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Posts Tagged ‘governo Berlusconi’

Politiche di sinistra

venerdì 25 luglio 2008 3 commenti

Ha detto che le sue sono politiche di sinistra. Nell’attesa che compaia al congresso di Rifondazione presentandosi come la sintesi tra le posizioni di Vendola e Ferrero, ingannerò il tempo chiedendomi come si possa considerare di sinistra la politica di un governo che – cito a caso – nel reperire i fondi per abrogare l’ICI revoca alle bambine di 12 anni la gratuità del vaccino contro il Papilloma virus, responsabile dei tumori all’utero.

Pizza indigeribile

martedì 13 maggio 2008 9 commenti

Uno passa la mattinata a sentire una docente del MIT di Boston spiegare come l’innovazione territoriale passi attraverso la sinergia tra università, imprese e istituzioni pubbliche.

Poi si connette a Internet e scopre che sottosegretario alla Ricerca Scientifica e Tecnologica è stato nominato Giuseppe Pizza.

Se ne parla (male) anche qui.

Tutti gli uomini del Presidente

giovedì 8 maggio 2008 20 commenti

Adesso che i ministri del governo Berlusconi IV sono stati resi noti, il giochino si presta facile e ozioso: dare le pagelle preventive. Non mi sottrarrò, premettendo però che non si può trattare di un’analisi seria:

Frattini (Esteri). Una provata esperienza internazionale senza grossi scivoloni. Non è un dicastero tecnico e probabilmente tra le file del centrodestra non si poteva pescare di meglio.

Maroni (Interni). Il ritorno al Viminale dopo 14 anni. L’ex enfant prodige della Lega è una persona ragionevole. Speriamo che si dimentichi della pochette verde e usi moderazione nella gestione dell’ordine pubblico.

Tremonti (Economia). Non si può parlare di cattiva sorpresa: lo si sapeva infatti già da molte settimane. Il colbertismo in salsa protezionistica.

Scajola (Attività Produttive). Un ritorno dopo la scialba esperienza del 2005. Ha tutta l’aria di essere una scelta d’apparato.

Sacconi (Welfare). Già sottosegretario, promosso sul campo. Umanamente non mi sta simpatico e politicamente non mi piace: ma almeno è competente in materia di lavoro. Avrà anche le deleghe su Famiglia e Solidarietà sociale: il passato socialista mette al riparo da derive filoclericali.

La Russa (Difesa). E chi, altrimenti? Italo Balbo è vivo e lotta insieme a noi.

Alfano (Giustizia). Giovane e simpatico al capo. In attesa di vederlo all’opera, un merito ce l’ha: aver riconsegnato Marcello Pera all’armadio dei cimeli.

Matteoli (Infrastrutture). Dall’Ambiente alle Infrastrutture. Dr. Jekyll and Mr. Hyde.

Prestigiacomo (Ambiente). Nessuna specifica competenza in materia, ma troppo laica per la Sanità, dove invece finirebbe (da viceministro) Brambilla, sinora accreditata per succedere a Pecoraro Scanio. Questa nomina ha l’aria di essere una sostituzione dell’ultimo minuto. E non lascia ben sperare.

Zaia (Politiche Agricole). Leghista rampante, figlio politico del trevigiano Gentilini. Con un padano all’agricoltura, mi aspetto scintille in sede europea sulle quote latte.

Bondi (Beni Culturali). E’ lì perché per anni ha protetto l’immagine di Berlusconi come una reliquia. Se non altro gli servirà da esperienza con il patrimonio artistico.

Gelmini (Istruzione). Giovane coordinatrice lombarda di Forza Italia, è descritta come una decisionista mai sopra le righe. Da vedere all’opera.

Bossi (Riforme). Un ministero-megafono. Non poteva andare meglio. A lui.

Fitto (Affari Regionali). La protesi ha fatto carriera, ma la poltrona scotta: se il federalismo fiscale verrà attuato, le sue fortune politiche in Puglia saranno compromesse.

Vito (Rapporti con il Parlamento). Sin dalla campagna elettorale del 2001, quando toglieva continuamente la parola all’interlocutore, la capacità di mediazione non sembra essere il suo forte: scelta ovvia, in tempi di subalternità delle Camere all’esecutivo.

Ronchi (Politiche Comunitarie). Negli ultimi giorni ha sfilato la poltrona promessa a Poli Bortone. Sarà la bocca e le orecchie di Fini in consiglio dei Ministri.

Brunetta (Funzione Pubblica e Innovazione). Per abbreviare i tempi della burocrazia si è partiti dall’accorciare il ministro. La prima buona innovazione è che non ci sia Stanca.

Rotondi (Attuazione del Programma). Superflui. Entrambi.

Meloni (Politiche Giovanili). Giovane lo è, politica pure. Si basta da sola.

Calderoli (Semplificazione). Dopo le polemiche di Gheddafi jr, si è messo in un cantuccio togliendo le castagne dal fuoco alla Farnesina. Forse il nome del ministero significa quello: non deve fare casino e basta.

Carfagna (Pari Opportunità). OK. Però ora voglio vedere se mettono Adriana Poli Bortone a Buona domenica.