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Posts Tagged ‘AirOne’

Ahil’Italia

mercoledì 30 luglio 2008 6 commenti

Dopo la Commissione Europea, il Vaticano, l’Unicef e l’ONU, anche il Consiglio d’Europa ha stigmatizzato il rischio xenofobo e di violazione dei diritti umani che le recenti misure in tema di immigrazione alimentano in Italia. Il Ministro dell’Interno, tuttavia, ha respinto stizzito e indignato queste accuse tanto da indurre Il Manifesto a titolare, inevitabilmente: “La rottura di Maroni”.

Ma al di là dell’accusa di violare la dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e simili dettagli, queste restano giornate radiose per l’orgoglio italico. Pare infatti pronta la cordata, promessa invero già a marzo, che salverà l’Alitalia dal fallimento: ne faranno parte Carlo Toto della moribonda AirOne (che né per la flotta né per i conti è molto più in salute della compagnia di bandiera), nessun partner industriale estero, la più spregiudicata finanza nazionale con quel che ne consegue (Riva, Ligresti, Benetton, Colaninno, Marcegaglia). Il piano industriale ufficialmente non è noto, ma secondo le indiscrezioni i pilastri sono il mantenimento del doppio hub (una soluzione che nessuna compagnia europea ritiene sostenibile), la riduzione del personale del 25%, la creazione di una bad company che si accolli le aree in perdita continuando ad orbitare in area pubblica e di una new company, profittevole ed interamente privata, destinata ad un ruolo di operatore regionale.

Nel frattempo, anche Iberia e British Airways vanno verso la fusione, proponendosi per la leadership del mercato accanto ai gruppi AirFrance-KLM e Lufthansa-Continental-United Airlines. Ma l’Italia, si sa, è un Paese unico al mondo.

In alto: “La cordata“, di Francesco Dotti.
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Alitalia, adieu

lunedì 24 dicembre 2007 5 commenti

A me i francesi stanno antipatici di default. Però, con tutte le cautele del caso, mi sono fatto l’idea che l’offerta di Air France-KLM per Alitalia sia quanto di meglio si potesse sperare nelle attuali condizioni. Intediamoci, non è bello cedere l’ennesima grande impresa in mani estere, ma l’alternativa era continuare a vedere il declino di quella che fu la compagnia di bandiera, ormai incapace di tutto: di offrire un servizio minimamente all’altezza dei principali concorrenti esteri o praticare prezzi concorrenziali, di tenere in ordine i conti o rinnovare il proprio parco mezzi.

Resta agli annali l’offerta di AirOne e Banca Intesa, a detta di molti caratterizzata da un programma più finanziario che industriale e soprattutto così debole da non dare una risposta chiara a nessuna delle questioni che caratterizzano la crisi della compagnia, prime tra tutte il destino della controllata AZservizi, gli esuberi del personale e il futuro di Malpensa, che da una decina d’anni è sciaguratamente diventato il secondo hub aeroportuale d’Italia.
Non mi meraviglia che Confindustria, il cosiddetto vento del Nord e i sindacati siano disposti a tutto pur di ostacolare la soluzione transalpina. Ma decidere di non decidere è già una scelta.

(grazie a Libero Blog per aver citato questo post)