono ammessi l’aborto o i programmi di pianificazione familiare, la convenzione allargherebbe a nuove categorie di soggetti la possibilità di accedervi. E, si sa, la vita è un valore non negoziabile.

Valore non negoziabile è anche quello della famiglia, e per difendere quest’istituto la stessa Santa Sede ha deciso di non sottoscrivere la proposta che l’Unione Europea presenterà all’ONU allo scopo di depenalizzare ovunque l’omosessualità (che è reato in 90 Paesi, e in 22 addirittura punibile con la morte). In questo caso la motivazione ufficiale è ancora più astrusa: depenalizzare il reato per eliminare la discriminazione nei confronti delle minoranze di genere significa creare “nuove ed implacabili discriminazioni” nei confronti dei Paesi che non riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso. Come a dire: depenalizzare il consumo di alcool significa discriminare i Paesi in cui agli ubriachi non è permesso guidare gli autobus. O, se si preferisce, opporsi alla lapidazione delle adultere significa essere a favore dell’adulterio. Una follia logica, se non un consapevole primitivismo ideologico. Con buona pace dei troppi discorsi sulla razionalità della fede cristiana nei confronti dell’Islam, si assiste così all’ennesima alleanza tra fondamentalisti islamici e Vaticano, che preferisce coprirne i “crimini contro la vita” piuttosto che condividere il criterio tolleranza propugnato da quello stesso Occidente che si vuol far credere emanazione diretta del pensiero cristiano.

Di fronte a posizioni del genere si potrebbe scegliere il silenzio, evitando di fare da cassa di risonanza  ad affermazioni indifendibili, oppure commentare come ha fatto ieri il teologo Vito Mancuso secondo cui, si resta “davvero raggelati da un papato che ci attendevamo arcigno, antiquato, fedele alla peggiore tradizione preconciliare” ma che ora, mettendosi “pubblicamente allo stesso livello […] delle peggiori dittature” ha scelto la “strada senza ritorno” della “pura pratica di potere, conservazione di una eretica storia di dominio sulle terre, invece che di guida spirituale delle anime”: non è quindi un problema di volta in volta dei disabili, o degli omosessuali, o prima ancora delle persone in stato vegetativo, o delle coppie sterili, o dei malati di AIDS. E’ un problema che tocca chiunque viva in luoghi in cui la Chiesa pretende di dettare la linea alla politica.

Personalmente, prima di giungere a conclusioni troppo dure, attendo le mosse che di sicuro arriveranno presto da Oltretevere sul terzo valore non negoziabile, dopo vita e famiglia: la libertà di educazione dei figli. A quando la rinuncia unilaterale ai benefici per le scuole cattoliche, magari perché è negata loro la possibilità di dire che Darwin si è inventato tutto?

Update del 5 dicembre. Sono (quasi) un genio: la Conferenza Episcopale Italiana è intervenuta oggi sul terzo valore non negoziabile, ma per minacciare il governo italiano che ha tagliato i fondi (anche) per le scuole cattoliche. Il governo ha già promesso il ripristino dei fondi.

No alla pena di morte

martedì 18 dicembre 2007 2 commenti

Con 104 voti a favore e solo 54 contrari, l’assemblea generale dell’ONU ha approvato la moratoria contro le esecuzioni capitali. Il documento, sebbene non vincolante, esorta gli stati dove ancora esiste l’omicidio di stato (ad oggi, 51) a sospendere le esecuzioni e ridurre le fattispecie di reato per le quali sono previste. D’ora in poi sarà difficile per tutti, da Pechino alla Nigeria, da Teheran alla Casa Bianca, poter comminare ancora la pena di morte e rivestire agli occhi dell’opinione pubblica internazionale il ruolo di interlocutori affidabili e tutori dell’ordine mondiale.

E’ una vittoria della tenacia per la politica estera italiana che da tredici anni e sotto tutti i governi ha lavorato a questo risultato. Massimo D’Alema, che a questo non facile obiettivo ha scelto di legare la propria azione da Ministro degli Esteri, stavolta ce l’ha fatta.

Speriamo solo che il valzer delle dichiarazioni dei politici che riempirà i TG di stasera non diventi la solita burletta.