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L’ossessione per il denaro

sabato 9 giugno 2007

Paris Hilton, i costi della politica, il gioco d’azzardo. In questi giorni la discussione, sui grandi quotidiani e tra i blogger molesi, sembra avvitarsi attorno al tema della ricchezza: ostentata, carpita, agognata. Ma perché?
Proprio giovedì scorso è apparso su Repubblica un drammatico, meraviglioso articolo dell’ottimo Marco Lodoli, scrittore e professore in un istituto professionale della periferia di Roma, emblema di quella scuola “che traballa sul bordo della città, quella dove i ragazzi ormai fanno fatica anche e leggere e a scrivere e far di conto”. Ma inaspettatamente anche in quelle marginalità, tra quelle pareti scrostate può palesarsi “un’aula di filosofia teoretica” e una Jessica tra tante spiegare perché i soldi sono così decisivi:

«Perché i soldi sono il contrario della realtà. Non è vero che i soldi permettono di avere più fette della torta, questa torta è marcia e nessuno la desidera. Più sei ricco, più puoi rimanere fuori dal mondo. Meglio ancora: puoi abitare in un mondo a parte, tutto fantastico, tutto inventato e invulnerabile». Il contrario della realtà, e cioè? «E’ semplice, le faccio l’esempio della mia famiglia. Mio padre guadagna mille e cento euro al mese. Ne paga seicento di affitto per la casa in cui viviamo, uno schifo di casa. Per andare avanti ha dovuto chiedere prestiti alle finanziarie, alla banca, agli amici. Ora deve lavorare notte e giorno, spezzarsi la schiena per mantenerci, dormire poco e preoccupato. […] Mio padre ha obbedito alla realtà, perché non poteva fare altrimenti, perché è un poveraccio. Ma se avesse potuto sarebbe fuggito anche lui, e un po’ ci prova ancora. La domenica va in chiesa, prega Dio, s’inventa per due ore un cinema marziano e ci si ripara dentro. Oppure guarda la televisione fino a stordirsi, quando può. […] Chi è carico di soldi può fregarsene di tutto. Per questo piacciono tanto a noi ragazzi, non l’ha capito? Perché noi non vogliamo più scendere a patti con le cose reali, vogliamo vivere il più possibile dentro una bella finzione, come quelli che recitano a teatro. Che dovremmo fare, altrimenti? Lottare per cinquanta euro in più, sbatterci nella politica per avere un’altra briciola di pane secco? Per carità. I soldi sono esattamente uguali ai sogni, ma durano di più e portano più lontano. Lo so, noi che abitiamo in periferia, che siamo figli di disgraziati, tanti soldi non ne avremo mai. Però finché ho diciassette anni ci voglio sperare. Voglio augurarmi tutto il bene possibile. E tutto il bene possibile è stare fuori dalla realtà, fuori dallo schifo, dalle guerre, dalla miseria, dalla sconfitta. I soldi sono come Dio e come l’arte, anche meglio. Portano in fretta altrove. E io voglio stare lassù, felice e indifferente».

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  1. sabato 9 giugno 2007 alle 22:09

    uno dei più abusati detti è quello che afferma che “i soldi non fanno la felicità”.
    A leggere il discorso di questa ragazza, un ragionamento dalla logica ineccepibile, si potrebbe aggiungere che i soldi la creano, la felicità.
    Ho l’impressione che non mancheranno e non tarderanno molti post di coloro i quali inizieranno a dire che: “Ai tempi miei … quando io ero ragazzo … l’impegno civile … invece oggi … i ragazzi di oggi … noi i giochi ce li creavamo, oggi vivono con la playstation … i ragazzi oggi sono solo buoni a “posare” … “.
    Qualcuno, in vena di regalare un po’ di ottimismo a saldi, “concederà” alle nuove generazioni una modesta percentuale di ragazzi romantici; come dire: quelli che somigliano a me quando ero giovane, quelli sono in gamba, sono il futuro. Viene da pensare che siano, invece, il passato.
    Mi domando: ci sarà pure qualcuno che, come “educatore”, a furia di guardarsi allo specchio del tempo, avrà sbagliato tutto, reo di avere cresciuto una generazione dalla logica di ferro ed il cuore di ghiaccio.
    Ci sarà pure qualcuno che dovrà iniziare a smettere di ricordare i bei tempi andati e darsi del fallito.
    Ci sarà pure qualcuno che dovrà rispondere di avere messo il cartellino del prezzo ai sogni dei ragazzi.

  2. domenica 10 giugno 2007 alle 8:29

    …condivido l’articolo. Condivido anche il post di Franko.
    Così mi viene in mente il mio primo salvadanaio, regalatomi da mia Zia ormai qualche Vita fa. Sul salvadanaio c’erano personaggi come Zio Paperone, Pluto ecc… e poi una frase (che non dimenticherò mai): i soldi non fanno la felicità, ma l’aiutano molto.

  3. Matilde
    domenica 10 giugno 2007 alle 10:26

    Francesco, al mio pais si dice: “El dinero no es todo en la vida, pero sirve para todo”.

  4. domenica 10 giugno 2007 alle 16:16

    …purtroppo è così Matilde. Per quanto possa essere criticabile (il denaro) e per quanto ci si possa sforzare di trovare stili e modelli di Vita che non lo mettano “al centro”… alla fine è sempre importante.
    E’ importante per il lavoratore precario che prende 800 euro al mese e se riesce ad andare una volta in Pizzeria deve prendere necessariamente una Pizza Margherita perchè le altre costano troppo…
    Ed è importante anche perchè, a dire che non è importante, sono quelle persone che non hanno problemi di reddito 🙂

  5. Frisbee
    domenica 10 giugno 2007 alle 17:34

    Già, el dinero….. è da quando gli uomini hanno superato il baratto che ci si ammazza per el dinero o per il potere… che poi è quello che più facilmente ti porta el dinero….

    Caro Franko, non ti deluderò: ti aspettavi un po’ di luoghi comuni, ed eccoti servito.

    Infatti, devo dirti che non tutti i giovani sono così. Ci sono ancora tanti e tanti giovani che hanno il dovuto rispetto per il danaro guadagnato onestamente e che ancora vedono il danaro come un mezzo e non come un fine.

    Molte volte, dipende da quali valori si riesce a trasmettere ai giovani (uhmmm…. starai godendo come un pazzo a questo ulteriore mio luogo comune…. però è la verità….).

    Quanto al futuro… mah… e chi può dire…. l’importante è avere la coscienza a posto: “Fai quel che devi accada quel che può”.

    Ehhhh…. penso che a questo punto l’orgia di luoghi comuni ti avrà scatenato una libidine incontenibile…..

    Buon divertimento….

  6. posturanismo
    lunedì 11 giugno 2007 alle 13:49

    Leggendo le parole della ragazza mi è venuto un profondo sentimento di rabbia. Soprattutto poi quando fa capire che “se sei nato povero, morirai povero”…è quasi un cedimento alla morte delle speranze…ma può una ragazza di 17 anni perdere le speranze? Perchè toglierle il sogno e la possibilità di un riscatto sociale? Perchè continuano ad ammazzarci in questo modo? C’è gente che sogna un lavoro, una realizzazione personale da dare a se stessi ma soprattutto ai propri genitori che aspettano di vederti spiccare il volo orgogliosamente…Ed hanno ucciso anche queste speranze! Il sogno di un lavoro gratificante….diritto dell’uomo che sogna di essere semplicemente Libero. Quanto capisco quella ragazza…spero diventi molto forte.

  7. Giovanni
    venerdì 13 febbraio 2009 alle 18:39

    Ciao a tutti, sono un ragazzo di 19 anni e sono ossessionato da qualche anno dal denaro, desidero avere il più possibile come avete detto voi per evadere da una realtà che non mi piace. Sono convinto che avere tanti soldi ti fa bello agli occhi della gente e a me questo mi piace; ho una buona situazione economica familiare ma voglio rendermi dipendente sperando in una bella vincita.
    Già quando avevo 15 anni mi sono avvicinato alle scommesse e ottenevo dei risultati soddisfacenti lo ammetto vincevo spesso.
    Poi uscendo con un mio amico avevamo 50 cent e li giocammo al superenalotto beccai due numeri ma finì li da quel giorno iniziai a giocare al superenalotto ogni tanto. Ormai oggi non lavoro sono in cerca diciamo ma sono seriamente ossessionato dal gioco, gioco al lotto con regolarità e sono due anni che ho questa situazione e davvero non so che fare. Non racconto altro ci sarebbe ancora qualcosa. Però preciso che non ho mai giocato ai gratta e vinci si possono contare su una mano le volte che ho giocato ai gratta da 1 euro. Al lotto ho speso in 2 anni circa 300 euro. Vorrei un consiglio e un aiuto 🙂 Grazie

  8. quote scommesse
    martedì 8 settembre 2009 alle 18:14

    i soldi non sono il male assoluto ma la mancanza di cultura

  9. bengyon95
    mercoledì 3 novembre 2010 alle 16:32

    sono d’accordo con tutti voi ma sono anche sicuro che dal punto di vista della ragazza anche voi avreste pensato ad una soluzione simile per allontanarsi dalla realtà. la conseguenza della povertà nella sua famiglia: la madre che beve e il padre preoccupato che guarda la tv in continuazione… sono certo che tutti noi, essendo nella situazione di jessica, avreste detto che il denaro fosse la cosa più importante poiché con esso non ci sarebbero tutti quei problemi nella sua vita

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